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SENATO

Riforme istituzionali, c'è la bozza definitiva
ridotti parlamentari, si abbassa età eletti

I tecnici di Pd, Pdl e Udc hanno messo a punto il progetto di modifica costituzionale. Il testo sarà consegnato oggi ai gruppi parlamentari. Previsti il superamento del bicameralismo perfetto, il rafforzamento dei poteri del premier e la sfiducia costruttiva. L'iter inizierà al Senato

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ROMA - Riduzione del numero dei parlamentari a 500 deputati e 250 senatori. Superamento del bicameralismo perfetto, rafforzamento dei poteri del premier e sfiducia costruttiva. Inoltre, abbassamento dell'elettorato passivo a 21 anni per diventare onorevoli e 35 per essere eletti a Palazzo Madama. È il testo definitivo che i tecnici di Pdl, Pd e Terzo polo hanno messo a punto e che nel pomeriggio sarà sottoposto al vaglio dei rispettivi gruppi parlamentari. Nella giornata di oggi le delegazioni consegneranno il testo ai rispettivi gruppi parlamentari, i quali hanno già dichiarato la loro disponibilità a valutarlo in tempi rapidi per dare immediatamente il via all'iter parlamentare, che partirà dal Senato.

L'orientamento, già indicato nei giorni scorsi, è quello di presentare un emendamento soppressivo ed interamente sostitutivo ai disegni di legge già incardinati in Senato, davanti alla Commissione affari costituzionali. In ambienti parlamentari si sottolinea che presumibilmente sarà firmato dai capigruppo Pdl, Pd e Terzo Polo. Intanto, il presidente della prima commissione di Palazzo Madama, Carlo Vizzini, ha annunciato: "Abbiamo deliberato, su mia proposta, che, in qualità di relatore del provvedimento, prenderò contatti con tutti i gruppi parlamentari per raccogliere le loro osservazioni ed alla luce anche dei provvedimenti incardinati presenterò un testo base". Sulla tempistica di approvazione ha aggiunto: "lo faremo nel tempo giusto e necesario con lavori a ritmi serrati per far enetrare la riforma in vigore già dalla prossima legislatura"

Le novità. Ad anticipare i contenuti dell'accordo è stato Ferdinando Adornato, dell'Udc: "La novità che non è più che è solo una bozza, ma un testo vero e proprio che a giorni sarà presentato al Senato dove in commissione ci sono le proposte già incardinate. I punti principali sono questi, più o meno quelli concordati nelle settimane scorse. Ora dovranno essere presentati sotto forma di emendamento, o di più emendamenti visto che si tratta di più articoli".

Meno deputati e senatori. Per quanto riguarda la riduzione del numero di deputati e senatori, il testo definitivo prevede che: "il numero dei deputati è di 508, otto dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Il numero dei senatori elettivi è di 254, quattro dei quali eletti nella circoscrizione Estero". Il testo, dunque, conferma la riduzione del numero dei parlamentari dagli attuali 945 a 762. Si abbassa inoltre l'età per essere eletti: basteranno 21 anni per approdare alla Camera, 35 al Senato.

'Bicameralismo eventuale'. La riforma introduce anche il cosiddetto 'bicameralismo eventuale': sarà la Camera ad occuparsi delle materie di 'esclusiva competenza dello Stato', mentre palazzo Madama sarà competente per le materie di 'potestà legislativa concorrente'.

Più forza all'esecutivo. La bozza prevede anche un rafforzamento del ruolo dell'esecutivo: il Governo, ad esempio, potrà chiedere che un disegno di legge sia inserito con priorità all'ordine del giorno della Camera che dovrà rispettare termini stabiliti per l'esame e per approvazione. Il presidente del Consiglio potrà proporre al Presidente della Repubblica la nomina e la revoca dei ministri e chiedere al capo dello Stato lo scioglimento delle Camere a meno che le Camere, entro 15 giorni, non approvino la mozione di sfiducia costruttiva. Quest'ultimo istituto - stabilisce la bozza messa a punto dai tecnici - deve essere sottoscritta da almeno un terzo dei componenti di ciascuna Camera, contenere l'indicazione del nuovo premier e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. La sfiducia costruttiva dovrà essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.

Tempi di promulgazione.
"Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione. Se la Camera che l'ha approvata definitivamente, a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiara l'urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito". Così viene modificato l'articolo 73 della Costituzione, dalla bozza di riforma costituzionale.

Legge elettorale.
"Intanto partiamo con le riforme istituzionali che verranno presentate sotto forma di emendamenti in Commissione affari costituzionali al Senato, poi si vedrà sulla legge elettorale", ha precisato Ferdinando Adornato. A marzo le forze politiche che sostengono il governo avevano concordato di far procedere parallelamente riforme della costituzione e nuovo sistema del voto. Ora la priorità sembra verrà data alle prime: "sulla legge elettorale- dice adornato- ci vorrà più tempo, per ora partiamo sulle modifiche alla Costituzione, cominciamo l'iter". Una nuova riunione dei tecnici dei partiti di maggioranza si terrà martedì della prossima settimana. Due soprattutto i nodi che sono oggetto di discussione all'interno del Pdl: la suddivisione dei collegi, se uninominali o circoscrizionali, e il cosiddetto premio di governabilità.

Le reazioni. "Bene l'accordo sulle riforme costituzionali: si parte subito anche con la riduzione del numero dei parlamentari: buon segno per i cittadini!", ha commentato il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, su Twitter.

 
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