Fiorito insiste: "Io non sono un ladro
Volevo assessorato, messo a capo di bambini"
"Polverini ha fatto bene a non lasciare. Non so se sapesse, sicuramente il suo gruppo riceveva le stesse quote". "Battistoni, uno che denuncia un collega a Bankitalia per spese che anche lui ha fatto". La festa? "Che l'abbia pagata De Romanis lo dite voi". Destra amareggiata? "Da Fini, prima di me". "Non ho perso neanche un voto". Taormina: "Il peculato è dell'ufficio di presidenza"
ROMA - Dopo essere stato ospite di Bruno Vespa, assieme al suo avvocato Carlo Taormina, Franco Fiorito interviene anche a In onda, su La7, sempre accompagnato dal legale, per ribadire la sua posizione. La sua gestione del denaro pubblico messo a disposizione del Pdl laziale potrà anche essere stata "leggera e impropria", ma "non sono un ladro". L'ex capogruppo al Consiglio Regionale del Lazio è indagato per peculato.
"Non ho perso un voto". "Non sono un ladro, assolutamente no - si difende Fiorito -. Ho gestito una mole di denaro, così come i miei colleghi. Mi accuseranno di averlo mal gestito. Ma non ho mai rubato. E si scoprirà che non sono un ladro. Durante Mani pulite ero tra quelli che manifestavano sotto la Camera gridando 'arrendetevi siete circondati'". E, a giudicare dalla vicinanza degli amici e di chi condivide la mia attività politica, non ho perso nessun voto".
I guadagni di Fiorito secondo Fior…
"Non ho perso un voto". "Non sono un ladro, assolutamente no - si difende Fiorito -. Ho gestito una mole di denaro, così come i miei colleghi. Mi accuseranno di averlo mal gestito. Ma non ho mai rubato. E si scoprirà che non sono un ladro. Durante Mani pulite ero tra quelli che manifestavano sotto la Camera gridando 'arrendetevi siete circondati'". E, a giudicare dalla vicinanza degli amici e di chi condivide la mia attività politica, non ho perso nessun voto".
I guadagni di Fiorito secondo Fior…
ROMA - Dopo essere stato ospite di Bruno Vespa, assieme al suo avvocato Carlo Taormina, Franco Fiorito interviene anche a In onda, su La7, sempre accompagnato dal legale, per ribadire la sua posizione. La sua gestione del denaro pubblico messo a disposizione del Pdl laziale potrà anche essere stata "leggera e impropria", ma "non sono un ladro". L'ex capogruppo al Consiglio Regionale del Lazio è indagato per peculato.
"Non ho perso un voto". "Non sono un ladro, assolutamente no - si difende Fiorito -. Ho gestito una mole di denaro, così come i miei colleghi. Mi accuseranno di averlo mal gestito. Ma non ho mai rubato. E si scoprirà che non sono un ladro. Durante Mani pulite ero tra quelli che manifestavano sotto la Camera gridando 'arrendetevi siete circondati'". E, a giudicare dalla vicinanza degli amici e di chi condivide la mia attività politica, non ho perso nessun voto".
I guadagni di Fiorito secondo Fiorito. A Fiorito vengono contestati guadagni per 50mila euro netti. Nel corso di un acceso dibattito con i conduttori Porro e Telese, fitto di contestazioni, Fiorito spiega: "Il mio stipendio è di circa 8mila euro. Quello è il mio stipendio - sottolinea -. A questo va aggiunta una quota di emolumenti, circa 4mila euro, dato a tutti i consiglieri per l'attività politica. Di queste quote, io ne prendevo altre due per gli incarichi ricoperti". Il totale, dunque, sarebbe di poco superiore ai 20mila euro.
"Io, capogruppo di bambini". Fiorito rivela poi di non aver ambito alla carica di capogruppo. "Io non volevo fare il capogruppo del Pdl, volevo fare l'assessore all'agricoltura e mi hanno sbattuto a fare il capogruppo di bambini non avvezzi alla politica". "Poiché non hanno saputo presentare la lista del Pdl a Roma e dovevano mettere quei candidati in giunta - spiega il consigliere regionale - il responsabile regionale, i grandi dirigenti del partito mi hanno pregato di farlo". "All'inizio pensavo di essere tra persone oneste, ma ora non lo credo". Fiorito fa riferimento soprattutto a Battistoni, "un collega che va a denunciare a Bankitalia un altro collega per spese che anche lui aveva fatto. Il fatto che il partito abbia mandato via Battistoni è la miglior risposta alla mia innocenza".
