Lusi, chiesta autorizzazione all'arresto
Gip: "Da senatore attività di saccheggio"
La richiesta dei magistrati di Roma al Senato. Ai domiciliari moglie e 2 commercialisti. L'ex tesoriere della Margherita è sotto inchiesta per appropriazione indebita aggravata di oltre 23 milioni del partito. "Sue accuse ad altri sono senza seguito. Ha avuto un atteggiamento di franco ostruzionismo"
ROMA - La Procura di Roma ha chiesto al Senato l'autorizzazione all'arresto in carcere dell'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, accusato di appropriazione indebita e di associazione a delinquere, in relazione a un ammanco di circa 23 milioni di euro dalle casse della Margherita di cui è stato tesoriere. Il gip Simonetta D'Alessandro nell'ordinanza cautelare emessa nei confronti del parlamentare, della moglie e dei due commercialisti, parla di "condotte predatorie" inserite "in un contesto più ampio" e si "profilano quali elementi centrali dell'attività pianificata da un nucleo individuato di persone fisiche che ha stabilmente operato come 'gruppo di sostegno'" dell'ex tesoriere della Margherita. Lusi, scrive ancora il gip, ha fatto dichiarazioni pubbliche in cui riferiva il contenuto di atti processuali in termini "artatamente distorti, accompagnando le affermazioni con allusioni a responsabilità altrui rima…
ROMA - La Procura di Roma ha chiesto al Senato l'autorizzazione all'arresto in carcere dell'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, accusato di appropriazione indebita e di associazione a delinquere, in relazione a un ammanco di circa 23 milioni di euro dalle casse della Margherita di cui è stato tesoriere. Il gip Simonetta D'Alessandro nell'ordinanza cautelare emessa nei confronti del parlamentare, della moglie e dei due commercialisti, parla di "condotte predatorie" inserite "in un contesto più ampio" e si "profilano quali elementi centrali dell'attività pianificata da un nucleo individuato di persone fisiche che ha stabilmente operato come 'gruppo di sostegno'" dell'ex tesoriere della Margherita. Lusi, scrive ancora il gip, ha fatto dichiarazioni pubbliche in cui riferiva il contenuto di atti processuali in termini "artatamente distorti, accompagnando le affermazioni con allusioni a responsabilità altrui rimaste poi senza alcun seguito", con finalità "inquinanti". Il senatore, si legge nelkl'ordinanza del gip, ha compiuto "un'attività di vero e proprio saccheggio a fini privati delle casse" della Margherita, "ma non solo un'attività di saccheggio. Ciò ad onta del ruolo parlamentare ricoperto, con profili finanche paradossali".
LO SPECIALE
Ordinanze per moglie e due commercialisti. Un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata notificata a Giovanna Petricone, moglie del senatore e a due commercialisti che hanno curato gli interessi delle società immobiliari sempre riconducibili al parlamentare. La polizia tributaria della guardia di finanza ha perquisito le abitazioni e gli uffici degli indagati. I due commercialisti arrestati sono Mario Montecchia e il socio di studio Giovanni Sebastio. Montecchia è amministratore unico della TTT Srl, società schermo utilizzata da Lusi per le sue operazioni ed è membro del Cda del quotidiano Europa. Nell'inchiesta sono indagati Paolo Piva e Diana Ferri, che sono stati legali rappresentanti di alcune delle società coinvolte nell'inchiesta. Nei confronti di questi ultimi - si sottolinea a piazzale Clodio - "non sono state richieste misure cautelari".
La reazione di Lusi. "E' un provvedimento abnorme. Se il Parlamento rigetterà? Questo lo deciderà il Senato, non sarò io a dirlo", ha detto Lusi. "Non ci sono i presupposti di fuga, né di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato: è proprio per questo che dico che giuridicamente è abnorme". In ogni caso, "non mi permetto di giudicare le decisioni dei magistrati" anche se ovviamente "faremo un ricorso al riesame e ci sarà un giudice a Berlino prima o poi".
