PARIGI - Il finanziamento pubblico dei partiti in Francia si aggira attorno ai 75 milioni di euro. E' diviso in due parti. La prima è legata ai risultati elettorali: i partiti che alle politiche ottengono come minimo l'1 per cento dei suffragi, in almeno 50 collegi elettorali, hanno diritto a un contributo pubblico per le spese elettorali (in genere si dice che un voto equivale a un euro o poco più). La seconda è legata al funzionamento annuale: circa 75 milioni di euro ripartiti in funzione del numero dei deputati.
Anche le campagne presidenziali sono in parte finanziate dallo Stato che, per esempio, stampa a proprie spese i manifesti elettorali affissi negli spazi ufficiali o le cosiddette "professioni di fede" inviate a tutti gli elettori. Per il resto esiste un tetto alla spese di campagna: 16,851 milioni per il primo turno, 22,509 milioni per i due candidati che arrivano al ballottaggio. Lo Stato rimborsa il 47,5% delle spese sostenute a chi ottiene almeno il 5 per cento dei voti, gli altri si dovranno accontentare del 4,75%, cioè al massimo 800 mila 425 euro.
Anche le campagne presidenziali sono in parte finanziate dallo Stato che, per esempio, stampa a proprie spese i manifesti elettorali affissi negli spazi ufficiali o le cosiddette "professioni di fede" inviate a tutti gli elettori. Per il resto esiste un tetto alla spese di campagna: 16,851 milioni per il primo turno, 22,509 milioni per i due candidati che arrivano al ballottaggio. Lo Stato rimborsa il 47,5% delle spese sostenute a chi ottiene almeno il 5 per cento dei voti, gli altri si dovranno accontentare del 4,75%, cioè al massimo 800 mila 425 euro.