"I partiti hanno deciso di accelerare? Vedremo. Quello che ho letto stamattina sui loro progetti non mi sembra molto incoraggiante. Comunque sul finanziamento pubblico potrebbero fare molto fin d'ora. Dovrebbero rinunciare alla prossima tranche di soldi che scatterà a luglio, viste le cifre abnormi finora incassate. Senza aspettare la legge che verrà". Gianluigi Pellegrino, avvocato amministrativista esperto di elezioni e legale del Movimento per la difesa del cittadino, accoglie così la notizia che i segretari di Pd, Pdl e Udc hanno deciso di accordarsi per nuove norme in pochi giorni. "Se si vuole dare prova di una reale volontà riformatrice, il Parlamento deve intervenire immediatamente sui fondi già stanziati e su quelli che stanno per essere erogati", dice.
Lei ha inviato una diffida ai presidenti delle Camere. Cosa chiede a Fini e Schifani?
Innanzitutto sono tenuti a bloccare, in base alla legge vigente - la 157 del '99 sul finanziamento ai partiti - i soldi pubblici destinati alla Lega. Come primo passo, dovrebbero autorizzare controlli più ampi. I revisori della Camera, una settimana fa, hanno inviato una lettera a Gianfranco Fini: hanno spiegato che le verifiche - come avvengono oggi - non sono efficaci ma hanno anche indicato come migliorarle, sulla base delle norme attuali. In pratica, hanno chiesto al presidente di autorizzarli ad andare più a fondo, con controlli specifici. Magari potendo reclamare pezze giustificative per i rimborsi, senza dover accettare a scatola chiusa la voce 'spese elettorali'. Fini si è limitato a girare la lettera alla commissione Affari costituzionali, dove nessuno è neppure intervenuto sul tema. Se invece i due presidenti decidessero di autorizzare verifiche un minimo approfondite, si potrebbe intervenire per lo meno sulla nuova tranche di finanziamenti che scatterà a luglio. Si potrebbero bloccare i soldi pubblici senza giustificazione di spesa, almeno quelli destinati a un partito come la Lega che li ha utilizzati per un uso privatissimo.
L'indagine sulla Lega, però, è appena cominciata.
Si tratterebbe di un intervento in via cautelare. D'altra parte c'è un'inchiesta della procura di Milano per truffa ai danni dello Stato. Nel caso della Margherita, la questione è ancora più chiara. Perché lì l'uso privato dei fondi pubblici non solo è sospettato ma confessato dallo stesso Lusi. Insomma, non si vede cosa aspettino i presidenti delle Camere a chiedere la restituzione di quelle somme. Risulta che quel partito, ormai scomparso, abbia ancora molti soldi in cassa. Rutelli ha promesso che restituirà quei fondi quando li avrà indietro da Lusi, ma la resa dei conti interna non deve interessarci. Noi sappiamo che la Margherita con un suo organo - il tesoriere - ha reso possibile tutto questo. E deve risponderne subito. Per l'intervento dei due presidenti, insomma, non c'è bisogno di una legge ad hoc. Basta l'articolo 97 della Costituzione che impone sempre la tutela dell'interesse pubblico".
Fini e Schifani non sembrano intenzionati a intervenire.
Allora chiederemo alla Corte di conti di procedere con un sequestro conservativo. D'altra parte, nell'intervista a Repubblica, il presidente Giampaolino spiega che il giudice contabile ha competenza anche su soggetti privati quando maneggiano fondi pubblici.
Lega, Margherita... Sui soldi agli altri partiti avete contestazioni?
"A causa di un emendamento introdotto di soppiatto con il milleproroghe del 2005, negli anni 2008-2010 si è verificata un'enorme anomalia. Ci sono state le elezioni anticipate, i partiti hanno preso i fondi della nuova legislatura ma hanno continuato a ricevere anche quelli della vecchia come se non si fosse interrotta. A partire dal 2011, sull'onda della crisi, questo mostro giuridico è stato eliminato. Ma quei soldi andrebbero restituiti. E poi, mai più finanziamenti a partiti morti. Cosa diremmo se un Comune continuasse a erogare fondi pubblici a favore di un'associazione che ha chiuso? Perché dobbiamo accettare dallo Stato quello che non tollereremmo da parte dell'ultimo dei sindaci? Insomma, ci sembra singolare che si promettano grandi riforme per il futuro senza prima tutelare nel presente la casse pubbliche. E poi, quello che leggo sui progetti mi preoccupa: non si interviene sull'entità dei rimborsi, che andrebbero ridotti e vincolati alle spese effettivamente sostenute, magari offrendo ai partiti in cambio servizi gratuiti. E non è prevista una moratoria delle prossime erogazioni di fondi, che sarebbe importante viste le somme enormi incassate negli ultimi anni. E sarebbe anche opportuna la vendita di quanto accumulato. C'è il rischio altrimenti che i cittadini si sentano presi in giro".