L'interrogatorio della moglie. Lusi "voleva investire in immobili per alimentare il futuro della sua carriera politica", ha affermato Giovanna Petricone, moglie dell'ex tesoriere della Margherita, nel suo interrogatorio di cui sono riportati alcuni stralci nell'ordinanza di arresto.
I reati contestati. Non ci sono solo i reati di riciclaggio, appropriazione indebita e trasferimento fraudolento di beni. Alla base dell'ordinanza cautelare che il gip ha inoltrato al Senato nei confronti di Lusi e che ha notificato alla moglie Giovanna Petricone e ai due commercialisti, c'è anche il reato di associazione per delinquere che la procura fino a pochi giorni fa non aveva ipotizzato. L'ex tesoriere ha sottratto al patrimonio del partito circa 23 milioni complessivi, finora accertati, "utilizzati a fine di profitto personale", scrive il gip del tribunale di Roma, nell'ordinanza di arresto. La richiesta di autorizzazione è stata sollecitata dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci, titolari dell'inchiesta. "I reati contestati (che vanno dal 2007 al 2011 ndr) - su spiega in una nota - sono il concorso in appropriazione indebita pluriaggravata e continuata e l'associazione a delinquere". I provvedimenti sono stati firmati dal gip Simonetta D'Alessandro. Le misure cautelari sono state notificate dagli uomini del Nucleo di Polizia valutaria della Gdf.
Pericolo di fuga. "L'ingente provvista accumulata in canada e l'origine italo-canadese della moglie, che ha mantenuto oltreoceano solidi legami familiari, rappresentano fatti di estremo rilievo ai fini di assicurare che il Lusi non si sottragga alla conseguenze dei gravi reati commessi - afferma il gip - Il riparo all'estero è, invero, nel caso di specie, particolarmente agevole ed allettante. Non solo per la presenza delle risorse ma anche e forse principalmente per l'esistenza di un solido radicamento familiare ed effettivo".
"Ostruzionismo". La condotta di Lusi si caratterizza per "un atteggiamento di franco ostruzionismo" scrive il gip. "Sin dal primo interrogatorio - scrive il giudice - egli si è limitato ad ammettere una parte dei fatti già accertati dall'autorità giudiziaria, con dichiarazioni solo apparentemente confessorie accompagnate da affermazioni fuorvianti. Atteggiamento, questo, ancora più evidente nel secondo interrogatorio ricco di affermazioni ambigue e reticenti quando non manifestamente mendaci". Secondo il giudice il comportamento di lusi, sia dal punto di vista processuale che da quello delle dichiarazioni rese in pubblico, si è prestato "a creare una voluta confusione e ad inquinare il contesto oggetto di indagine".
Il ruolo del senatore. A Luigi Lusi è "attribuito il ruolo di capo e di promotore" dell'associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita di fondi della Margherita, ha affermato in una nota il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone. Ma il senatore non ha mai reso una confessione sui fatto oggetto del suo procedimento. Negli ambienti giudiziari di piazzale Clodio si fa presente che, contrariamente a quanto sostenuto in questi mesi dalla sua difesa, l'ex tesoriere della Margherita, "si è solo limitato ad ammettere quanto era stato accertato a livello investigativo". Nel primo interrogatorio in procura ha ammesso di aver sottratto 12 milioni di euro, nel secondo ha confermato l'appropriazione di altri 8 senza dire altro.
Secondo quanto accertato dalla procura di Roma, con assegni della Margherita, il senatore Luigi Lusi ha pagato oltre 30mila euro allo chef Antonello Colonna per il catering del suo secondo matrimonio celebrato nel luglio del 2009. Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno trovato tracce di un'altra ingente somma (un milione e 335mila euro), proveniente dalle casse del partito, che l'ex tesoriere ha utilizzato per acquistare l'appartamento a Roma di via Monserrato, pagato alla fine 3 milioni e 600 mila euro, tasse a parte.
