Casini: "Moderati sotto cumulo macerie"
Di Pietro a Pd: "Basta aspettare Udc"
Nel giorno dei bilanci sul risultato delle urne, il leader centrista si dice preoccupato per il futuro del Paese: "I partiti tradizionali escono sconfitti". Bocchino (Fli): "Sconfitta di tutta la politica". Cicchitto: "Pdl meglio di come si dice". L'Idv incalza il Pd. Vendola: "Centrosinistra non sfonda". Casini: "Non ci interessa aggiungerci alla foto di Vasto, né inseguire la Lega nella valli padane".
ROMA - Dal voto non ci sarà nessuna conseguenza sul governo. Lo dice Mario Monti, secondo il quale l'esito delle amministrative cambia di poco l'agenda Italia. Ma intanto il mondo politico fa il suo bilancio dopo la consultazione che ha chiamato alle urne oltre sette milioni di elettori.
I dati: Il Pdl, considerando anche tutte le liste civiche ad esso collegate, ottiene il 28,66% dei consensi alle amministrative. Il Pd, a cui vanno aggiunte anche le liste apparentate con i democratici, raggiunge quota 30,77%, dunque due punti di vantaggio. E questa l'analisi fatta dal Pdl rispetto al voto di ieri, così come risulta da una nota del coordinamento nazionale del partito. "Nessuno nel Pdl ha negato la delicatezza della situazione che emerge dai risultati elettorali", ma "pur senza sminuire il significato del messaggio che arriva dagli elettori ai partiti, respingiamo con dati obiettivi la lettura catastrofica che alcuni media hanno voluto riferire al Pdl"…
I dati: Il Pdl, considerando anche tutte le liste civiche ad esso collegate, ottiene il 28,66% dei consensi alle amministrative. Il Pd, a cui vanno aggiunte anche le liste apparentate con i democratici, raggiunge quota 30,77%, dunque due punti di vantaggio. E questa l'analisi fatta dal Pdl rispetto al voto di ieri, così come risulta da una nota del coordinamento nazionale del partito. "Nessuno nel Pdl ha negato la delicatezza della situazione che emerge dai risultati elettorali", ma "pur senza sminuire il significato del messaggio che arriva dagli elettori ai partiti, respingiamo con dati obiettivi la lettura catastrofica che alcuni media hanno voluto riferire al Pdl"…
ROMA - Dal voto non ci sarà nessuna conseguenza sul governo. Lo dice Mario Monti, secondo il quale l'esito delle amministrative cambia di poco l'agenda Italia. Ma intanto il mondo politico fa il suo bilancio dopo la consultazione che ha chiamato alle urne oltre sette milioni di elettori.
I dati: Il Pdl, considerando anche tutte le liste civiche ad esso collegate, ottiene il 28,66% dei consensi alle amministrative. Il Pd, a cui vanno aggiunte anche le liste apparentate con i democratici, raggiunge quota 30,77%, dunque due punti di vantaggio. E questa l'analisi fatta dal Pdl rispetto al voto di ieri, così come risulta da una nota del coordinamento nazionale del partito. "Nessuno nel Pdl ha negato la delicatezza della situazione che emerge dai risultati elettorali", ma "pur senza sminuire il significato del messaggio che arriva dagli elettori ai partiti, respingiamo con dati obiettivi la lettura catastrofica che alcuni media hanno voluto riferire al Pdl", si legge in una nota del coordinamento nazionale del Pdl.
"Ora lavoriamo pancia a terra per vincere i ballottaggi, domani vinceremo in Italia", ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani fa ai big del partito nella riunione del coordinamento convocata per analizzare il voto delle amministrative.
"I moderati sono in un cumulo di macerie, non vedo perché dovremmo essere contenti". Il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, esprime così la sua delusione per i risultati del Terzo Polo. "Bisogna pensare - ha aggiunto - sto avviando una mia riflessione personale e credo che il partito stia ragionando collettivamente. Perché siamo cresciuti, ma i voti di Pdl e Lega non gli abbiamo certo presi noi". E ancora: "Abbiamo sempre scelto, ma non ci interessa aggiungerci alla foto di Vasto, né inseguire la Lega nella valli padane". Poi, rivolto ad Alfano: "Ho vissuto tanti anni senza vertici, posso continuare a farne a meno", riferendosi alle parole del segretario Pdl che ieri aveva detto basta ai vertici Abc.
