Politica

AMMINISTRATIVE

Le prime elezioni al tempo dei tecnici
i partiti alle urne in ordine sparso

Il 6 e 7 maggio il primo turno per eleggere il sindaco in 945 comuni, di cui 22 capoluoghi. Eventuali ballottaggi il 20 e 21. Nelle settimane successive elezioni anche per Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e Sardegna. E tra governo Monti, grandi coalizioni, scandali e il possibile boom dell'antipolitica, i partiti cercano alleanze variabili di ALESSIO SGHERZA

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SETTE milioni di elettori, o poco più, in 945 comuni - di cui 22 capoluoghi - per una tornata elettorale amministrativa che ha un grande valore politico. Sono questi i numeri e il senso delle elezioni del 6 e 7 maggio (con eventuali ballottaggi il 20 e 21). Fanno eccezione il Trentino-Alto Adige (che voterà il 20 maggio), la Valle d'Aosta (il 27 maggio) e la Sardegna (10-11 giugno).

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Le urne saranno aperte domenica, come ormai è consuetudine, dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15. Gli scrutini inizieranno subito dopo.

Sul piatto indicazioni politiche che vanno ben oltre le importantissime partite della guida di quasi mille Comuni. Saranno le prime elezioni del dopo Berlusconi, in piena crisi economica e sotto la guida del governo dei tecnici. Con il peso delle nuove tasse, della riforma delle pensioni e della polemica sull'articolo 18. E ancora con l'impressione che una raffica di scandali ha avuto sull'opinione pubblica. In particolare occhi puntati sul possibile contraccolpo che l'uragano in casa Lega potrebbe avere sull'elettorato padano, un elemento chiave nella prospettiva delle prossime politiche.

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Ma quello della Lega non è l'unico scandalo che colpisce la politica: l'inchiesta sull'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, le indagini sulla sanità lombarda (che lambisce Formigoni) e le polemiche sui rimborsi elettorali dei partiti non fanno che alimentare il fuoco dell'antipolitica, con i grillini del movimento 5 stelle che preparano un exploit.

L'altro grande elemento da sottolineare, in epoca di grandi coalizioni, è la fluidità degli schieramenti: le coalizioni a geometria variabile, con i partiti del Terzo Polo che grazie alla loro posizione centrale nello schieramento trovano sponda con l'una o l'altra parte politica per sostenere i candidati. La Lega corre da sola, come spesso fa anche l'Idv di Di Pietro. Ma è anche a sinistra, oltre che al centro, che si notano 'sposalizi' complessi, con Sel e Prc-Pdci che danno vita alle più varie coalizioni. Vediamo i casi principali.

Genova. Il Pdl (con Democrazia Cristiana e due liste civiche) sostiene la candidatura di Pierluigi Vinai, sfidando una coalizione per Marco Doria guidata dal Pd che unisce Idv, Psi, Prc-Pdci e Sel, oltre a tre liste civiche. Enrico Musso è invece sostenuto da una lista civica (dietro cui ci sono i partiti del Terzo polo).  La Lega va da sola, come i grillini. LO SPECIALE

Palermo. Qui il Terzo polo si spacca, con l'Udc che va con il Pdl per Massimo Costa e Fli che appoggià Alessandro Aricò. La Sinistra poi è più divisa che mai: dopo le contestatissime primarie che hanno visto sconfitta Rita Borsellino, il Pd e Sel appoggiano il vincitore di quella consultazione Fabrizio Ferrandelli, mentre l'Idv (che sosteneva la sorella del magistrato) presenta Leoluca Orlando con Prc e Verdi. Riccardo Nuti è l'outsider del Movimento 5 Stelle. LO SPECIALE

Parma. Nel capoluogo emiliano - altra città devastata da uno scandalo politico che ha azzoppato l'amministrazione - Pd e Idv ritrovano l'unità e appoggiano Vincenzo Bernazzoli. Il Popolo della Libertà fieramente in solitaria candida Paolo Buzzi, mentre la Lega Nord vuole Andrea Zorandi. L'Udc presenta Elvio Ubaldi e il 5 stelle sostiene Enrico Pizzarotti. A sinistra, liste spezzettate per Prc, Pdci e Pcl. LO SPECIALE

L'Aquila. Tutti (o quasi) in ordine sparso. Il Pd si associa con la sinistra (Sel, Prc-Pdci) e con l'Api per sostenere il sindaco in carica Massimo Cialente. L'Idv prende le distanze e presenta Angelo Mancini. Il Pdl e Fli si presentano da soli, a sostegno rispettivamente di Pierluigi Properzi e Enrico Perini, mentre l'Udc (con l'Udeur e i Verdi) appoggia Giorgio De Matteis. E ovviamente il Movimento 5 stelle con Rosetta Enza Blundo.

Verona. Il caso Tosi ha tenuto banco per settimane: il sindaco leghista di Verona voleva presentare la sua lista personale, ma la Lega ha detto no. Ma la sfida di Tosi ha lasciato un segno nel Carroccio, ancor prima dello scandalo Belsito, e la Lega si gioca tanto nella città scaligera. Quindi Lega da sola con Tosi candidato. Il Pdl risponde con una coalizione centrista che mette insieme Udc e Fli a sostegno Luigi Castelletti. Centro sinistra unito (Pd-Idv-Prc-Pdci-Sel) per Michele Bertucco e il 5 stelle a favore di Gianni Benciolini.

Monza. Centro nevralgico del sostegno berlusconiano, il centrosinistra si presenta al gran completo con una coazione Pd, Idv, Sel, Prc-Pdci per Roberto Scanagatti. Isolati solo i Verdi, che scelgono Attilio Tagliabue. Il Pdl sostiene Andrea Mandelli, mentre la Lega vuole Marco Mariani. L'Udc sceglie di fare corsa a sè con Anna Martinetti.
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