La casa di via Monserrato. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno trovato tracce di circa un milione e 355 mila euro proveniente dalla casse del Margherita e che Lusi ha impiegato per l'acquisto di un appartamento in via Monserrato a Roma costato complessivamente 3 milioni e 600 mila euro, escluse le tasse. Questa somma è stata individuata dalle Fiamme Gialle dopo il secondo interrogatorio a cui è stato sottoposto l'ex tesoriere durante il quale, però, l'esponente Dl non ne aveva fatto alcune menzione.
La difesa. "L'ordinanza cautelare del gip Simonetta D'Alessandro ci ha lasciati sconcertati perché questo provvedimento arriva dopo aver reso una ampia confessione e dopo aver chiesto una perizia contabile attraverso un incidente probatorio che ci è stato rigettato", ha commentato l'avvocato Luca Petrucci, difensore del senatore Lusi. "Avevamo anche chiesto il sequestro del sistema informatico contabile della Margherita, e non ci è stata data risposta", ha proseguito il penalista che sta andando a Genzano per incontrare Lusi e prendere visione dell'ordinanza. "Non solo - ha proseguito l'avvocato Petrucci - ma, dopo aver messo a disposizione della Margherita tutti i beni immobili oggetto di contestazione da parte della magistratura, è stata disposta una misura cautelare anche se, allo stato, non si comprende su quali elementi nuovi si basi questa ordinanza". La richiesta di arresto nei confronti del senatore è la dimostrazione "che la Margherita e i suoi esponenti sono vittime di un reato molto grave", ha aggiunto l'avvocato Titta Madia, legale della Margherita.
Le somme sottratte. Il totale delle somme sottratte da Lusi dalle casse del partito, accertato finora, è indicato nel capo di imputazione in cui si contesta all'ex tesoriere il reato di appropriazione indebita. "Perché - scrive il gip Simonetta d'Alessandro - a più riprese, abusando dell'incarico di tesoriere dell'associazione 'Democrazia e Liberta' (associazione destinataria, tra l'altro, di accrediti da parte di istituzioni parlamentari a titolo di rimborsi elettorali), indebitamente si appropriava" dei fondi. In particolare la somma più rilevante - 13.579.200 euro - è finita, attraverso 96 bonifici effettuati dal conto corrente della Margherita aperto presso l'agenzia Bnl del Senato, in un conto Unicredit intestato alla società Ttt srl, "società allo stesso Lusi riconducibile".
C'è poi, scrive ancora il gip, un milione di euro "versato a mezzo di numerosi assegni di taglio medio-piccolo" tratti dal solito conto del Senato, "consegnati, privi dell'intestazione del beneficiario a Paolo Melegari quale anticipo per l'acquisto di Villa Elena di Ariccia e successivamente imputati a prezzo parziale dell'acquisto del diritto di usufrutto sul predetto immobile, diritto fittiziamente intestato alla nipote acquisita Micol D'Andrea".
Nell'ordinanza sono indicati inoltre 3.281.000 versati da Lusi - sempre in assegni di piccolo e medio taglio - su un altro conto corrente Unicredit "intestato alla moglie Giovanna Petricone" e oltre 3,6 milioni finiti a Roberto Ruggieri, titolare della Ruggieri Mario Srl: in particolare, oltre un milione è stato pagato da Lusi "quale corrispettivo parziale di lavori effettuati...su immobili di proprietà del Lusi siti in Capistrello (L'Aquila)" e 2.6 sono serviti a pagare i lavori effettuati da Ruggieri "su immobili di proprietà di 'Paradiso Immobiliare srl, societa' riconducibile a Lusi".
