E' una legge che mette di fatto un bavaglio alla stampa in Italia. Una "legge-vendetta", l'ha definita Francesco Merlo su Repubblica "per punire la livera stampa" approfittando del caso Sallusti. E in questo clima arriva la denuncia della associazione "Articolo 21", che da giorni sta conducendo una battaglia contro uno specifico emendamento che blocca le inchieste giornalistiche. L'emendamento "ammazza-Gabanelli". E oggi - dununciano - il sito è stato attaccato e messo fuori servizio. Questo impedisce di proseguire nella raccolta delle firmne all'appello per fermare l'emendamento.
In sostanza - denunciano - se la legge sulla diffamazione venisse approvata così come si sta definendo, il giornalista che fa inchieste o articoli sgraditi dovrà rispondere di tasca propria a querele che - economicamente - non potrà mai sostenere.
In meno di 48 ore l'appello on line ha incassato oltre 10mila firme ma succede l'imprevisto: il sito viene bloccato, il testo dell'appello diventa irraggiungibile. E per i promotori non è un puro guasto tecnico ma c'è di peggio: "Il sito internet di Articolo21 è fuori servizio per un duplice problema: tecnico e vandalico. Abbiamo subito numerosi attacchi hacker".
In sostanza - denunciano - se la legge sulla diffamazione venisse approvata così come si sta definendo, il giornalista che fa inchieste o articoli sgraditi dovrà rispondere di tasca propria a querele che - economicamente - non potrà mai sostenere.
In meno di 48 ore l'appello on line ha incassato oltre 10mila firme ma succede l'imprevisto: il sito viene bloccato, il testo dell'appello diventa irraggiungibile. E per i promotori non è un puro guasto tecnico ma c'è di peggio: "Il sito internet di Articolo21 è fuori servizio per un duplice problema: tecnico e vandalico. Abbiamo subito numerosi attacchi hacker".