ROMA - Da parte dell'esecutivo c'è "l'impegno a prendere seriamente in considerazione la richiesta di intervenire contro il voto di scambio". A dirlo è il ministro della Giustizia, Paola Severino, escludendo l'inserimento della riforma del reato nel ddl anticorruzione, oggi in discussione al Senato. "Magari con un decreto legge - spiega -, non lo so, non ci ho ancora pensato, ma potrei proporlo e concordarlo con il governo". Proprio nei giorni scorsi il Pd e l'Idv avevano chiesto una norma in tal senso, specificando che si estendesse la tipologia di reato anche quando la contropartita al voto non è il denaro. Il Guardasigilli non ha ancora detto se il governo metterà la fiducia, ma l'obiettivo è approvare il testo a palazzo Madama entro la settimana. Rimane il nodo sui magistrati fuori ruolo, per cui si ipotizza lo stralcio.
Voto di scambio. Su questo reato la Severino dice che "apparentemente sembra semplice allargare" la fattispecie, prevedendo che il prezzo siano le utilità e non per forza i soldi. Ma "quando uno pensa - aggiunge il ministro - non ai casi di scuola, bensì alla realtà", la riforma appare "più difficile". Insomma non è detto che il mafioso sia di immediata riconoscibilità e si potrebbe prospettare formalmente una proposta lecita. La Severino spiega di non aver trovato una formula che la tranquilizzi "sotto il profilo del garantismo". Enunciare una proposta è più facile che "costruire una norma - aggiunge l'inquilina di via Arenula - che consenta di selezionare fatti tipici". Riguardo le tempistiche della riforma del reato, la Severino si augura di farla passare entro le prossime elezioni politiche. "Speriamo di poterlo fare - dice -, mi sembra che il Paese lo chiede", ma ribadisce il suo no ad interventi fatti "sull'onda dell'emotività".
Falso in bilancio. Il Guardasigilli afferma che in Parlamento ci sono "progetti pendenti che riguardano la revisione dei reati societari: sono progetti seri e importanti sui quali il tema dell'urgenza è condiviso". E sull'ipotesi che il falso in bilancio venga inserito nel ddl in discussione al Senato, la Severino ribadisce che "il problema è non fermare altri provvedimenti che stanno andando a compimento e che, se si affollano troppo, si fermano".
Magistrati fuori ruolo. Sulla questione, nell'articolo 18 del ddl, ancora non si è trovato l'accordo. Il ministro spiega che "non c'è un problema politico ed è una norma che vorremmo portare con una soluzione adeguata: se non la si trova resta anche l'ipotesi stralcio". La Severino aggiunge che "non c'è alcuna intenzione di creare delle categorie di privilegiati".
Maroni. Il segretario della Lega nord si dice d'accordo "nell'approvare il ddl anticorruzione in fretta, e le condizioni ci sono". Maroni aggiunge che "può non bastare e quindi servono controlli interni ai partiti. Anche alla base".
Voto di scambio. Su questo reato la Severino dice che "apparentemente sembra semplice allargare" la fattispecie, prevedendo che il prezzo siano le utilità e non per forza i soldi. Ma "quando uno pensa - aggiunge il ministro - non ai casi di scuola, bensì alla realtà", la riforma appare "più difficile". Insomma non è detto che il mafioso sia di immediata riconoscibilità e si potrebbe prospettare formalmente una proposta lecita. La Severino spiega di non aver trovato una formula che la tranquilizzi "sotto il profilo del garantismo". Enunciare una proposta è più facile che "costruire una norma - aggiunge l'inquilina di via Arenula - che consenta di selezionare fatti tipici". Riguardo le tempistiche della riforma del reato, la Severino si augura di farla passare entro le prossime elezioni politiche. "Speriamo di poterlo fare - dice -, mi sembra che il Paese lo chiede", ma ribadisce il suo no ad interventi fatti "sull'onda dell'emotività".
Falso in bilancio. Il Guardasigilli afferma che in Parlamento ci sono "progetti pendenti che riguardano la revisione dei reati societari: sono progetti seri e importanti sui quali il tema dell'urgenza è condiviso". E sull'ipotesi che il falso in bilancio venga inserito nel ddl in discussione al Senato, la Severino ribadisce che "il problema è non fermare altri provvedimenti che stanno andando a compimento e che, se si affollano troppo, si fermano".
Magistrati fuori ruolo. Sulla questione, nell'articolo 18 del ddl, ancora non si è trovato l'accordo. Il ministro spiega che "non c'è un problema politico ed è una norma che vorremmo portare con una soluzione adeguata: se non la si trova resta anche l'ipotesi stralcio". La Severino aggiunge che "non c'è alcuna intenzione di creare delle categorie di privilegiati".
Maroni. Il segretario della Lega nord si dice d'accordo "nell'approvare il ddl anticorruzione in fretta, e le condizioni ci sono". Maroni aggiunge che "può non bastare e quindi servono controlli interni ai partiti. Anche alla base".