Infine, il gip indica 1.355.000 euro prelevati sempre dal solito conto Bnl del Senato e versati con assegni privi "dell'intestazione del beneficiario a L'Abbate Giuseppe, quale corrispettivo parziale (e non dichiarato nel contratto di compravendita a fini di evasione fiscale e di frode in danno dell'agenzia immobiliare) con riferimento all'acquisto, da parte di Ttt, dell'immobile di via Monserrato". L'appropriazione indebita dei fondi, scrive ancora il gip nell'ordinanza, è avvenuta "in concorso con Mario Montecchia e Giovanni Sebastio i quali, previo accordo, in qualità di commercialisti della Margherita e, come tali, responsabili della corretta tenuta delle scritture contabili e della redazione del rendiconto, provvedevano alla sistematica scritturazione mendace sui libri contabili al fine di occultare la reale destinazione delle numerosissime transazioni effettuate dal Lusi a fini di indebita appropriazione, assicurando contemporaneamente supporto tecnico e professionale nell'attività di reimpiego delle somme sottratte".
Le reazioni. Ma la richiesta "non è ancora arrivata. Appena arriverà, daremo comunicazione", ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani. "Noi siamo sempre rigorosi, leggiamo le Carte e vedremo. Penso che saremo favorevoli all'arresto", ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.
"Per noi un senatore è uguale a un cittadino", ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Lusi è stato cancellato dagli iscritti del Pd - ha aggiunto - non fa più parte del nostro gruppo in Senato, i senatori vedranno ma per noi i senatori sono uguali ai cittadini, non c'è differenza".
"Tutti i componenti del Senato, votino compattamente e al più presto per l'autorizzazione a procedere. Sarebbe un segnale di discontinuità col passato (vedi caso Tedesco) e di trasparenza", Si legge in una nota di Libertà e Giustizia. Allo stesso tempo, "Libertà e Giustizia si augura che la Magistratura si adoperi per abbreviare il più possibile i tempi delle indagini e permettere così ai cittadini di conoscere, anche in vista delle prossime elezioni politiche, lo stato di corruttela in cui versano le nostre istituzioni e al contempo quanto i partiti siano realmente impegnati nel restituire dignità al Parlamento".
Sul sito della Margherita, che contiene tutte le informazioni e i documenti sulla vicenda, Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Gianpiero Bocci ripetono che la Margherita "è stata vittima di reati molto gravi. Per parte nostra, confermiamo piena fiducia e collaborazione con la magistratura e la volontà di recuperare tutto il maltolto". "Come già annunciato - concludono - sia gli avanzi di bilancio che le restituzioni degli ammanchi saranno destinati dall'assemblea federale a finalità pubbliche di alto valore sociale".
La richiesta di arresto per Lusi al Senato "è il minimo che possa accadere in un Paese normale. Un signore che ruba i soldi dei cittadini deve andare in carcere. E' così in tutto il mondo", ha detto il vicepresidente Fli Italo Bocchino a Palermo. E commentando le dichiarazioni di Francesco Rutelli, ha replicato: "Rutelli deve votare due volte per l'arresto. Il suo voto dovrebbe valere doppio visto che è stato anche truffato da Lusi".
Per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd: "Abbiamo letto le notizie riguardanti la richiesta di arresto per il senatore Lusi, che la magistratura trasmetterà alla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. Sarà nostro dovere leggere i documenti quando arriveranno. Quello che deve essere chiaro, in ogni caso, è che per il Pd tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, a cominciare dai parlamentari".
LO SPECIALE
Ordinanze per moglie e due commercialisti. Un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata notificata a Giovanna Petricone, moglie del senatore e a due commercialisti che hanno curato gli interessi delle società immobiliari sempre riconducibili al parlamentare. La polizia tributaria della guardia di finanza ha perquisito le abitazioni e gli uffici degli indagati. I due commercialisti arrestati sono Mario Montecchia e il socio di studio Giovanni Sebastio. Montecchia è amministratore unico della TTT Srl, società schermo utilizzata da Lusi per le sue operazioni ed è membro del Cda del quotidiano Europa. Nell'inchiesta sono indagati Paolo Piva e Diana Ferri, che sono stati legali rappresentanti di alcune delle società coinvolte nell'inchiesta. Nei confronti di questi ultimi - si sottolinea a piazzale Clodio - "non sono state richieste misure cautelari".
