Politica

LO SCANDALO DELLA LEGA

Maroni come Borrelli: "Pulizia, pulizia, pulizia"
Bossi: "Adesso posso solo stare lontano"

L'ex ministro: "Non bisogna guardare in faccia nessuno". Il Senatur torna a parlare del difficile momento della Lega: "L'unica cosa che posso fare adesso è cercare di tenere unito tutto, evitare scontri tra i dirigenti". Ipotesi dimissioni dal Consiglio regionale anche per il figlio Renzo. Processione di dirigenti a via Bellerio. Tosi: "Via dal partito chi ha usato impropriamente i soldi". Udc: "Mauro si dimetta"

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MILANO - Su Facebook Roberto Maroni è chiaro. E, parafrasando il "resistere, resistere, resistere" di Francesco Saverio Borrelli, l'ex capo del pool di Milano, invoca "pulizia, pulizia e pulizia". "Senza guardare in faccia nessuno. Rivoglio la Lega che conosco, quella dei militanti onesti che si fanno un culo così sul territorio senza chiedere nulla in cambio" continua l'ex ministro. Maroni dà appuntamento a Bergamo, martedì prossimo: "tutti a Bergamo martedì per la grande serata dell'orgoglio leghista - scrive ancora l'ex ministro - un abbraccio a tutti i 'barbari sognanti', passate una Pasqua serena".

Nel frattempo Umberto Bossi, dopo che giovedì ha dovuto dimettersi sull'onda dello scandalo sull'utilizzo per fini personali dei rimborsi elettorali pubblici al partito, non lascia molto spazio ad una sua possibile ricandidatura alla leadership della Lega: "Io adesso devo stare lontano, non posso fare altro, devo stare un passo indietro, hanno tirato dentro i miei figli in questa cosa tremenda...". Oggi a via Bellerio è andata in scena una  vera e propria processione di dirigenti a colloquio con il Senatur: dal governatore piemontese Roberto Cota a Giorgetti, a Calderoli all'eurodeputato Francesco Speroni. Oltre a Roberto Castelli, che al suo arrivo stamani ha spiegato invece di essere stato chiamato a colloquio dallo stesso Bossi.

Maroni, invece, non si è fatto vedere. Ma secondo i fedelissimi l'ex ministro dell'Interno chiederà che il Consiglio federale escluda dal movimento chi si è macchiato di colpe gravi nel cosiddetto 'caso Belsito'. E che lo faccia prima delle amministrative. "Non possiamo presentarci alle elezioni in questo stato", è il ragionamento di un maroniano.

SCANDALO LEGA: LO SPECIALE

Bossi.
"L'unica cosa che posso fare adesso è cercare di tenere unito tutto, tenere unita la Lega, evitare che ci siano scontri tra i dirigenti. Li aiuto un po', faccio quello che posso", ha detto ancora il Senatur. Un lavoro già iniziato ieri con l'incontro di quasi due ore nella sede di via Bellerio con Roberto Maroni, il suo più probabile successore alla guida del movimento.

"Diciamo che riprende l'iniziativa politica della Lega, a partire già dalla prossima settimana", aveva commentato al termine del faccia a faccia l'ex ministro dell'Interno. Oggi Maroni ha parlato ancora sostenendo l'audace tesi che l'addio di Bossi sia un problema per le altre forze politiche. "Francamente li ho visti smarriti, impreparati. La Lega fa sempre paura", ha detto a La Padania . "Ogni cosa deve fare il suo corso - ha aggiunto - a noi interessa imprimere da subito una nuova azione politica della Lega".
 
Il primo appuntamento potrebbe essere la manifestazione indetta dai militanti per martedì a Bergamo in segno di solidarietà all'ormai ex segretario. "Sì l'affetto dei militanti lo sento - ha spiegato Bossi - Tanti insistono perché martedì sera vada a Bergamo alla manifestazione che stanno organizzando...Non so se vado, vedrò". Rispondendo poi a una domanda sulla necessità per il Carroccio di fare ordine nella sua gestione finanziaria, il Senatur ha risposto: "Pulizia nei conti della Lega? E' già in atto la pulizia, e c'è già chi la deve fare".

Il destino del figlio Renzo.
Ma lo scandalo prima ancora che il leader ha travolto suo figlio Renzo, consigliere regionale in Lombardia, e non è escluso che anche lui sia costretto nelle prossime ore ad un gesto clamoroso. "E' una valutazione che dovrà essere fatta", ha detto Stefano Galli, capogruppo della Lega al Pirellone e membro del Consiglio federale, alla domanda sulle  voci di possibili dimissioni di Renzo Bossi da consigliere regionale in seguito alle inchieste giudiziarie sui conti della Lega. "Dovrà essere fatta quella chiarezza chiesta dal Consiglio federale - ha aggiunto - e se dovessero emergere fatti oggettivi va da sé che bisognerà fare una valutazione oggettiva di questa opportunità. Ma è valutazione che spetta al partito". Drastico il sindaco di Verona Flavio Tosi: "Pulizia? Vediamo chi ha usato quei soldi impropriamente e li cacciamo dal partito".
 
Sezione chiusa per protesta. A Malnate, in provincia di Varese, i militanti hanno deciso la chiusura della sezione in segno di protesta. "Riteniamo profondamente scorretto - si legge nella lettera inviata alla segreteria federale del partito - il continuo ricorso all'autofinanziamento da parte dei militanti e dei sostenitori della sezione quando i vertici del partito investono incautamente i proventi del nostro volontariato. Per questo motivo, seppur a malincuore, la sezione di Malnate chiude la sede.
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