Politica

L'intervista

"Silvio esca dall'equivoco dei tecnici
scelga tra la nostra gente e la polizia fiscale"

Daniela Santanché chiama in causa Alfano e Berlusconi: devono stabilire subito se votare a ottobre

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ROMA - "È finito il tempo dell'equivoco. La nostra gente non capisce più da che parte stiamo. Per Berlusconi e Alfano è giunto il momento di decidere. Se stare con la nostra gente o con Monti, col Popolo della libertà o col governo dello stato di polizia fiscale". Daniela Santanché è tra i dirigenti Pdl che sembra avere le idee chiare sul terremoto post voto e sulla via d'uscita.

Perché avete perso? Sembra quasi un tracollo.
"Siete voi, giornali, televisioni a parlare di catastrofe. La fotografia del voto dice altro: quattro comuni sono andati al centrodestra e tre al centrosinistra. E il Pdl ha il 28,66 per cento".

Ma i grandi centri? Palermo, Genova? Candidature sbagliate?
"Non è una questione di facce o faccette. Noi abbiamo un altro problema da affrontare".

Quale?

"Quello che deriva dalla scelta fatta con grande senso di responsabilità e che ha portato alla nascita del governo Monti. Oggi l'elettorato ci dice che l'esecutivo dei tecnici sta uccidendo la nostra gente".

Uccidendo, addirittura?
"Mettiamola così. I nostri non capiscono più da che parte stiamo. Non capiscono perché il Pdl che ha sempre avuto nel "meno tasse per tutti" il proprio comandamento, debba essere coinvolto in un governo percepito come distante se non ostile"

Sta lì anche con i vostri voti.
"Ma cosa c'entriamo noi con Bersani? Con le banche? Con l'alta finanza? Ma soprattutto: non vogliamo essere intercettati, spiati, non vogliamo controlli su quanto e come spendiamo legittimamente i nostri soldi. Qualcuno pensa che la nostra gente sia contenta del limite dei mille euro per i pagamenti cash? Siamo o no per le libertà individuali? Invece sembra essere caduti in uno stato di polizia fiscale".

La soluzione? Far cadere il governo Monti? Il voto a ottobre?
"La soluzione è decidere chi siamo, dove andiamo e cosa facciamo. Alfano e Berlusconi decidano se sia utile o meno votare a ottobre. Ma che decidano presto. Bene il segretario: basta vertici "ABC". Daremo l'appoggio solo per le cose che riteniamo giuste. È finito il tempo dell'equivoco".

Intanto Grillo vola.
"A differenza di Napolitano, io il boom elettorale l'ho visto. Grillo non mi fa paura, ma fa bene il suo lavoro. Chi lo ha votato lo ha fatto per rabbia, per protesta, per darci la sveglia, ma è pronto a tornare a casa".

Sono vostri elettori?
"Anche. E dobbiamo riportarli a casa. Ci hanno voluto avvertire: hanno votato Grillo o si sono astenuti. Ma non si sono accasati altrove: il terzo polo è rimasto al palo".

Non sarà che in questa campagna vi è mancato Berlusconi?
"È evidente che ci è mancato. È stato sempre lui a tenere unite le varie anime del partito. Se qualcuno aveva dubbi che fosse meglio senza, spero ne abbia preso atto".

La leadership di Alfano non sarà debole?
"Geni in panchina non ne vedo. Bravo Alfano, ma voglio che col presidente Berlusconi prendano una decisione chiara".

Sembra che lei sia in cima ai sondaggi interni al Pdl.
"Non ne sono a conoscenza. Ma il gradimento, se viene dalla gente, non può che far piacere. E dovrebbe far piacere a tutti noi della squadra".
 
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