La reazione di Lusi. "E' un provvedimento abnorme. Se il Parlamento rigetterà? Questo lo deciderà il Senato, non sarò io a dirlo", ha detto Lusi. "Non ci sono i presupposti di fuga, né di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato: è proprio per questo che dico che giuridicamente è abnorme". In ogni caso, "non mi permetto di giudicare le decisioni dei magistrati" anche se ovviamente "faremo un ricorso al riesame e ci sarà un giudice a Berlino prima o poi".
L'interrogatorio della moglie. Lusi "voleva investire in immobili per alimentare il futuro della sua carriera politica", ha affermato Giovanna Petricone, moglie dell'ex tesoriere della Margherita, nel suo interrogatorio di cui sono riportati alcuni stralci nell'ordinanza di arresto.
I reati contestati. Non ci sono solo i reati di riciclaggio, appropriazione indebita e trasferimento fraudolento di beni. Alla base dell'ordinanza cautelare che il gip ha inoltrato al Senato nei confronti di Lusi e che ha notificato alla moglie Giovanna Petricone e ai due commercialisti, c'è anche il reato di associazione per delinquere che la procura fino a pochi giorni fa non aveva ipotizzato. L'ex tesoriere ha sottratto al patrimonio del partito circa 23 milioni complessivi, finora accertati, "utilizzati a fine di profitto personale", scrive il gip del tribunale di Roma, nell'ordinanza di arresto. La richiesta di autorizzazione è stata sollecitata dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci, titolari dell'inchiesta. "I reati contestati (che vanno dal 2007 al 2011 ndr) - su spiega in una nota - sono il concorso in appropriazione indebita pluriaggravata e continuata e l'associazione a delinquere". I provvedimenti sono stati firmati dal gip Simonetta D'Alessandro. Le misure cautelari sono state notificate dagli uomini del Nucleo di Polizia valutaria della Gdf.
Pericolo di fuga. "L'ingente provvista accumulata in canada e l'origine italo-canadese della moglie, che ha mantenuto oltreoceano solidi legami familiari, rappresentano fatti di estremo rilievo ai fini di assicurare che il Lusi non si sottragga alla conseguenze dei gravi reati commessi - afferma il gip - Il riparo all'estero è, invero, nel caso di specie, particolarmente agevole ed allettante. Non solo per la presenza delle risorse ma anche e forse principalmente per l'esistenza di un solido radicamento familiare ed effettivo".
"Ostruzionismo". La condotta di Lusi si caratterizza per "un atteggiamento di franco ostruzionismo" scrive il gip. "Sin dal primo interrogatorio - scrive il giudice - egli si è limitato ad ammettere una parte dei fatti già accertati dall'autorità giudiziaria, con dichiarazioni solo apparentemente confessorie accompagnate da affermazioni fuorvianti. Atteggiamento, questo, ancora più evidente nel secondo interrogatorio ricco di affermazioni ambigue e reticenti quando non manifestamente mendaci". Secondo il giudice il comportamento di lusi, sia dal punto di vista processuale che da quello delle dichiarazioni rese in pubblico, si è prestato "a creare una voluta confusione e ad inquinare il contesto oggetto di indagine".
Il ruolo del senatore. A Luigi Lusi è "attribuito il ruolo di capo e di promotore" dell'associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita di fondi della Margherita, ha affermato in una nota il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone. Ma il senatore non ha mai reso una confessione sui fatto oggetto del suo procedimento. Negli ambienti giudiziari di piazzale Clodio si fa presente che, contrariamente a quanto sostenuto in questi mesi dalla sua difesa, l'ex tesoriere della Margherita, "si è solo limitato ad ammettere quanto era stato accertato a livello investigativo". Nel primo interrogatorio in procura ha ammesso di aver sottratto 12 milioni di euro, nel secondo ha confermato l'appropriazione di altri 8 senza dire altro.
