Corruzione, scontro sulla fiducia
Severino: "prematuro parlarne"
Bersani (Pd) chiede che il governo vi ricorra per la rapida approvazione del ddl anticorruzione, ma il ministro della Giustizia frena. Pdl: "non necessaria". E presenta l'emendamento anti-Batman, che prevede il carcere da 2 a 6 anni per il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che usa contributi pubblici indebitamente per fini diversi. Rispunta anche la norma "salva-Ruby"
ROMA - Sul ddl anti-corruzione Pierluigi Bersani chiede che il governo metta la fiducia, ma il ministro della Giustizia Paola Severino frena: "é prematuro parlarne", dice. Intanto il Pdl ha presentato al Senato un emendamento "anti-Batman", che prevede il carcere da due a sei anni per il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che utilizza contributi politici "indebitamente per finalità diverse o se ne appropria".
Secondo il segretario del Pd, il governo ha gli strumenti per condurre in porto il ddl anti-corruzione. "Si è capito chi non lo vuole, bisogna vedere se il sistema si arrende, io spero di no", dice Bersani. E ai giornalisti che gli chiedono se si dovrebbe ricorrere alla fiducia, risponde nettamente con un sì, aggiungendo che la fiducia "è stata usata anche per cose di minor rilievo".
Il ministro Paola Severino però frena: "parlare di fiducia è prem…
Secondo il segretario del Pd, il governo ha gli strumenti per condurre in porto il ddl anti-corruzione. "Si è capito chi non lo vuole, bisogna vedere se il sistema si arrende, io spero di no", dice Bersani. E ai giornalisti che gli chiedono se si dovrebbe ricorrere alla fiducia, risponde nettamente con un sì, aggiungendo che la fiducia "è stata usata anche per cose di minor rilievo".
Il ministro Paola Severino però frena: "parlare di fiducia è prem…
ROMA - Sul ddl anti-corruzione Pierluigi Bersani chiede che il governo metta la fiducia, ma il ministro della Giustizia Paola Severino frena: "é prematuro parlarne", dice. Intanto il Pdl ha presentato al Senato un emendamento "anti-Batman", che prevede il carcere da due a sei anni per il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che utilizza contributi politici "indebitamente per finalità diverse o se ne appropria".
Secondo il segretario del Pd, il governo ha gli strumenti per condurre in porto il ddl anti-corruzione. "Si è capito chi non lo vuole, bisogna vedere se il sistema si arrende, io spero di no", dice Bersani. E ai giornalisti che gli chiedono se si dovrebbe ricorrere alla fiducia, risponde nettamente con un sì, aggiungendo che la fiducia "è stata usata anche per cose di minor rilievo".
Il ministro Paola Severino però frena: "parlare di fiducia è prematuro", dice. E aggiunge: "la prossima settimana lavoreremo molto intensamente e spero molto proficuamente in Commissione".
La prospettiva della fiducia non entusiasma il Pdl. Filippo Berselli, presidente della Commissione giustizia a Palazzo Madama, sostiene che "entro il 15 ottobre il ddl anticorruzione sarà in aula del Senato così da passare il testo in quarta lettura alla Camera", dice Filippo Berselli del Pdl. L'iter prosegue velocemente e secondo Berselli, è "non c'e alcun motivo per porre la fiducia".
Riguardo all'emendamento presentato dal suo partito per colpire amministratori come 'er batman', ovvero Franco Fiorito, l'ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio travolto dallo scandalo politico-giudiziario, il testo prevede che "il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che avendo ottenuto per ragioni del proprio ufficio o servizio contributi pubblici o altre erogazioni dello stesso tipo comunque denominate, destinati allo svolgimento della propria attività, li utilizza indebitamente per finalità diverse o se ne appropria, è punito con la reclusione da due a sei anni".
Pur convinti della sua utilità, democratici e centristi sono convinti che la norma non sia altro che un escamotage del Pdl per far sì che sul testo dell'anticorruzione non venga posta la fiducia. L'Idv, con il proprio responsabile Giustizia, Luigi Li Gotti, li invita a non "cedere alle lusinghe" del Pdl che dietro la "propaganda" nasconderebbe una trappola.
Gli emendamenti presentati al ddl al Senato sono in tutto 124: la maggior parte arrivano dal Pdl (52), mentre il Pd ne ha deposiati 41, ma fa sapere di essere disponibile a ritirarli se verrà approvato il testo uscito dalla Camera senza modifiche. Tra le modifiche proposte dal Pd c'è il ritorno della pena per la concussione per induzione (è il caso dell'ex presidente del Consiglio ma anche dell'esponente Pd Filippo Penati, convolto nella vicenda del cosiddetto 'sistema Sesto') alla pena della concussione per costrizione, cioè 12 anni.
L'Udc ha ritirato i suoi emendamenti, per evitare qualsiasi manovra dilatoria. "Se il governo porrà la fiducia siamo disponibili a votarla senza condizioni. Ogni rinvio sarebbe inammissibile", dichiara Pier Ferdinando Casini.