"Polverini? Non se sapesse". Per Fiorito, la governatrice Renata Polverini "ha fatto bene a non dimettersi perché non è direttamente responsabile e perché credo che non potesse lasciare la Regione in un momento così difficile. Non l'ho sentita in questi giorni perché non la voglio disturbare. Con la Polverini non ho mai parlato di queste questioni e non posso sapere se lei sapesse o meno. Sicuramente il suo gruppo riceveva le stesse quote degli altri".
"Festa, respinsi preventivo da 48mila euro". Quanto all'ormai celebre "toga party", Fiorito non ci sta: "Sono l'unico a non esserci andato" e che a pagarlo "con soldi suoi" sia stato il consigliere regionale Carlo De Romanis "lo dite voi". "Vada a controllare i bilanci di un'associazione che si chiama 'Amici dei giovani del Ppe' e veda come hanno speso i soldi" rincara l'ex capogruppo Pdl, che poi ammette: "Io sicuramente ho finanziato quell'associazione e sono sicuro di quello che dico" e se in studio "ci chiamerà De Romanis lo saluteremo". Per quella festa, aggiunge Fiorito, "che all'inizio doveva tenersi a Cinecittà, mi era arrivato un preventivo di 48mila euro proprio dagli studi, che io ho respinto. E' la stessa festa che andava fatta, a quel costo, a Cinecittà".
"Vacanza da 29mila euro? Reo confesso". La vacanza da 29 mila euro in Sardegna "era fuori dalle righe, uno schiaffo alla miseria. Di questo sono reo confesso". Fiorito ha ricostruito la vicenda del suo soggiorno estivo. Deluso dagli esiti della campagna elettorale, Fiorito è andato a fare due settimane di vacanza, ma trovandosi con la propria carta di credito personale scoperta avrebbe chiamato il suo capo segreteria chiedendogli di anticipargli i soldi con la promessa di restituirli non appena di nuovo a Roma. "Ho rimesso 30 mila euro - dice Fiorito - e ho portato in Procura la ricevuta della banca e il faldone con le spese. La mia colpa è aver gestito una mole di soldi non dignitosa in un momento di crisi come questo, e quindi per l'opinione pubblica sarò sempre colpevole".
Taormina: "Il peculato è dell'ufficio di presidenza". Interviene Carlo Taormina. "Al Consiglio Regionale del Lazio - spiega il difensore di Fiorito - esiste un ufficio di presidenza che stabilisce che 20 milioni di euro l'anno vadano spartiti tra i gruppi. Il vero peculato è quello dell'ufficio di presidenza, guidato dal presidente Abbruzzese e in cui sono rappresentati tutti i partiti".
"Colosimo, giovane e dinamica". Per Chiara Colosimo, subentratagli nel ruolo di capogruppo, Fiorito spende parole di stima. "E' la ragazza più giovane e dinamica che c'è. E' un'ottima ragazza ed era già presidente di una commissione". Quanto al filmato che vede la Colosimo parlare sullo sfondo di un poster che ritrae un esponente romeno dell'estrema destra, "di foto come quelle, tra chi ha militato nel Msi, ne troverete molte, anche tra le mie".
"Destra delusa? Fini prima di me". Nel corso della puntata, Fiorito cerca di indirizzare l'amarezza e il malcontento dei vecchi militanti della destra verso "altri personaggi", tirando in ballo il presidente della Camera e leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini. "In questo senso ha provveduto prima di me", replica Fiorito, entrato in politica con l'Msi e poi passato per An, alla domanda se non ritenga di aver deluso chi ha fatto per anni politica in quelle formazioni politiche. "Oggi comunque difficilmente troverete un militante che affigge manifesti gratuitamente: c'è un sistema politico militarizzato economicamente e in cui servono risorse per competere".
"Non ho perso un voto". "Non sono un ladro, assolutamente no - si difende Fiorito -. Ho gestito una mole di denaro, così come i miei colleghi. Mi accuseranno di averlo mal gestito. Ma non ho mai rubato. E si scoprirà che non sono un ladro. Durante Mani pulite ero tra quelli che manifestavano sotto la Camera gridando 'arrendetevi siete circondati'". E, a giudicare dalla vicinanza degli amici e di chi condivide la mia attività politica, non ho perso nessun voto".
I guadagni di Fiorito secondo Fiorito. A Fiorito vengono contestati guadagni per 50mila euro netti. Nel corso di un acceso dibattito con i conduttori Porro e Telese, fitto di contestazioni, Fiorito spiega: "Il mio stipendio è di circa 8mila euro. Quello è il mio stipendio - sottolinea -. A questo va aggiunta una quota di emolumenti, circa 4mila euro, dato a tutti i consiglieri per l'attività politica. Di queste quote, io ne prendevo altre due per gli incarichi ricoperti". Il totale, dunque, sarebbe di poco superiore ai 20mila euro.
