Politica

L'INCHIESTA

I pm: "Da Lusi accuse poco credibili"
Rutelli: "Mostruose calunnie, lo denuncio"

Indiscrezioni sull'orientamento dei magistrati. L'ex leader della Margherita domani alla procura di Roma per agire penalmente contro le "grossolane" dichiarazioni riportate da diversi organi di stampa

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ROMA - Brutto colpo alla difesa di Luigi Lusi: secondo quanto si apprende, per i pm che indagano sui fondi dell'ex Margherita il tentativo di coinvolgimento di Francesco Rutelli non appare credibile. E per il momento, la Procura non intenderebbe riascoltare il senatore né convocare Francesco Rutelli, e sembrerebbe per ora esclusa, anche solo come atto dovuto, una possibile iscrizione nel registro degli indagati del'ex presidente Dl.

E prima delle notizie in arrivo dalla procura, Francesco Rutelli aveva annunciato che presenterà domani, presso la procura della repubblica di Roma, una circostanziata denuncia penale per calunnia nei confronti di Luigi Lusi, a seguito delle "mostruose e grossolane calunnie" riportate da diversi organi di stampa. E' quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa.

Già in una nota di ieri Rutelli aveva detto: "Egli sa di poter diffamare e mentire. Le sue palesi menzogne saranno comunque amplificate. Il suo percorso di uomo libero si è fermato. Ma quanto a lungo durerà il tormento delle sue vittime?". L'ex leader della Margherita aveva così commentato le nuove indiscrezioni sull'interrogatorio di Luigi Luisi in carcere. Rutelli aveva anche criticato l'informazione e lo spazio ampio dato alle parole o presunte dichiarazioni dell'ex tesoriere.

"La lettura dei titoli di molti giornali pone un problema grave: da ormai 5 mesi, non contano rigorose precisazioni né analitiche confutazioni basate sui fatti (oltre alle severe autocriche sui controlli dei bilanci); sembra non contare neppure la solidità dell'impianto accusatorio dei Pubblici Ministeri, convalidato dal GIP e dal Tribunale del Riesame", ha scritto Rutelli nella nota.  "Molta stampa continua a dare credito al ladro, ingannatore e calunniatore", continua "evidentemente ignara di doveri deontologici e giuridici. Qualunque cosa dica, in qualunque modo si contraddica, qualunque calunnia profferisca, Lusi ottiene titoli distruttivi per l'onorabilità di persone perbene".

Tra le dichiarazioni di Lusi riportate dalla stampa c'è la storia degli immobili, ad esempio. "E' da Francesco che partì", ha raccontato l'ex tesoriere durante l'interrogatorio. Nel 2007, durante gli ultimi mesi del secondo governo Prodi, quando Rutelli era ministro per i Beni Culturali. Lusi ha ricordato la convocazione: "Il televisore era acceso a forte volume, come al solito, e Francesco mi rappresentò la necessità di investire parte della liquidità della Margherita in immobili. A quel punto io obiettai che se li avessimo intestati a una società fiduciaria italiana, questa sarebbe stata facilmente tracciabile e altrettanto facilmente si sarebbe potuto risalire ai suoi effettivi beneficiari. E fu allora che, guardandomi, mi disse: "Sbaglio o tua moglie è canadese?".

Al momento comunque le dichiarazioni fatte dal senatore Luigi Lusi al gip Simonetta D'Alessandro durante l'interrogatorio, sono ancora al vaglio della procura della Repubblica di Roma. Secondo quanto si è appreso, gli investigatori non apparirebbero convinti delle accuse che Lusi rivolge ai dirigenti della Margherita, considerato che la documentazione da lui presentata non consente allo stato di ritenere che ci siano prove circa l'utilizzo illecito di soldi pubblici a opera di altri, mentre proprio lui ha ammesso di essersi appropriato di cospicue somme.

Una volta completato l'esame del voluminoso verbale dell'interrogatorio il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pubblico ministero decideranno sulla possibilità di ascoltare il presidente della Margherita Francesco Rutelli e Enzo Bianco per avere un riscontro e per stabilire se nelle dichiarazioni dell'ex tesoriere possano profilarsi ipotesi di calunnia. I magistrati dovrebbero avere domani un incontro con il procuratore Giuseppe Pignatone e quindi stabilire quali saranno le prossime attività istruttorie.

I difensori di Lusi, avvocati Luca Petrucci e Roberto Archidiacono, ancora non hanno presentato al magistrato alcuna istanza per chiedere o la rimessione in libertà del senatore, che è detenuto a Regina Coeli, o sulla scarcerazione della moglie di Lusi, Giovanna Petricone, da due mesi agli arresti domiciliari.
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