Politica

L'INCHIESTA

Lega, da Stiffoni prelievi "sospetti"
Maroni: "Espulso dal movimento"

Prelievi in contanti e assegni circolari per almeno 3 milioni di euro sulle somme messe a disposizione dallo Stato per i parlamentari del gruppo tra il 2010 e il 2011. L'indagine del procura di Milano dopo la segnalazione della Banca d'Italia. Non si esclude il reato di peculato per il senatore, che è stato espulso da Consiglio federale. Bossi contestato a Parma

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ROMA - Fuori dal partito. Il senatore Piergiorgio Stiffoni, autosospesosi nei giorni scorsi dal gruppo parlamentare della Lega Nord, è stato ufficialmente espulso dal movimento. L'ha annunciato Roberto Maroni al termine del Consiglio federale del partito. Questo mentre arrivano novità anche sul fronte dell'inchiesta: Stiffoni avrebbe utilizzato un conto che serve di norma per rimborsare le spese dei senatori, per effettuare operazioni "sospette" come l'emissione di assegni circolari e una serie di prelievi in contanti. Le operazioni "sospette" emergono dalle indagini dai pm di Milano sui fondi del Carroccio. Gli inquirenti valutano la posizione di Stiffoni e non è esclusa una eventuale contestazione di peculato, perché si tratta di soldi pubblici. E la Lega ha avviato azioni legali nei confronti di Belsito, per ottenere "tutto quello che è di nostra spettanza: le informazioni, ma anche, e soprattutto, i soldi", ha detto Maroni. In serata, poi, nuova contestazione per Umberto Bossi. Stavolta a Parma.

Ma torniamo a Stiffoni: secondo quanto risulta dalle indagini dei pm di Milano, la Lega Nord aveva dato la delega ad operare sul conto, acceso presso la Bnl, su cui confluiscono soldi pubblici di pertinenza del Senato e che devono andare a coprire le spese dei senatori e in questo caso di quelli del gruppo del Carroccio.

Stiffoni avrebbe così gestito, tra il 2010 e il 2011, in modo 'sospetto' secondo le prime analisi degli investigatori, tra i 3 e i 4 milioni di euro di fondi pubblici. Stando alle indagini del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dei pm Paolo Filippini e Roberto Pellicano, Stiffoni avrebbe effettuato una serie di operazioni 'anomale' su quel conto, movimentando assegni e facendo prelievi. Operazioni sui cui ci sono state anche delle segnalazioni da parte dell'Uif di Bankitalia, ora agli atti della Procura.

Venerdì scorso è stato sentito come teste dai pm il capogruppo al Senato della Lega, Federico Bricolo, il quale avrebbe in sostanza spiegato che lui non sapeva cosa facesse Stiffoni con i soldi del conto per i senatori del Carroccio, perché il senatore aveva la delega ad operare e la fiducia del partito. Lo stesso Stiffoni era stato sentito a verbale una decina di giorni fa e gli inquirenti avevano, da quanto si è saputo, 'sospeso' l'audizione quando il senatore era caduto in contraddizioni, sostanzialmente 'avvicinandosi' alla posizione di possibile indagato. Ora la Procura sta vagliando per lui l'ipotesi del peculato, perché si tratta di denaro che era destinato ad un gruppo parlamentare, che ha quindi funzione pubblica.

Intanto sull'inchiesta che coinvolge la Lega e sui suoi effetti sulle elezioni è arrivato il commento di Roberto Maroni. "Penso che quello che e' successo, dal caso Belsito e dintorni alle vistose calunnie su Finmeccanica, qualche effetto negativo lo porterà, è inevitabile, ma sono anche fiducioso che in questi giorni riusciremo a spiegare quello che è successo e a far capire ai cittadini che la Lega c'è, è forte e continua le sue battaglie sacrosante", ha detto Maroni.

Durante il consiglio federale, la Lega ha deciso una "risposta immediata" per le vittime del fallimento di Credieuronord: tre milioni di euro "recuperati da fondi sparsi in giro" verranno destinati alle sezioni del partito sul territorio e ai militanti oltreché, parte, al rimborso di chi è stato vittima del fallimento della "banca della Lega".
 

Bossi contestato. Umberto Bossi, a Parma per un comizio, è stato contestato da due giovani, uno dei quali col tricolore sulle spalle. Uno dei contestatori gli ha gridato "Berlusconi!". "Lascia stare Berlusconi - gli ha risposto il senatur - è stupido come te". I ragazzi hanno però insistito: "Hai detto che questo è un paese di merda: ma è perchè ci siete voi". A quel punto le forze dell'ordine hanno allontanato I due ragazzi e Bossi ha commentato: "Lascialo stare, è un pirla". 
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