ROMA - Prima Renzi, adesso Bianco e Rutelli. Continuano le smentite dopo le dichiarazioni dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, sul quale pende la richiesta di arresto della Procura di Roma. Se il sindaco di Firenze nega di aver avuto soldi da Lusi e minaccia querele, Enzo Bianco, anche lui chiamato in causa dall'ex tesoriere, tuona: "Tutto ciò di cui si parla in merito ai fondi della Margherita è stato fatto alla luce del sole, come è nella mia storia e nella mia tradizione politica. Cercare di distrarre l'attenzione dalle malversazioni di o peggio ancora di intimidire, suscita in me un sentimento di profonda indignazione". E Rutelli, di fronte alla nuova versione dei fatti del "ladro senza vergogna", preannuncia una nuova denuncia. Non solo. Gli inquirenti della procura di Roma sono intenzionati a chiedere il verbale dell'audizione di Lusi davanti alla giunta autorizzazioni a procedere di palazzo Madama.
Renzi chiede che l'ex tesoriere tiri fuori le prove. "Lusi due la vendetta - scrive Renzi sul suo profilo Facebook - torna alla carica e riprova a coinvolgermi nella vicenda dello scandalo ex Margherita. Dice di avermi dato dei soldi. Due mesi fa erano 140 mila euro. Oggi siamo scesi a 70 mila. Sarà la crisi...Torno a chiedere ciò che dico dall'inizio di questa vicenda. Lusi e la Margherita pubblichino sul sito tutte le fatture e tutto ciò che è stato finanziato...Tutto. A quel punto non c'è trucco, non c'è inganno".
Il sindaco di Firenze annuncia querele a 360 gradi. Nel mirino dei suoi legali, oltre all'ex tesoriere della Margherita, anche chi continua a spargere la voce su "una bustarella 70 mila euro". Anche su Twitter. "Io ho già querelato la volta scorsa. Alcune sono andate avanti, altre archiviate", afferma Renzi in conferenza stampa a Firenze. "E' evidente che se una persona dice, come prima qualcuno su Twitter, che Renzi ha preso una bustarella da 70 mila euro, querelo anche lui. Il risarcimento andrà all'ospedale pediatrico Meyer". E a chi gli chiede se Lusi sia già stato raggiunto da una sua querela, Renzi risponde: "Non ricordo se l'ho fatta personalmente a lui, dobbiamo verificare. Ne ho fatte talmente tante, ormai ci vado di default".
Rispondendo ai giornalisti, Renzi ha anche rivelato di non aver ricevuto messaggi di solidarietà da esponenti nazionali del Pd. "Tanti messaggi dagli amici amministratori locali, da Torino a Palermo, da personalità nazionali del partito no. La battaglia contro il finanziamento pubblico ai partiti segna su questo punto un elemento evidente". A chi gli chiedeva, poi, se dietro le rivelazioni di Lusi possa celarsi un 'disegno' contro una sua eventuale candidatura alle primarie, il sindaco-rottamatore ha risposto: "Non credo ai complotti, alle macchine del fango, io non ci credo. La realtà dei fatti verrà fuori. Con serenità aspettiamo le carte".
Per Enzo Bianco "nel percorso che porta alla liquidazione della Margherita sono stati incentivati esodi, e il personale dipendente che lavorava per me è stato opportunamente sostituito da contratti di collaborazione e di prestazione di servizi. In modo assolutamente trasparente, con accrediti bancari, in forza di regolari contratti le cui spese sono documentabili sino all'ultimo centesimo, si è proceduto in questa direzione".
Secondo Lusi a Bianco veniva fornito un mensile di 3000 euro, poi passato a 5500. Ad una società di Catania legata al marito della segretaria di Bianco sarebbe stata fornita una cifra di circa 150mila euro, erogati - sempre secondo Lusi - tra il 2009 e il 2011. "Tanto gli accrediti quanto le fatture - si difende Bianco - passate attraverso una società che ha un regolare contratto con la Margherita per la fornitura di servizi in questione - erano riferite a retribuzione di collaboratori, affitto di sedi, stampa dei manifesti, organizzazione di convegni, pubblicità nei giornali. Attività, per un soggetto politico, non solo lecite, ma doverose".
"Io non ho trattenuto un solo centesimo - scandisce Bianco -, e se Lusi o chiunque altro afferma il contrario, lo trascinerò in tribunale. Tutto è stato fatto alla luce del sole, come è nella mia storia e nella mia tradizione politica. Cercare di distrarre l'attenzione dalle malversazioni messe in atto da Lusi o peggio ancora di intimidire (come hanno affermato con grande chiarezza la Procura di Roma e il Giudice delle indagini preliminari), suscita in me un sentimento di profonda indignazione".
I toni usati da Francesco Rutelli sono durissimi. "Lusi? Un ladro senza vergogna. Un mentitore e inquinatore pericolosissimo, ormai paragonabile nei comportamenti al ben noto calunniatore Igor Marini - dichiara in una nota -. Ha cambiato versione per la terza o quarta volta. Presenterò immediatamente una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per le gravissime calunnie che, ho appreso, sono state pronunciate ieri notte davanti alla Giunta del Senato".
"Io alla Margherita ho dato tantissimi denari - prosegue Rutelli -. Con i rimborsi elettorali conquistati, con i voti e con numerosissime iniziative di autofinanziamento. E direttamente, con i miei contributi personali. E non ho mai preso un centesimo per me. Ci vuole pazienza, ma chi ha sempre agito correttamente e onestamente otterrà giustizia, ed egli pagherà per tutte le sue malefatte, tenute nascoste per anni in modo malvagio".
