Spesa, Monti: "Non è una manovra"
Bocciatura dei sindacati: "Solo tagli"
Il premier incontra le parti sociali e illustra la seconda parte degli interventi: "Non useremo l'accetta". Ma Cgil, Cisl e Uil ipotizzano lo sciopero e le organizzazioni del pubblico impiego preannunciano la mobilitazione: "Scelte inaccettabili"
ROMA - La spending review non è una manovra di finanza pubblica, piuttosto una 'operazione strutturale' che serve a recuperare gli oltre i 4 miliardi necessari per evitare l'aumento dell'Iva a settembre. Così Mario Monti, al tavolo con enti locali e parti sociali a palazzo Chigi, ribadisce che il governo intende condurre un'operazione per evitare l'aumento dell'imposta e consegna agli interlocutori il piano del governo: taglio del 20% dei dirigenti della Pubblica amministrazione, del 10% dei dipendenti e di un altro 20% delle consulenze.
"Siamo contrari a tagli lineari fatti con l'accetta", avrebbe detto Monti durante la riunione di palazzo Chigi. L'intenzione dell'esecutivo, è quella di "eliminare gli sprechi e non ridurre i servizi", evitando "tagli lineari guardando alle più alte priorita", ha spiegato Monti per rassicurare non solo le parti e gli enti locali, ma soprattutto i partiti della maggioranza che attendono di veder…
"Siamo contrari a tagli lineari fatti con l'accetta", avrebbe detto Monti durante la riunione di palazzo Chigi. L'intenzione dell'esecutivo, è quella di "eliminare gli sprechi e non ridurre i servizi", evitando "tagli lineari guardando alle più alte priorita", ha spiegato Monti per rassicurare non solo le parti e gli enti locali, ma soprattutto i partiti della maggioranza che attendono di veder…
ROMA - La spending review non è una manovra di finanza pubblica, piuttosto una 'operazione strutturale' che serve a recuperare gli oltre i 4 miliardi necessari per evitare l'aumento dell'Iva a settembre. Così Mario Monti, al tavolo con enti locali e parti sociali a palazzo Chigi, ribadisce che il governo intende condurre un'operazione per evitare l'aumento dell'imposta e consegna agli interlocutori il piano del governo: taglio del 20% dei dirigenti della Pubblica amministrazione, del 10% dei dipendenti e di un altro 20% delle consulenze.
"Siamo contrari a tagli lineari fatti con l'accetta", avrebbe detto Monti durante la riunione di palazzo Chigi. L'intenzione dell'esecutivo, è quella di "eliminare gli sprechi e non ridurre i servizi", evitando "tagli lineari guardando alle più alte priorita", ha spiegato Monti per rassicurare non solo le parti e gli enti locali, ma soprattutto i partiti della maggioranza che attendono di vedere la carte, ma hanno già fissato i loro paletti.
L'esigenza del governo, del resto, è anche quella di dare segnali all'estero: "L'Italia è ancora una sorvegliata speciale nell'Eurozona", dice il vice ministro del tesoro, Vittorio Grilli. L'operazione spending review, ha spiegato ancora Monti, sarà divisa in tre fasi. La prima avviata la scorsa settimana con i tagli alla presidenza del Consiglio ed al Tesoro, la seconda con un decreto legge che dovrebbe arrivare probabilmente venerdì e la terza con un nuovo decreto per la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche.
I segretari generali del sindacato restano sul 'chi vive', ma il giudizio complessivo alla fine dell'incontro è sostanzialmente negativo. Più diretto il parere di Susanna Camusso, leader della Cgil: il governo è stato "reticente e criptico", dice Camusso, e "fa il contrario di ciò che serve: invece di favorire l'occupazione, aumenta la disoccupazione". In sostanza, secondo la Cgil, nel piano ci sono "solo tagli".
"Se il governo pensa di fare da solo sul fronte degli interventi nel pubblico impiego, vedremo anche noi cosa fare", aggiunge il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. E il leader della Uil, Luigi Angeletti, rimarca: "Non credo si possa evitare lo sciopero se alla fine ci saranno solo tagli lineari nella p.a.".
Molto più pesante, dopo le indiscrezioni sui contenuti della nuova bozza, il commento dei sindacati del pubblico impiego che parlano di "scelte inaccettabili" davanti alle quali, in assenza di un confronto vero, la protesta sarà inevitabile. "Nonostante le dichiarazioni preventive del premier Monti - si legge nella nota congiunta firmata da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Uil-Pa, Flc-Cgil, Cisl-Scuola e Uil-Scuola - quella che il Governo ha illustrato è una vera e propria manovra economica. Una manovra, l'ennesima in due anni che, sia nel metodo che nel merito, non si discosta affatto dalle impostazioni di quelle precedenti". Quello che è emerso, secondo i sindacati della P.a., è "chiaramente solo il rischio concreto di abbassare, attraverso la messa in mobilità e l'eventuale licenziamento di lavoratrici e lavoratori pubblici, precari e a tempo indeterminato, i livelli di welfare, di protezione sociale e dei servizi ai cittadini".
