ROMA - Renata Polverini deve rimanere dov'è: alla guida della Regione Lazio e all'interno del Pdl. E' questa la convinzione espressa da Angelino Alfano in una giornata che si annuncia cruciale per il destino della governatrice. Con il consiglio regionale che si appresta a votare la proposta di tagli nei benefit per i consiglieri, il pressing per evitare le dimissioni della Polverini nelle ultime ore si è fatto più intenso, anche se dall'interno del centrodestra continuano a levarsi voci di dissenso. "Se oggi il Consiglio dimostra, e sono sicura che sara così, che c'è la consapevolezza di poter andare a avanti malgrado ciò che io ho definito una catastrofe politica ancora da superare, saremo in grado di trasformare in questi due anni e mezzo questa regione", ha chiarito la presidente confermando l'intenzione di restare.
Alfano dà invece il caso per già risolto: "Ho visto Polverini ieri ed escludo suoi passaggi di partito, non ne vedrei le ragioni. Mi chiedo perché dovrebbe dimettersi in questa vicenda in cui è parte lesa - afferma a Canale 5 il segretario del Pdl - Sta pagando un danno di immagine per il comportamento di chi ha usato i soldi in modo direi quanto minimo antiestetico, massimo nei modi per i quali la magistratura sta procedendo". "Non e' accettabile - ha aggiunto - che nei suoi confronti ci sia da parte della sinistra il tentativo di applicare due mesi e due misure rispetto altri governatori della sinistra nei confronti dei quali c'è una certa indulgenza".
Lo scandalo delle spese folli con i soldi del finanziamento pubblico che vede indagato l'ex capogruppo in consiglio regionale Franco Fiorito secondo Alfano non è un caso isolato che riguarda solo il Pdl, ma diffuso anche negli altri partiti. Il problema, ha spiegato ancora il segretario, nasce "per due motivi; una ragione tecnico-legislativa, perché era possibile farlo dal punto di visto pratico. Venivano dati soldi per finalità benefiche e usati da qualcuno a scopo privato. Poi perché in ogni partito c'è chi si fa i fatti suoi con i soldi pubblici. Il nostro compito è cacciare chi fa questo".
"Non faremo sconti a nessuno, non abbiamo nulla a che fare con ladri, cialtroni e rubagalline. Un partito come il nostro - conclude il segretario del Pdl - può anche avere delle mele marce, ma devono essere sempre meno, poi il bene e il male è nel cuore dell'uomo ma un partito serio come il nostro deve fare di tutto perché restino casi isolati".
Alfano dà invece il caso per già risolto: "Ho visto Polverini ieri ed escludo suoi passaggi di partito, non ne vedrei le ragioni. Mi chiedo perché dovrebbe dimettersi in questa vicenda in cui è parte lesa - afferma a Canale 5 il segretario del Pdl - Sta pagando un danno di immagine per il comportamento di chi ha usato i soldi in modo direi quanto minimo antiestetico, massimo nei modi per i quali la magistratura sta procedendo". "Non e' accettabile - ha aggiunto - che nei suoi confronti ci sia da parte della sinistra il tentativo di applicare due mesi e due misure rispetto altri governatori della sinistra nei confronti dei quali c'è una certa indulgenza".
Lo scandalo delle spese folli con i soldi del finanziamento pubblico che vede indagato l'ex capogruppo in consiglio regionale Franco Fiorito secondo Alfano non è un caso isolato che riguarda solo il Pdl, ma diffuso anche negli altri partiti. Il problema, ha spiegato ancora il segretario, nasce "per due motivi; una ragione tecnico-legislativa, perché era possibile farlo dal punto di visto pratico. Venivano dati soldi per finalità benefiche e usati da qualcuno a scopo privato. Poi perché in ogni partito c'è chi si fa i fatti suoi con i soldi pubblici. Il nostro compito è cacciare chi fa questo".
"Non faremo sconti a nessuno, non abbiamo nulla a che fare con ladri, cialtroni e rubagalline. Un partito come il nostro - conclude il segretario del Pdl - può anche avere delle mele marce, ma devono essere sempre meno, poi il bene e il male è nel cuore dell'uomo ma un partito serio come il nostro deve fare di tutto perché restino casi isolati".