E torna a farsi sentire Beppe Grillo: "Non credo esista un solo deputato, un solo senatore, un solo politico in Italia che non sappia che i tesorieri sono solo esecutori. Ciò, in caso di reato, non li assolve, ma bisognerebbe risalire ai mandanti. Guardate prima che ai tesorieri, a "segretari di partito e istituzioni da sempre mute come il Mosè di Michelangelo". Il comico attacca poi il sindaco di Firenze Matteo Renzi, da lui definito "l'ebetino pro inceneritori"
Renzi chiede che l'ex tesoriere tiri fuori le prove. "Lusi due la vendetta - scrive Renzi sul suo profilo Facebook - torna alla carica e riprova a coinvolgermi nella vicenda dello scandalo ex Margherita. Dice di avermi dato dei soldi. Due mesi fa erano 140 mila euro. Oggi siamo scesi a 70 mila. Sarà la crisi...Torno a chiedere ciò che dico dall'inizio di questa vicenda. Lusi e la Margherita pubblichino sul sito tutte le fatture e tutto ciò che è stato finanziato...Tutto. A quel punto non c'è trucco, non c'è inganno".
Il sindaco di Firenze annuncia querele a 360 gradi. Nel mirino dei suoi legali, oltre all'ex tesoriere della Margherita, anche chi continua a spargere la voce su "una bustarella 70 mila euro". Anche su Twitter. "Io ho già querelato la volta scorsa. Alcune sono andate avanti, altre archiviate", afferma Renzi in conferenza stampa a Firenze. "E' evidente che se una persona dice, come prima qualcuno su Twitter, che Renzi ha preso una bustarella da 70 mila euro, querelo anche lui. Il risarcimento andrà all'ospedale pediatrico Meyer". E a chi gli chiede se Lusi sia già stato raggiunto da una sua querela, Renzi risponde: "Non ricordo se l'ho fatta personalmente a lui, dobbiamo verificare. Ne ho fatte talmente tante, ormai ci vado di default".
Rispondendo ai giornalisti, Renzi ha anche rivelato di non aver ricevuto messaggi di solidarietà da esponenti nazionali del Pd. "Tanti messaggi dagli amici amministratori locali, da Torino a Palermo, da personalità nazionali del partito no. La battaglia contro il finanziamento pubblico ai partiti segna su questo punto un elemento evidente". A chi gli chiedeva, poi, se dietro le rivelazioni di Lusi possa celarsi un 'disegno' contro una sua eventuale candidatura alle primarie, il sindaco-rottamatore ha risposto: "Non credo ai complotti, alle macchine del fango, io non ci credo. La realtà dei fatti verrà fuori. Con serenità aspettiamo le carte".
Per Enzo Bianco "nel percorso che porta alla liquidazione della Margherita sono stati incentivati esodi, e il personale dipendente che lavorava per me è stato opportunamente sostituito da contratti di collaborazione e di prestazione di servizi. In modo assolutamente trasparente, con accrediti bancari, in forza di regolari contratti le cui spese sono documentabili sino all'ultimo centesimo, si è proceduto in questa direzione".
Secondo Lusi a Bianco veniva fornito un mensile di 3000 euro, poi passato a 5500. Ad una società di Catania legata al marito della segretaria di Bianco sarebbe stata fornita una cifra di circa 150mila euro, erogati - sempre secondo Lusi - tra il 2009 e il 2011. "Tanto gli accrediti quanto le fatture - si difende Bianco - passate attraverso una società che ha un regolare contratto con la Margherita per la fornitura di servizi in questione - erano riferite a retribuzione di collaboratori, affitto di sedi, stampa dei manifesti, organizzazione di convegni, pubblicità nei giornali. Attività, per un soggetto politico, non solo lecite, ma doverose".
"Io non ho trattenuto un solo centesimo - scandisce Bianco -, e se Lusi o chiunque altro afferma il contrario, lo trascinerò in tribunale. Tutto è stato fatto alla luce del sole, come è nella mia storia e nella mia tradizione politica. Cercare di distrarre l'attenzione dalle malversazioni messe in atto da Lusi o peggio ancora di intimidire (come hanno affermato con grande chiarezza la Procura di Roma e il Giudice delle indagini preliminari), suscita in me un sentimento di profonda indignazione".
I toni usati da Francesco Rutelli sono durissimi. "Lusi? Un ladro senza vergogna. Un mentitore e inquinatore pericolosissimo, ormai paragonabile nei comportamenti al ben noto calunniatore Igor Marini - dichiara in una nota -. Ha cambiato versione per la terza o quarta volta. Presenterò immediatamente una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per le gravissime calunnie che, ho appreso, sono state pronunciate ieri notte davanti alla Giunta del Senato".
"Io alla Margherita ho dato tantissimi denari - prosegue Rutelli -. Con i rimborsi elettorali conquistati, con i voti e con numerosissime iniziative di autofinanziamento. E direttamente, con i miei contributi personali. E non ho mai preso un centesimo per me. Ci vuole pazienza, ma chi ha sempre agito correttamente e onestamente otterrà giustizia, ed egli pagherà per tutte le sue malefatte, tenute nascoste per anni in modo malvagio".
E torna a farsi sentire Beppe Grillo: "Non credo esista un solo deputato, un solo senatore, un solo politico in Italia che non sappia che i tesorieri sono solo esecutori. Ciò, in caso di reato, non li assolve, ma bisognerebbe risalire ai mandanti. Guardate prima che ai tesorieri, a "segretari di partito e istituzioni da sempre mute come il Mosè di Michelangelo". Il comico attacca poi il sindaco di Firenze Matteo Renzi, da lui definito "l'ebetino pro inceneritori"