Il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, prova intanto a correggere l'impostazione di Alfano che - a poche ore dal responso delle urne - aveva ammesso la sconfitta del partito: "Il Pdl è andato meglio di quanto non sia rappresentato dai giornali: nel Lazio è andato davvero bene, ha fortemente tenuto in Campania, in Calabria, in Puglia e nella stessa Sicilia, Palermo a parte. Comunque il dato politico di fondo è costituito dal fatto che mentre la sinistra si è unita in tutte le forme possibili, il centro-destra si è diviso in tutte le forme". Rivolto al leader dell'Udc, ha aggiunto: "Casini non si faccia illusioni: per un verso il suo partito nazionale si è disarticolato al suo interno, per altro verso si è presentato con alleanze variabili in molte parti d'Italia che non hanno dato forti rese sul piano dei voti. Bacchettate anche a Bersani: "Fa finta di non sapere che in molte situazioni di punta a vincere sono stati candidati di estrema sinistra, su una linea di opposizione globale a Monti. Un discorso analogo vale per la Lega: a parte Verona che non fa testo, la Lega non è andata affatto bene".
Di sconfitta per tutta la politica parla Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e libertà: "Ieri sono partiti i titoli di coda della seconda Repubblica - ha detto - l'asse tra Berlusconi e la Lega è saltato, il Pd, invece, festeggia, ma se si va a guardare i risultati, né a Genova né a Palermo vince con i propri candidati". Secondo il deputato di Fli ha vinto "l'antisistema, l'astensione da un lato e Grillo dall'altro".
Di Pietro, intanto, incalza Bersani. "Dopo le elezioni amministrative non c'è più un minuto da perdere. Il Pd deve sciogliere i problemi al suo interno, anche perché Bersani continua a dire che l'Udc deve essere per forza nell'alleanza di centrosinistra". "Bisogna dire basta - ha aggiunto l'ex pm - alla barzelletta secondo la quale il governo tecnico sta operando bene. Serve invece un governo politico che adotti dei provvedimenti politici dei quali si deve assumere la responsabilità. I partiti che appoggiano il governo Monti fanno i coccodrilli perché votano i provvedimenti e poi se ne lamentano. E' difficile chiedere un voto agli elettori dopo aver appoggiato Monti". Ai giornalisti che hanno chiesto a Di Pietro se accetterebbe il Movimento cinque stelle nella coalizione di centrosinistra, il leader dell'Idv ha risposto: "Il problema non si pone perché sarebbe come domandarmi se domani mi sposerò Claudia Schiffer".
Un monito al Pd arriva anche dal leader di Sel, Nichi Vendola: "Il Pd deve trarre alcuni insegnamenti da questo voto, in particolare da quello siciliano, che riduce il Pd ai minimi termini ogni volta che si intravede l'ombra del gattopardismo, come a Palermo nel caso "dell'alleanza con Raffaele Lombardo". "L'elettorato - ha detto Vendola - manda a dire a tutte le forze di centrosinistra che c'è bisogno di un messaggio chiaro, netto, di cambiamento del centrosinistra. Se i messaggi sono invece criptati o obliqui, o se il centosinistra vive aspettando il centro, il moderatismo", allora si incassa un risultato che "non sfonda". "Credo che il voto dell'Europa e dell'Italia - ha proseguito il leader di Sel - dica che quando la sinistra contrasta le politiche di strangolamento sociale, allora la sinistra vince. Quando, invece, diventa un partito liberista, come accaduto in Grecia, viene completamente travolto".
A Taranto il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, non è riuscito ad arrivare al ballottaggio ma si dice soddisfatto del suo 12 per cento: "Le ultime elezioni amministrative hanno visto una grande affermazione del movimento ecologista e dei Verdi. A Taranto per la prima volta in Italia i Verdi raggiungono un'affermazione straordinaria con percentuali a due cifre come accade per i movimenti ecologisti presenti nel resto d'Europa".
I dati: Il Pdl, considerando anche tutte le liste civiche ad esso collegate, ottiene il 28,66% dei consensi alle amministrative. Il Pd, a cui vanno aggiunte anche le liste apparentate con i democratici, raggiunge quota 30,77%, dunque due punti di vantaggio. E questa l'analisi fatta dal Pdl rispetto al voto di ieri, così come risulta da una nota del coordinamento nazionale del partito. "Nessuno nel Pdl ha negato la delicatezza della situazione che emerge dai risultati elettorali", ma "pur senza sminuire il significato del messaggio che arriva dagli elettori ai partiti, respingiamo con dati obiettivi la lettura catastrofica che alcuni media hanno voluto riferire al Pdl", si legge in una nota del coordinamento nazionale del Pdl.
"Ora lavoriamo pancia a terra per vincere i ballottaggi, domani vinceremo in Italia", ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani fa ai big del partito nella riunione del coordinamento convocata per analizzare il voto delle amministrative.
