ROMA - Si rafforza il pressing dei centristi per riportare Mario Monti a Palazzo Chigi. "La società civile si deve organizzare perché Monti resti presidente del Consiglio. E' lo stesso obiettivo di Casini e mio. Credo che oggi Montezemolo chiamerà alla causa anche la politica responsabile", ribadisce il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano Il Piccolo.
E dal leader dell'Udc arriva la conferma. Come un anno fa "oggi deve essere ancora la politica dopo le elezioni, col suffragio degli elettori, a richiamare Monti" per continuare a governare, sostiene Casini, secondo il quale rispetto all'attuale premier non c'è "alternativa alla sua affidabilità e credibilità...". "Noi lavoriamo - precisa ancora - perché alle prossime elezioni politiche Monti sia richiamato in servizio permanente ed effettivo dalla politica stessa e sia investito dalla gente della possibilità di continuare a lavorare".
Un'ambizione, quella di Fli e Udc, che potrebbe sicuramente avvantaggiarsi delle ultime modifiche alla legge elettorale approvate dal Senato, con l'introduzione di un premio di maggioranza solo per la coalizione che alle elezioni raccoglie oltre il 42%. Una riforma che il Pd ribadisce però voler cambiare ad ogni costo. "A proposito della legge elettorale abbiamo le nostre cose da dire", ha ricordato il segretario Pierluigi Bersani. "Siam venuti via dal doppio turno di collegio - ha precisato - che è la nostra proposta, siamo venuti via da altri punti di mediazione. Ecco, adesso, su un punto però ci fermiamo e cioè quella sera il mondo deve capire che può esserci un Governo in Italia e non lo diciamo per il Pd, prima di tutto per l'Italia. Quindi- ha concluso Bersani - ci si aspetti che su quel punto noi si sia molto fermi".
L'ipotesi di un Monti bis lascia tiepido anche Angelino Alfano. "Per fare un governo politico occorre candidarsi alle elezioni e avere la maggioranza, credo sia un esercizio inutile e, per certi versi, nocivo interpretare il pensiero di Mario Monti: crediamo che una parola in questo senso debba dirla lui, senza che altri si ergano a suoi interpreti o portavoce", afferma il segretario del Pdl.
E dal leader dell'Udc arriva la conferma. Come un anno fa "oggi deve essere ancora la politica dopo le elezioni, col suffragio degli elettori, a richiamare Monti" per continuare a governare, sostiene Casini, secondo il quale rispetto all'attuale premier non c'è "alternativa alla sua affidabilità e credibilità...". "Noi lavoriamo - precisa ancora - perché alle prossime elezioni politiche Monti sia richiamato in servizio permanente ed effettivo dalla politica stessa e sia investito dalla gente della possibilità di continuare a lavorare".
Un'ambizione, quella di Fli e Udc, che potrebbe sicuramente avvantaggiarsi delle ultime modifiche alla legge elettorale approvate dal Senato, con l'introduzione di un premio di maggioranza solo per la coalizione che alle elezioni raccoglie oltre il 42%. Una riforma che il Pd ribadisce però voler cambiare ad ogni costo. "A proposito della legge elettorale abbiamo le nostre cose da dire", ha ricordato il segretario Pierluigi Bersani. "Siam venuti via dal doppio turno di collegio - ha precisato - che è la nostra proposta, siamo venuti via da altri punti di mediazione. Ecco, adesso, su un punto però ci fermiamo e cioè quella sera il mondo deve capire che può esserci un Governo in Italia e non lo diciamo per il Pd, prima di tutto per l'Italia. Quindi- ha concluso Bersani - ci si aspetti che su quel punto noi si sia molto fermi".
L'ipotesi di un Monti bis lascia tiepido anche Angelino Alfano. "Per fare un governo politico occorre candidarsi alle elezioni e avere la maggioranza, credo sia un esercizio inutile e, per certi versi, nocivo interpretare il pensiero di Mario Monti: crediamo che una parola in questo senso debba dirla lui, senza che altri si ergano a suoi interpreti o portavoce", afferma il segretario del Pdl.