Lei ha inviato una diffida ai presidenti delle Camere. Cosa chiede a Fini e Schifani?
Innanzitutto sono tenuti a bloccare, in base alla legge vigente - la 157 del '99 sul finanziamento ai partiti - i soldi pubblici destinati alla Lega. Come primo passo, dovrebbero autorizzare controlli più ampi. I revisori della Camera, una settimana fa, hanno inviato una lettera a Gianfranco Fini: hanno spiegato che le verifiche - come avvengono oggi - non sono efficaci ma hanno anche indicato come migliorarle, sulla base delle norme attuali. In pratica, hanno chiesto al presidente di autorizzarli ad andare più a fondo, con controlli specifici. Magari potendo reclamare pezze giustificative per i rimborsi, senza dover accettare a scatola chiusa la voce 'spese elettorali'. Fini si è limitato a girare la lettera alla commissione Affari costituzionali, dove nessuno è neppure intervenuto sul tema. Se invece i due presidenti decidessero di autorizzare verifiche un minimo approfondite, si potrebbe intervenire per lo meno sulla nuova tranche di finanziamenti che scatterà a luglio. Si potrebbero bloccare i soldi pubblici senza giustificazione di spesa, almeno quelli destinati a un partito come la Lega che li ha utilizzati per un uso privatissimo.
L'indagine sulla Lega, però, è appena cominciata.
Si tratterebbe di un intervento in via cautelare. D'altra parte c'è un'inchiesta della procura di Milano per truffa ai danni dello Stato. Nel caso della Margherita, la questione è ancora più chiara. Perché lì l'uso privato dei fondi pubblici non solo è sospettato ma confessato dallo stesso Lusi. Insomma, non si vede cosa aspettino i presidenti delle Camere a chiedere la restituzione di quelle somme. Risulta che quel partito, ormai scomparso, abbia ancora molti soldi in cassa. Rutelli ha promesso che restituirà quei fondi quando li avrà indietro da Lusi, ma la resa dei conti interna non deve interessarci. Noi sappiamo che la Margherita con un suo organo - il tesoriere - ha reso possibile tutto questo. E deve risponderne subito. Per l'intervento dei due presidenti, insomma, non c'è bisogno di una legge ad hoc. Basta l'articolo 97 della Costituzione che impone sempre la tutela dell'interesse pubblico".
Fini e Schifani non sembrano intenzionati a intervenire.
Allora chiederemo alla Corte di conti di procedere con un sequestro conservativo. D'altra parte, nell'intervista a Repubblica, il presidente Giampaolino spiega che il giudice contabile ha competenza anche su soggetti privati quando maneggiano fondi pubblici.
Lega, Margherita... Sui soldi agli altri partiti avete contestazioni?
"A causa di un emendamento introdotto di soppiatto con il milleproroghe del 2005, negli anni 2008-2010 si è verificata un'enorme anomalia. Ci sono state le elezioni anticipate, i partiti hanno preso i fondi della nuova legislatura ma hanno continuato a ricevere anche quelli della vecchia come se non si fosse interrotta. A partire dal 2011, sull'onda della crisi, questo mostro giuridico è stato eliminato. Ma quei soldi andrebbero restituiti. E poi, mai più finanziamenti a partiti morti. Cosa diremmo se un Comune continuasse a erogare fondi pubblici a favore di un'associazione che ha chiuso? Perché dobbiamo accettare dallo Stato quello che non tollereremmo da parte dell'ultimo dei sindaci? Insomma, ci sembra singolare che si promettano grandi riforme per il futuro senza prima tutelare nel presente la casse pubbliche. E poi, quello che leggo sui progetti mi preoccupa: non si interviene sull'entità dei rimborsi, che andrebbero ridotti e vincolati alle spese effettivamente sostenute, magari offrendo ai partiti in cambio servizi gratuiti. E non è prevista una moratoria delle prossime erogazioni di fondi, che sarebbe importante viste le somme enormi incassate negli ultimi anni. E sarebbe anche opportuna la vendita di quanto accumulato. C'è il rischio altrimenti che i cittadini si sentano presi in giro".