"I moderati sono in un cumulo di macerie, non vedo perché dovremmo essere contenti". Il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, esprime così la sua delusione per i risultati del Terzo Polo. "Bisogna pensare - ha aggiunto - sto avviando una mia riflessione personale e credo che il partito stia ragionando collettivamente. Perché siamo cresciuti, ma i voti di Pdl e Lega non gli abbiamo certo presi noi". E ancora: "Abbiamo sempre scelto, ma non ci interessa aggiungerci alla foto di Vasto, né inseguire la Lega nella valli padane". Poi, rivolto ad Alfano: "Ho vissuto tanti anni senza vertici, posso continuare a farne a meno", riferendosi alle parole del segretario Pdl che ieri aveva detto basta ai vertici Abc.
Il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, prova intanto a correggere l'impostazione di Alfano che - a poche ore dal responso delle urne - aveva ammesso la sconfitta del partito: "Il Pdl è andato meglio di quanto non sia rappresentato dai giornali: nel Lazio è andato davvero bene, ha fortemente tenuto in Campania, in Calabria, in Puglia e nella stessa Sicilia, Palermo a parte. Comunque il dato politico di fondo è costituito dal fatto che mentre la sinistra si è unita in tutte le forme possibili, il centro-destra si è diviso in tutte le forme". Rivolto al leader dell'Udc, ha aggiunto: "Casini non si faccia illusioni: per un verso il suo partito nazionale si è disarticolato al suo interno, per altro verso si è presentato con alleanze variabili in molte parti d'Italia che non hanno dato forti rese sul piano dei voti. Bacchettate anche a Bersani: "Fa finta di non sapere che in molte situazioni di punta a vincere sono stati candidati di estrema sinistra, su una linea di opposizione globale a Monti. Un discorso analogo vale per la Lega: a parte Verona che non fa testo, la Lega non è andata affatto bene".
Di sconfitta per tutta la politica parla Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e libertà: "Ieri sono partiti i titoli di coda della seconda Repubblica - ha detto - l'asse tra Berlusconi e la Lega è saltato, il Pd, invece, festeggia, ma se si va a guardare i risultati, né a Genova né a Palermo vince con i propri candidati". Secondo il deputato di Fli ha vinto "l'antisistema, l'astensione da un lato e Grillo dall'altro".
Di Pietro, intanto, incalza Bersani. "Dopo le elezioni amministrative non c'è più un minuto da perdere. Il Pd deve sciogliere i problemi al suo interno, anche perché Bersani continua a dire che l'Udc deve essere per forza nell'alleanza di centrosinistra". "Bisogna dire basta - ha aggiunto l'ex pm - alla barzelletta secondo la quale il governo tecnico sta operando bene. Serve invece un governo politico che adotti dei provvedimenti politici dei quali si deve assumere la responsabilità. I partiti che appoggiano il governo Monti fanno i coccodrilli perché votano i provvedimenti e poi se ne lamentano. E' difficile chiedere un voto agli elettori dopo aver appoggiato Monti". Ai giornalisti che hanno chiesto a Di Pietro se accetterebbe il Movimento cinque stelle nella coalizione di centrosinistra, il leader dell'Idv ha risposto: "Il problema non si pone perché sarebbe come domandarmi se domani mi sposerò Claudia Schiffer".
Un monito al Pd arriva anche dal leader di Sel, Nichi Vendola: "Il Pd deve trarre alcuni insegnamenti da questo voto, in particolare da quello siciliano, che riduce il Pd ai minimi termini ogni volta che si intravede l'ombra del gattopardismo, come a Palermo nel caso "dell'alleanza con Raffaele Lombardo". "L'elettorato - ha detto Vendola - manda a dire a tutte le forze di centrosinistra che c'è bisogno di un messaggio chiaro, netto, di cambiamento del centrosinistra. Se i messaggi sono invece criptati o obliqui, o se il centosinistra vive aspettando il centro, il moderatismo", allora si incassa un risultato che "non sfonda". "Credo che il voto dell'Europa e dell'Italia - ha proseguito il leader di Sel - dica che quando la sinistra contrasta le politiche di strangolamento sociale, allora la sinistra vince. Quando, invece, diventa un partito liberista, come accaduto in Grecia, viene completamente travolto".
A Taranto il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, non è riuscito ad arrivare al ballottaggio ma si dice soddisfatto del suo 12 per cento: "Le ultime elezioni amministrative hanno visto una grande affermazione del movimento ecologista e dei Verdi. A Taranto per la prima volta in Italia i Verdi raggiungono un'affermazione straordinaria con percentuali a due cifre come accade per i movimenti ecologisti presenti nel resto d'Europa".