Giudizio negativo anche dall'Anci: "Siamo disponibili a lavorare sui costi standard, ma i tagli prospettati dal commissario Bondi sono estemporanei e parziali", ha detto il presidente dell'Associazione dei Comuni, Graziano Delrio, al termine dell'incontro con il governo. "Il provvedimento - ha detto - è impostato bene ma mancano i dettagli delle cifre negli ultimi anni i Comuni hanno subito tagli per circa 8 mld tra tagli delle manovre e Patto di stabilità. Più sfumati i toni di Confindustria: "Mi auguro - dice il presidente Giorgio Squinzi - che dalla spending review ci sia veramente la possibilità di avere fondi disponibili per pagare i fornitori e anche per destinare quota parte di queste risorse agli investimenti che sono necessari".
"Siamo contrari a tagli lineari fatti con l'accetta", avrebbe detto Monti durante la riunione di palazzo Chigi. L'intenzione dell'esecutivo, è quella di "eliminare gli sprechi e non ridurre i servizi", evitando "tagli lineari guardando alle più alte priorita", ha spiegato Monti per rassicurare non solo le parti e gli enti locali, ma soprattutto i partiti della maggioranza che attendono di vedere la carte, ma hanno già fissato i loro paletti.
L'esigenza del governo, del resto, è anche quella di dare segnali all'estero: "L'Italia è ancora una sorvegliata speciale nell'Eurozona", dice il vice ministro del tesoro, Vittorio Grilli. L'operazione spending review, ha spiegato ancora Monti, sarà divisa in tre fasi. La prima avviata la scorsa settimana con i tagli alla presidenza del Consiglio ed al Tesoro, la seconda con un decreto legge che dovrebbe arrivare probabilmente venerdì e la terza con un nuovo decreto per la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche.
I segretari generali del sindacato restano sul 'chi vive', ma il giudizio complessivo alla fine dell'incontro è sostanzialmente negativo. Più diretto il parere di Susanna Camusso, leader della Cgil: il governo è stato "reticente e criptico", dice Camusso, e "fa il contrario di ciò che serve: invece di favorire l'occupazione, aumenta la disoccupazione". In sostanza, secondo la Cgil, nel piano ci sono "solo tagli".
"Se il governo pensa di fare da solo sul fronte degli interventi nel pubblico impiego, vedremo anche noi cosa fare", aggiunge il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. E il leader della Uil, Luigi Angeletti, rimarca: "Non credo si possa evitare lo sciopero se alla fine ci saranno solo tagli lineari nella p.a.".
Molto più pesante, dopo le indiscrezioni sui contenuti della nuova bozza, il commento dei sindacati del pubblico impiego che parlano di "scelte inaccettabili" davanti alle quali, in assenza di un confronto vero, la protesta sarà inevitabile. "Nonostante le dichiarazioni preventive del premier Monti - si legge nella nota congiunta firmata da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Uil-Pa, Flc-Cgil, Cisl-Scuola e Uil-Scuola - quella che il Governo ha illustrato è una vera e propria manovra economica. Una manovra, l'ennesima in due anni che, sia nel metodo che nel merito, non si discosta affatto dalle impostazioni di quelle precedenti". Quello che è emerso, secondo i sindacati della P.a., è "chiaramente solo il rischio concreto di abbassare, attraverso la messa in mobilità e l'eventuale licenziamento di lavoratrici e lavoratori pubblici, precari e a tempo indeterminato, i livelli di welfare, di protezione sociale e dei servizi ai cittadini".
Giudizio negativo anche dall'Anci: "Siamo disponibili a lavorare sui costi standard, ma i tagli prospettati dal commissario Bondi sono estemporanei e parziali", ha detto il presidente dell'Associazione dei Comuni, Graziano Delrio, al termine dell'incontro con il governo. "Il provvedimento - ha detto - è impostato bene ma mancano i dettagli delle cifre negli ultimi anni i Comuni hanno subito tagli per circa 8 mld tra tagli delle manovre e Patto di stabilità. Più sfumati i toni di Confindustria: "Mi auguro - dice il presidente Giorgio Squinzi - che dalla spending review ci sia veramente la possibilità di avere fondi disponibili per pagare i fornitori e anche per destinare quota parte di queste risorse agli investimenti che sono necessari".