Secondo quanto accertato dalla procura di Roma, con assegni della Margherita, il senatore Luigi Lusi ha pagato oltre 30mila euro allo chef Antonello Colonna per il catering del suo secondo matrimonio celebrato nel luglio del 2009. Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno trovato tracce di un'altra ingente somma (un milione e 335mila euro), proveniente dalle casse del partito, che l'ex tesoriere ha utilizzato per acquistare l'appartamento a Roma di via Monserrato, pagato alla fine 3 milioni e 600 mila euro, tasse a parte.
La casa di via Monserrato. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno trovato tracce di circa un milione e 355 mila euro proveniente dalla casse del Margherita e che Lusi ha impiegato per l'acquisto di un appartamento in via Monserrato a Roma costato complessivamente 3 milioni e 600 mila euro, escluse le tasse. Questa somma è stata individuata dalle Fiamme Gialle dopo il secondo interrogatorio a cui è stato sottoposto l'ex tesoriere durante il quale, però, l'esponente Dl non ne aveva fatto alcune menzione.
La difesa. "L'ordinanza cautelare del gip Simonetta D'Alessandro ci ha lasciati sconcertati perché questo provvedimento arriva dopo aver reso una ampia confessione e dopo aver chiesto una perizia contabile attraverso un incidente probatorio che ci è stato rigettato", ha commentato l'avvocato Luca Petrucci, difensore del senatore Lusi. "Avevamo anche chiesto il sequestro del sistema informatico contabile della Margherita, e non ci è stata data risposta", ha proseguito il penalista che sta andando a Genzano per incontrare Lusi e prendere visione dell'ordinanza. "Non solo - ha proseguito l'avvocato Petrucci - ma, dopo aver messo a disposizione della Margherita tutti i beni immobili oggetto di contestazione da parte della magistratura, è stata disposta una misura cautelare anche se, allo stato, non si comprende su quali elementi nuovi si basi questa ordinanza". La richiesta di arresto nei confronti del senatore è la dimostrazione "che la Margherita e i suoi esponenti sono vittime di un reato molto grave", ha aggiunto l'avvocato Titta Madia, legale della Margherita.
Le somme sottratte. Il totale delle somme sottratte da Lusi dalle casse del partito, accertato finora, è indicato nel capo di imputazione in cui si contesta all'ex tesoriere il reato di appropriazione indebita. "Perché - scrive il gip Simonetta d'Alessandro - a più riprese, abusando dell'incarico di tesoriere dell'associazione 'Democrazia e Liberta' (associazione destinataria, tra l'altro, di accrediti da parte di istituzioni parlamentari a titolo di rimborsi elettorali), indebitamente si appropriava" dei fondi. In particolare la somma più rilevante - 13.579.200 euro - è finita, attraverso 96 bonifici effettuati dal conto corrente della Margherita aperto presso l'agenzia Bnl del Senato, in un conto Unicredit intestato alla società Ttt srl, "società allo stesso Lusi riconducibile".
C'è poi, scrive ancora il gip, un milione di euro "versato a mezzo di numerosi assegni di taglio medio-piccolo" tratti dal solito conto del Senato, "consegnati, privi dell'intestazione del beneficiario a Paolo Melegari quale anticipo per l'acquisto di Villa Elena di Ariccia e successivamente imputati a prezzo parziale dell'acquisto del diritto di usufrutto sul predetto immobile, diritto fittiziamente intestato alla nipote acquisita Micol D'Andrea".
