Quelli che vincono: i volti nuovi
Federico Pizzarotti. In una città arrivata al voto sull'onda degli scandali (la giunta a Parma si è dimessa l'estate scorsa ) è il vero volto nuovo. Candidato del Movimento 5 stelle, andrà al ballottaggio partendo da un 20 per cento di consensi. E' un informatico di 39 anni, si occupa di information tecnhology per l'università. Ha presentato la sua lista in un bar e nella campagna elettorale è stato aiutato anche da Charlie Rapino, talent scout della cantante Emma.
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Angelo Patrizio. E' il sindaco no Tav di Avigliana, comune del torinese all'imbocco della Valle di Susa. Insegnante di musica, ha vinto alla testa di uno schieramento contrario all'Alta velocità. Ha avuto il 47 per cento dei voti, contro il 33 di Aristide Sada, alla testa di una anomala coalizione favorevole al supertreno formata da Pd, Pdl e Udc. Patrizio, strada facendo, ha raccolto il consenso anche del Movimento 5 stelle e di Sel (endorsement immortalato in una foto ricordo con Vendola).
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Nel disastro elettorale del Pdl, da sud a nord, Lecce appare quasi un'oasi. Qui il sindaco uscente, Paolo Perrone, è stato confermato con oltre il 64 per cento dei voti. Ha avuto anche l'appoggio di Fli (oltre che di alcune liste civiche).
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Marco Doria. Ha sfiorato l'obiettivo di essere eletto a Genova al primo turno. Dopo l'affermazione a sorpresa alle primarie - in cui ha sbaragliato le due candidate del Pd - alla prima tornata delle amministrative si è fermato al 48,3 per cento dei consensi. D'altra parte in città i grillini giocavano in casa (e hanno ottenuto quasi il 14 per cento con Paolo Putti). E poi Doria ha dovuto affrontare una delusione dilagante nei confronti della politica (44 genovesi su 100 hanno disertato le urne). Comunque, per lui, il ballottaggio dovrebbe essere poco più di una passeggiata: lo sfidante - Enrico Musso, ex senatore Pdl appoggiato dal Terzo Polo - non è andato oltre il 15 per cento.
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Roberto Castiglion. Può vantare due risultati: è il primo sindaco del Movimento 5 stelle eletto in Italia e si è affermato nel Comune sede del cosiddetto Parlamento padano: Sarego, in provincia di Vicenza. Castiglion ha 32 anni, è ingegnere informatico Enel, cura la "mobile application" e di Grillo dice: "L'ho conosciuto solo una settimana fa quando è venuto qua e gli ho stretto la mano. Poi mi ha chiamato ieri sera per farmi le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro"
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A Catanzaro un vincitore certo ancora non c'è, lo spoglio è stato bloccato in tre seggi per sospetti di irregolarità. Salvatore Scalzo - 29 anni, del Partito democratico - è comunque il candidato più giovane in un capoluogo di regione e ha costretto il suo sfidante a "ballare" intorno alla soglia del 50 per cento. Scalzo avrebbe quasi il 43 per cento: un ottimo risultato visto che l'avversario è Sergio Abramo, ricordato in città per aver vinto - in una precedente tornata - con oltre il 70 per cento dei consensi
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A Cassano Magnago, dove Bossi è nato il 19 settembre 1941 e dove da vent'anni il sindaco ha la camicia verde, è in testa Mauro Zaffaroni del centrosinistra. Dovrà vedersela con il candidato del Pdl e dell'Udc Nicola Poliseno.
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Sicuramente non è un volto nuovo, ma sta vivendo una nuova primavera. Dopo una sofferta candidatura (a lungo ha negato di volersi riproporre come sindaco nella sua città), Leoluca Orlando si è imposto con ampio margine su tutti gli altri pretendenti al trono municipale. Al ballottaggio dovrà vedersela con Fabrizio Ferrandelli, candidato ufficiale del Pd. Una volta era un suo pupillo, ora tra i due volano gli insulti. Di sicuro per lui una straordinaria rivincita. Sembrava un leader in disarmo, ora costringe la Pd Finocchiaro al dietrofront: "Possiamo appoggiare Orlando"
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A Taranto lo chiamano "il medico dei bambini". Ippazio Ezio Stefàno, pediatra e sindaco uscente, ha sfiorato la rielezione al primo turno con il 49,5 per cento dei voti. E questo in una città tormentata dalla crisi economica e dalle polemiche sui veleni dell'Ilva. Eppure doveva vedersela con una decina di altri candidati. Stefàno - sostenuto da una coalizione formata da Pd-Sel-Udc-Idv - al balloggio dovrà vedersela con Mario Cito, figlio dell'ex sindaco Giancarlo (telepredicatore finito in carcere con una condanna per concussione)
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Roberto Scanagatti, sostenuto dal centrosinistra, è in testa a Monza, nel cuore della Brianza. Contro il candidato voluto da Silvio Berlusconi in persona (Andrea Mandelli). Ed ha un vantaggio di oltre 18 punti rispetto all'avversario. In città, la Lega è stata costretta ad ammainare un'altra bandiera. Il suo candidato - il sindaco uscente, Marco Mariani - non andrà neppure al ballottaggio.
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Paolo Putti, del Movimento 5 stelle, ha sfiorato il traguardo del ballottaggio a Genova. Si è fermato al 13,9 per cento. Psicologo, fa l'educatore di strada e per quindici anni è stato volontario nella periferia della città. Grazie ai consensi di Putti, il partito di Grillo potrebbe avere cinque rappresentanti in consiglio comunale
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Paolo Pelliccioli, 40 anni, architetto - a capo di una lista civica vicina al centrosinistra - con oltre il 51 per cento è il nuovo sindaco di Mozzo: ha vinto nel paese di Roberto Calderoli, dove il partito di Umberto Bossi governava da dieci anni.
Ha fatto felice Pier Luigi Bersani. Sandro Busca, a capo di una lista civica di centrosinistra, ha sottratto al centrodestra la guida del comune di Bettola: il paese del segretario democratico, sull'Appennino piacentino. Eppure il suo avversario, Simone Mazza, eccezionalmente poteva contare sul sostegno sia del Pdl che della Lega
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Arturo Parisi. Non era candidato alle amministrative, ma ha voluto con forza i dieci referendum che hanno ottenuto una valanga di sì in Sardegna. Quesiti da qualcuno ribattezzati "anticasta". Primo risultato? Come conseguenza del voto, saranno subito cancellate quattro province di recente istituzione
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