Politica

CORRUZIONE

Lavitola, Riesame conferma il carcere
Respinto il ricorso della difesa

L'ex direttore de L'Avanti è detenuto sia per l'inchiesta napoletana su finanziamenti all'editoria e corruzione internazionale sia in base a un'ordinanza di custodia del tribunale di Bari per la presunta induzione nei confronti di Gianpaolo Tarantini a mentire sulla presenza delle escort alle feste di Berlusconi

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NAPOLI - Il Tribunale del Riesame ha confermato l'ordinanza di custodia in carcere nei confronti dell'ex direttore de L'Avanti Valter Lavitola. Accolte le richieste dei pm Curcio, Piscitelli e Woodcock. Lavitola è detenuto nell'ambito dell' inchiesta sui finanziamenti all'editoria e la corruzione internazionale per appalti a Panama.

Sull'istanza di revoca della misura cautelare avanzata dalla difesa, ieri, nel corso dell'udienza la procura aveva espresso parere negativo, sottolineando, tra l'altro, la grande disponibilità di denaro dell'indagato e la sua rete di contatti anche all'estero, emersa durante le indagini. Lavitola è detenuto sia per l'inchiesta napoletana su
finanziamenti all'editoria e corruzione internazionale sia in base a una ordinanza di custodia del tribunale di Bari (confermata di recente dalla Cassazione) per la presunta induzione nei confronti dell'imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini a mentire sulla presenza delle escort alle feste di Berlusconi. "Le decisioni dei Tribunali non si commentano, ma si impugnano", ha detto l'avvocato Gaetano Balice, che assiste l'ex direttore de L'Avanti.

Intanto il presidente di Panama, Ricardo Martinelli, ha citato oggi in giudizio il suo vice Juan Carlos Varela, chiedendo un risarcimento per 30 milioni di dollari per i "danni e pregiudizi" subiti per le "false" accuse di corruzione contro di lui nell'ambito del cosiddetto "scandalo Lavitola". "Sono un essere umano e l'ho citato in giudizio civile come cittadino contro un altro cittadino", ha specificato alla stampa il capo dello Stato.

Nelle ultime settimane, in vista delle presidenziali del 2014, Martinelli, leader del partito Cambio Democratico, e Varela, leader del Partito Panamenista, hanno incrementato le accuse reciproche - anche con spot televisivi - per le presunte passate connivenze con Valter Lavitola, tanto che, ieri, il massimo prelato della Chiesa locale, mons. Josè Domingo Ulloa ha rivolto un appello ad entrambi affinchè pongano fine alla diatriba che 'danneggia il Paese'.

Appello apparentemente inascoltato. Il legale di Martinelli, Rosendo Rivera ha appunto assicurato ai media che il capo dello Stato "esige 30 milioni di dollari di indennizzo perché è l'entità della mazzetta che, secondo Varela, avrebbe ricevuto da Lavitola a cambio di un contratto per costruire carceri". "Nella causa dovrà presentare delle prove in tal senso e poichè la vinceremo, la somma sarà donata a fondazioni che determineremo a suo tempo", ha precisato l'avvocato
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