Politica

IL CASO

Taglio parlamentari e legge elettorale
Al Colle vertice Monti-Napolitano

Lungo colloquio alla pèresenza del sottosegretario Catricalà e del ministro Patroni Griffi. Timori per il ritardo delle riforme e per la maggioranza che scricchiola.  Il Pdl si divide sul premier. La Russa: i tecnici sbagliano. Frattini: troppo facile ringhiare di ANNALISA CUZZOCREA

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ROMA - Alle elezioni politiche manca meno di un anno, e il pacchetto di riforme costituzionali che Camera e Senato devono approvare in doppia lettura è ancora in commissione, a Palazzo Madama. Forse per questo, o per le fibrillazioni che fanno scricchiolare la "strana" maggioranza di governo, il presidente della Repubblica ha voluto parlare con il premier. Al Colle ieri sono saliti con Mario Monti il sottosegretario Catricalà e il ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi, che ha le deleghe che furono di Bossi e che la settimana scorsa è stato una presenza fissa nella prima commissione del Senato. Il testo unico messo insieme dal presidente Vizzini è già stato esaminato, sono stati approvati alcuni emendamenti, l'aula è prevista per gli ultimi dieci giorni di maggio, eppure, sull'esito di tutto questo, nei palazzi della politica impera lo scetticismo.

Si parla di riduzione del numero dei parlamentari, di sfiducia costruttiva, di un premier che nomina e revoca i ministri, di prerogative diverse per Camera e Senato. Un accordo di base era stato raggiunto, ma certo, sono giorni talmente nervosi che - come per la legge elettorale - tutto rischia di saltare per aria.

Nervoso, a una settimana dai ballottaggi che lo vedono indietro quasi ovunque, è soprattutto il Pdl. Con l'ala ex An sempre più Monti-scettica, gli outsider in ascesa modello Santanché addirittura euro-scettici, e i pompieri alla Frattini sempre più isolati. Cicchitto condanna fermamente le violenze contro Equitalia, ma chiede che "riconsideri l'approccio con i cittadini perché le tensioni sono determinate da ragioni reali". Frattini invoca un appoggio convinto a Monti, sottolineando che "è troppo facile ringhiare, la gente chiede di risolvere problemi". Lo rimbecca Sandro Bondi: "Invece è giusto chiedersi se la linea del governo sia quella giusta". Osvaldo Napoli invita il partito ad alzare la posta con l'esecutivo. Brunetta annuncia che voterà no alla "controriforma della pubblica amministrazione", benché non sia ancora stata presentata. Matteoli plaude a quanto detto da Berlusconi venerdì, e traduce: "Votiamo solo quello che condividiamo". Ignazio La Russa avverte: "Anche i tecnici sbagliano e noi abbiamo il dovere di non essere complici".

A tutti questi malumori, dal governo arriva una risposta via Twitter: "Al lavoro di sabato e domenica - scrive dopo l'incontro al Colle il sottosegretario Catricalà- deve servire a qualcosa. Lo spero. La voglia di fare per l'Italia c'è ancora tutta". 
 
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