Politica

PALAZZO MADAMA

Legge elettorale, nuovo lodo Calderoli
"Maggioranza al massimo col 54 per cento"

Il bonus sarebbe unico con tre scaglioni. Se nessun partito o coalizione consegue almeno il 25 per cento del totale dei voti validi, i seggi si ripartiscono in maniera proporzionale. La proposta sarà esaminata dalle forze politiche in commissione Affari Costituzionali al Senato. Schifani: "Si trovi la più ampia condivisione". Bersani: "Il centrodestra ci dica cosa vuole fare". La discussione riprenderà lunedì prossimo

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ROMA - Sulla riforma del sistema di voto arriva il terzo lodo Calderoli, che prevede un premio di maggioranza unico con tre scaglioni. A chi lo ottiene andrebbe non più del 54 per cento dei seggi, mentre ora è previsto il 55 per cento. Qualora una lista superasse anche abbondantemente quota 40 per cento, non otterrebbe più di 340 seggi. Il padre del Porcellum ha depositato in commissione Affari Costituzionali del Senato la sua ultima proposta di mediazione sulla legge elettorale. Che ora è al vaglio di Pdl e Pd. La discussione riprenderà lunedì prossimo.

Il testo del senatore della Lega recita: "Alla lista o alla coalizione di liste che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito nazionale espressi per le liste ammesse al riparto dei seggi, è attribuito un premio articolato secondo i seguenti risultati: a chi prende non meno del 30 per cento e non più del 35 per cento andrà un premio del 22.5 per cento; a chi prende più del 35 per cento e non più del 40 per cento andrà un bonus del  27.5 per cento; chi ottiene più del 40 per cento avrà un premio del 35 per cento. In questo ultimo caso il premio torna a essere un vero e proprio premio di governabilità".

In ogni caso ci sarà un tetto al premio: a chi lo ha conseguito non potrà andare un numero di seggi superiore a 340, scendendo. Dunque chi vince prenderebbe il 54 per cento dei posti alla Camera e non il 55 per cento. Il bonus non è attribuito nel caso si ottengano più di 340 seggi. Inoltre, se nessuna lista o coalizione di liste ha conseguito "almeno il 25 per cento del totale dei voti validi, tutti i seggi vengono ripartiti in maniera proporzionale".

La proposta Pd: soglia al 40 e premio al 30. Soglia al 40 per cento dei voti oltre la quale chi vince incassa il 35 per cento in più dei seggi conseguiti come premio di maggioranza. Se nessuno supera la soglia alla sola prima lista va il 25 per cento dei seggi conseguiti se si attesta tra il 20  per cento e il 30 per cento, o del 30 per cento dei seggi se è tra il 30 per cento e il 40 per cento. È quanto prevede un sub-emendamento a firma di Anna Finocchiaro, Luigi Zanda e Carlo Vizzini, del Pd, all'ultima proposta sulla legge elettorale di Roberto Calderoli.

Schifani. Intanto il presidente del Senato, Renato Schifani, punta su un accordo tra i partiti sul testo: "Io fortemente auspico - ha detto - e lavoro perché in Parlamento si trovi la più ampia condivisione possibile sulla legge elettorale perché le regole vanno scritte a più mani e non a singole mani". E ha aggiunto: "Il simulacro del voto è sintomo di una sana e corretta democrazia ma quello che mi sta a cuore è che i cittadini possano sentirsi rappresentati dai loro eletti".

Bersani. Pier Luigi Bersani ha invitato il centrodestra alla chiarezza su che tipo di riforma della legge elettorale vuole. "Non ho ancora capito il centrodestra cosa voglia fare - ha detto -, leggo ogni giorno cose mai viste in provvedimenti parlamentari o discusse nelle sedi proprie. Non possiamo sempre scoprire il mattino dopo cosa vogliono". Il segretario del Pd ha poi continuato: "Ci dicano cosa vogliono e dove vogliono arrivare, i passi toccano a loro". Finora, ha assicurato Bersani, "siamo stati i più disponibili e flessibili di tutti". Il leader del pd ha poi spiegato: "Abbiamo rinunciato a malincuore alla nostra proposta principale che è il doppio turno di collegio, ma la prossima legislatura ci torneremo su".
 
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