Nell'ordinanza sono indicati inoltre 3.281.000 versati da Lusi - sempre in assegni di piccolo e medio taglio - su un altro conto corrente Unicredit "intestato alla moglie Giovanna Petricone" e oltre 3,6 milioni finiti a Roberto Ruggieri, titolare della Ruggieri Mario Srl: in particolare, oltre un milione è stato pagato da Lusi "quale corrispettivo parziale di lavori effettuati...su immobili di proprietà del Lusi siti in Capistrello (L'Aquila)" e 2.6 sono serviti a pagare i lavori effettuati da Ruggieri "su immobili di proprietà di 'Paradiso Immobiliare srl, societa' riconducibile a Lusi".
Infine, il gip indica 1.355.000 euro prelevati sempre dal solito conto Bnl del Senato e versati con assegni privi "dell'intestazione del beneficiario a L'Abbate Giuseppe, quale corrispettivo parziale (e non dichiarato nel contratto di compravendita a fini di evasione fiscale e di frode in danno dell'agenzia immobiliare) con riferimento all'acquisto, da parte di Ttt, dell'immobile di via Monserrato". L'appropriazione indebita dei fondi, scrive ancora il gip nell'ordinanza, è avvenuta "in concorso con Mario Montecchia e Giovanni Sebastio i quali, previo accordo, in qualità di commercialisti della Margherita e, come tali, responsabili della corretta tenuta delle scritture contabili e della redazione del rendiconto, provvedevano alla sistematica scritturazione mendace sui libri contabili al fine di occultare la reale destinazione delle numerosissime transazioni effettuate dal Lusi a fini di indebita appropriazione, assicurando contemporaneamente supporto tecnico e professionale nell'attività di reimpiego delle somme sottratte".
Le reazioni. Ma la richiesta "non è ancora arrivata. Appena arriverà, daremo comunicazione", ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani. "Noi siamo sempre rigorosi, leggiamo le Carte e vedremo. Penso che saremo favorevoli all'arresto", ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.
"Per noi un senatore è uguale a un cittadino", ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Lusi è stato cancellato dagli iscritti del Pd - ha aggiunto - non fa più parte del nostro gruppo in Senato, i senatori vedranno ma per noi i senatori sono uguali ai cittadini, non c'è differenza".
"Tutti i componenti del Senato, votino compattamente e al più presto per l'autorizzazione a procedere. Sarebbe un segnale di discontinuità col passato (vedi caso Tedesco) e di trasparenza", Si legge in una nota di Libertà e Giustizia. Allo stesso tempo, "Libertà e Giustizia si augura che la Magistratura si adoperi per abbreviare il più possibile i tempi delle indagini e permettere così ai cittadini di conoscere, anche in vista delle prossime elezioni politiche, lo stato di corruttela in cui versano le nostre istituzioni e al contempo quanto i partiti siano realmente impegnati nel restituire dignità al Parlamento".
Sul sito della Margherita, che contiene tutte le informazioni e i documenti sulla vicenda, Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Gianpiero Bocci ripetono che la Margherita "è stata vittima di reati molto gravi. Per parte nostra, confermiamo piena fiducia e collaborazione con la magistratura e la volontà di recuperare tutto il maltolto". "Come già annunciato - concludono - sia gli avanzi di bilancio che le restituzioni degli ammanchi saranno destinati dall'assemblea federale a finalità pubbliche di alto valore sociale".
La richiesta di arresto per Lusi al Senato "è il minimo che possa accadere in un Paese normale. Un signore che ruba i soldi dei cittadini deve andare in carcere. E' così in tutto il mondo", ha detto il vicepresidente Fli Italo Bocchino a Palermo. E commentando le dichiarazioni di Francesco Rutelli, ha replicato: "Rutelli deve votare due volte per l'arresto. Il suo voto dovrebbe valere doppio visto che è stato anche truffato da Lusi".
Per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd: "Abbiamo letto le notizie riguardanti la richiesta di arresto per il senatore Lusi, che la magistratura trasmetterà alla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. Sarà nostro dovere leggere i documenti quando arriveranno. Quello che deve essere chiaro, in ogni caso, è che per il Pd tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, a cominciare dai parlamentari".