"Io, capogruppo di bambini". Fiorito rivela poi di non aver ambito alla carica di capogruppo. "Io non volevo fare il capogruppo del Pdl, volevo fare l'assessore all'agricoltura e mi hanno sbattuto a fare il capogruppo di bambini non avvezzi alla politica". "Poiché non hanno saputo presentare la lista del Pdl a Roma e dovevano mettere quei candidati in giunta - spiega il consigliere regionale - il responsabile regionale, i grandi dirigenti del partito mi hanno pregato di farlo". "All'inizio pensavo di essere tra persone oneste, ma ora non lo credo". Fiorito fa riferimento soprattutto a Battistoni, "un collega che va a denunciare a Bankitalia un altro collega per spese che anche lui aveva fatto. Il fatto che il partito abbia mandato via Battistoni è la miglior risposta alla mia innocenza".
"Polverini? Non se sapesse". Per Fiorito, la governatrice Renata Polverini "ha fatto bene a non dimettersi perché non è direttamente responsabile e perché credo che non potesse lasciare la Regione in un momento così difficile. Non l'ho sentita in questi giorni perché non la voglio disturbare. Con la Polverini non ho mai parlato di queste questioni e non posso sapere se lei sapesse o meno. Sicuramente il suo gruppo riceveva le stesse quote degli altri".
"Festa, respinsi preventivo da 48mila euro". Quanto all'ormai celebre "toga party", Fiorito non ci sta: "Sono l'unico a non esserci andato" e che a pagarlo "con soldi suoi" sia stato il consigliere regionale Carlo De Romanis "lo dite voi". "Vada a controllare i bilanci di un'associazione che si chiama 'Amici dei giovani del Ppe' e veda come hanno speso i soldi" rincara l'ex capogruppo Pdl, che poi ammette: "Io sicuramente ho finanziato quell'associazione e sono sicuro di quello che dico" e se in studio "ci chiamerà De Romanis lo saluteremo". Per quella festa, aggiunge Fiorito, "che all'inizio doveva tenersi a Cinecittà, mi era arrivato un preventivo di 48mila euro proprio dagli studi, che io ho respinto. E' la stessa festa che andava fatta, a quel costo, a Cinecittà".
"Vacanza da 29mila euro? Reo confesso". La vacanza da 29 mila euro in Sardegna "era fuori dalle righe, uno schiaffo alla miseria. Di questo sono reo confesso". Fiorito ha ricostruito la vicenda del suo soggiorno estivo. Deluso dagli esiti della campagna elettorale, Fiorito è andato a fare due settimane di vacanza, ma trovandosi con la propria carta di credito personale scoperta avrebbe chiamato il suo capo segreteria chiedendogli di anticipargli i soldi con la promessa di restituirli non appena di nuovo a Roma. "Ho rimesso 30 mila euro - dice Fiorito - e ho portato in Procura la ricevuta della banca e il faldone con le spese. La mia colpa è aver gestito una mole di soldi non dignitosa in un momento di crisi come questo, e quindi per l'opinione pubblica sarò sempre colpevole".
Taormina: "Il peculato è dell'ufficio di presidenza". Interviene Carlo Taormina. "Al Consiglio Regionale del Lazio - spiega il difensore di Fiorito - esiste un ufficio di presidenza che stabilisce che 20 milioni di euro l'anno vadano spartiti tra i gruppi. Il vero peculato è quello dell'ufficio di presidenza, guidato dal presidente Abbruzzese e in cui sono rappresentati tutti i partiti".
"Colosimo, giovane e dinamica". Per Chiara Colosimo, subentratagli nel ruolo di capogruppo, Fiorito spende parole di stima. "E' la ragazza più giovane e dinamica che c'è. E' un'ottima ragazza ed era già presidente di una commissione". Quanto al filmato che vede la Colosimo parlare sullo sfondo di un poster che ritrae un esponente romeno dell'estrema destra, "di foto come quelle, tra chi ha militato nel Msi, ne troverete molte, anche tra le mie".
"Destra delusa? Fini prima di me". Nel corso della puntata, Fiorito cerca di indirizzare l'amarezza e il malcontento dei vecchi militanti della destra verso "altri personaggi", tirando in ballo il presidente della Camera e leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini. "In questo senso ha provveduto prima di me", replica Fiorito, entrato in politica con l'Msi e poi passato per An, alla domanda se non ritenga di aver deluso chi ha fatto per anni politica in quelle formazioni politiche. "Oggi comunque difficilmente troverete un militante che affigge manifesti gratuitamente: c'è un sistema politico militarizzato economicamente e in cui servono risorse per competere".