ROMA - Nei piccoli Comuni va di moda il nome famoso. Da Petrucci a Moccia, da Nord a Sud personaggi di spicco in campi diversi si insediano al vertice di piccoli municipi. A Rosello, piccolo comune abruzzese di 300 persone in provincia di Chieti, il nuovo sindaco è lo scrittore di best seller per adolescenti Federico Moccia. Assiduo frequentatore del paese, di cui è originaria sua moglie, si è candidato con la lista civica 'Autonomia e libertà' ottenendo l'89,47% delle preferenze con 142 voti. Stracciato il suo sfidante Salvatore Masciotra, che ha ottenuto solo 16 voti. E subito il nuovo primo cittadino si è lanciato in una promessa: "Sposerò tutti i miei fans".
A Cassano Magnago, in provincia di Varese, esclusa dal ballottaggio la Lega. Nulla di strano, se non fosse che il paese ha dato i natali a Umberto Bossi, leader del Carroccio. A San Felice Circeo (Latina) eletto invece Gianni Petrucci, presidente del Coni. Il giornalista Piero Vigorelli è invece il nuovo sindaco di Ponza, grazie ai 736 voti ottenuti, pari al 36,80% dei consensi. Non ha avuto la stessa sorte l'ex direttore del Tg1 e corrispondente da New York, Giulio Borrelli, che ad Atessa (Chieti), sede di grandi aziende come la Sevel-Fiat, è stato sconfitto per 91 voti dal sindaco uscente di centrodestra, Nicola Cicchitti.
Ad Avigliana, in provincia di Torino, vince Angelo Patrizio, un No Tav. Un sindaco poi anche per i grillini. A Sarego, nel vicentino, il movimento 5 prende il 59,4% dei voti e il seggio va a Roberto Castiglion. A Sasso di Castalda, piccolo comune del potentino, l'unica lista in gara non ha raggiunto il quorum. Niente sindaco per ora e il Comune sarà retto da un commissario prefettizio per un anno, fino alle nuove elezioni. E c'è anche chi è stato eletto contro la sua volontà. Fabio Borsatti, nuovo sindaco di Cimolais (Pordenone), si era candidato solo perché l'unico aspirante, Gino Bertolo, lo aveva spronato a presentare una 'lista civettà per paura di non raggiungere il quorum.
Un altro caso emblematico è la sconfitta leghista ad Azzano Decimo, in provincia di Pordenone. Il Comune è stato governato per dieci anni da Enzo Bortolotti, segretario della Lega e sindaco diventato celebre per le sue crociate contro gli immigrati residenti nella cittadina (con una presenza percentuale molto più alta della media nazionale). Per anni, a colpi di ordinanze e delibere, Bortolotti ha tentato di escludere i concittadini stranieri, extracomunitari e comunitari, dall'accesso ai piani di sostegno sociale del Comune, ha provato a fissare un reddito minimo per l'accesso agli stessi servizi, ha vietato il burka e il niqab sul territorio comunale, imposto il crocifisso negli uffici pubblici e pensato di vietare, ovunque di sua competenza, la preghiera islamica. I suoi progetti, reiterati fino all'ottobre scorso, sono stati via via smantellati da interventi del prefetto, del Tar, del Consiglio di Stato e della Consulta, oltre che censurati più volte dall'Unione europea.
Lui non si è ricandidato, ma oggi il sindaco sostenuto dalla Lega, dal Pdl e dall'Udc, l'ex assessore provinciale Michele Boria, è stato sconfitto da Marco Putto, appoggiato dalle liste Comitato Azzano Decimo, Azzano Si e PD, che ha ottenuto il 40,68 per cento dei voti contro il 35,78% dell'avversario.
C'è anche un paese che dovrà ricorrere al ballottaggio il 20-21 maggio malgrado abbia meno di 15mila abitanti. A Placanica, in provincia di Reggio Calabria: i due candidati a sindaco, infatti, hanno ottenuto lo stesso numero di voti. Antonio Condemi, della lista La Rinascita, e Rocco Mario Celemenio, della lista Clemenio sindaco, hanno riportato 417 voti ciascuno.