In un'intervista al Messaggero, Gaetano Quagliariello ha detto che il Pdl non farà ostruzionismo sul ddl, ma chiede che i reati siano definiti con certezza. "Nessuno di noi - sottolinea il vicepresidente dei senatori Pdl- ha intenzione di mettere in atto strumenti ostruzionistici". Ma, aggiunge, "non possiamo accettare la logica della scatola chiusa nè possiamo accettare errori. Serve che i reati siano ben configurati e che lo Stato di diritto non abbia violazioni nè incertezze".
A complicare l'iter del ddl, e ad alzare probabilmente anche il livello di scontro tra i partiti rendendo vane le speranze di chiudere tutto in fretta, spunta, fra quelli a firma del Pdl, un altro contestato emendamento: si tratta della norma 'salva-Ruby' che prevede che ci sia concussione solo dietro scambio di denaro e non dietro scambio di altra utilità. Il testo, questa volta, è a firma dei senatori del Pdl Maria Alessandra Gallone e Luigi Compagna ed è identico a quello che era stato presentato a Montecitorio dal collega di partito Francesco Paolo Sisto.
Secondo il segretario del Pd, il governo ha gli strumenti per condurre in porto il ddl anti-corruzione. "Si è capito chi non lo vuole, bisogna vedere se il sistema si arrende, io spero di no", dice Bersani. E ai giornalisti che gli chiedono se si dovrebbe ricorrere alla fiducia, risponde nettamente con un sì, aggiungendo che la fiducia "è stata usata anche per cose di minor rilievo".
Il ministro Paola Severino però frena: "parlare di fiducia è prematuro", dice. E aggiunge: "la prossima settimana lavoreremo molto intensamente e spero molto proficuamente in Commissione".
La prospettiva della fiducia non entusiasma il Pdl. Filippo Berselli, presidente della Commissione giustizia a Palazzo Madama, sostiene che "entro il 15 ottobre il ddl anticorruzione sarà in aula del Senato così da passare il testo in quarta lettura alla Camera", dice Filippo Berselli del Pdl. L'iter prosegue velocemente e secondo Berselli, è "non c'e alcun motivo per porre la fiducia".
Riguardo all'emendamento presentato dal suo partito per colpire amministratori come 'er batman', ovvero Franco Fiorito, l'ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio travolto dallo scandalo politico-giudiziario, il testo prevede che "il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che avendo ottenuto per ragioni del proprio ufficio o servizio contributi pubblici o altre erogazioni dello stesso tipo comunque denominate, destinati allo svolgimento della propria attività, li utilizza indebitamente per finalità diverse o se ne appropria, è punito con la reclusione da due a sei anni".
Pur convinti della sua utilità, democratici e centristi sono convinti che la norma non sia altro che un escamotage del Pdl per far sì che sul testo dell'anticorruzione non venga posta la fiducia. L'Idv, con il proprio responsabile Giustizia, Luigi Li Gotti, li invita a non "cedere alle lusinghe" del Pdl che dietro la "propaganda" nasconderebbe una trappola.
Gli emendamenti presentati al ddl al Senato sono in tutto 124: la maggior parte arrivano dal Pdl (52), mentre il Pd ne ha deposiati 41, ma fa sapere di essere disponibile a ritirarli se verrà approvato il testo uscito dalla Camera senza modifiche. Tra le modifiche proposte dal Pd c'è il ritorno della pena per la concussione per induzione (è il caso dell'ex presidente del Consiglio ma anche dell'esponente Pd Filippo Penati, convolto nella vicenda del cosiddetto 'sistema Sesto') alla pena della concussione per costrizione, cioè 12 anni.
L'Udc ha ritirato i suoi emendamenti, per evitare qualsiasi manovra dilatoria. "Se il governo porrà la fiducia siamo disponibili a votarla senza condizioni. Ogni rinvio sarebbe inammissibile", dichiara Pier Ferdinando Casini.
In un'intervista al Messaggero, Gaetano Quagliariello ha detto che il Pdl non farà ostruzionismo sul ddl, ma chiede che i reati siano definiti con certezza. "Nessuno di noi - sottolinea il vicepresidente dei senatori Pdl- ha intenzione di mettere in atto strumenti ostruzionistici". Ma, aggiunge, "non possiamo accettare la logica della scatola chiusa nè possiamo accettare errori. Serve che i reati siano ben configurati e che lo Stato di diritto non abbia violazioni nè incertezze".
A complicare l'iter del ddl, e ad alzare probabilmente anche il livello di scontro tra i partiti rendendo vane le speranze di chiudere tutto in fretta, spunta, fra quelli a firma del Pdl, un altro contestato emendamento: si tratta della norma 'salva-Ruby' che prevede che ci sia concussione solo dietro scambio di denaro e non dietro scambio di altra utilità. Il testo, questa volta, è a firma dei senatori del Pdl Maria Alessandra Gallone e Luigi Compagna ed è identico a quello che era stato presentato a Montecitorio dal collega di partito Francesco Paolo Sisto.