Politica

Videoforum, Letta guarda all'intesa con Monti:
"Dopo il voto un accordo ci dovrà essere"

Il vicesegretario democratico interviene a Repubblica Tv: "Con il Professore abbiamo già fatto un tratto di strada importante, il Pd è in vantaggio ma dobbiamo continuare a giocare all'attacco, con le primarie diamo la possibilità agli elettori di scegliere un terzo del Parlamento"

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ROMA - "Se Monti si candidasse direttamente sarebbe un'incrinatura costituzionale, visto il suo ruolo di senatore a vita, diverso sarebbe il caso di un endorsement da parte di un gruppo liste a suo favore. Rispettiamo le decisioni presidente del Consiglio. Abbiamo fatto insieme un lungo tratto di strada e pensiamo sia stato un tratto importante. Noi oggi siamo in campo con Bersani candidato premier, ma credo che una forma di continuazione di questa collaborazione ci sarà, è interesse di tutti, le forme si vedranno dopo". Lo ha detto il vicesegretario del Pd Enrico Letta intervevendo al videoforum su Repubblica tv.

Distante da D'Alema. Rispondendo a una domanda del vicedirettore Massimo Giannini, Letta prende le distanze da Massimo D'Alema, che nei giorni scorsi aveva definito "moralmente discutibile" una candidatura di Monti in concorrenza con il Pd che lo ha sostentuto sin qui. "Non credo vada scomodata la categoria della moralità - risponde il numero due del Pd - Io sono d'accordo con Bersani. Siamo in una situazione asimmetrica. Noi Monti lo rispettiamo, Berlusconi invece lo insulta, ma per lui è una scelta coerente con le sue posizioni antieuropeiste e populiste. Questa è una campagna elettorale da giocare sapendo che dopo le elezioni ci dovrà essere una forma di collaborazione tra il centrosinistra e Mario Monti".

Come Guardiola. "Dobbiamo giocare all'attacco, come Sacchi e Guardiola - prosegue Letta parlando ancora della campagna elettorale - siamo in vantaggio, giochiamo ora la fase finale della partita, ma il nostro è un vantaggio che può svaporare se passiamo in difesa, dobbiamo mettere gli altri nell'angolo e occupare il campo di gioco. E' quello che stiamo facendo con le primarie per le liste del Parlamento".

L'orgoglio per le primarie. Su questo punto al vicesegretario arrivano molto domande dei lettori. La quantità di scelta riservata al segretario continua infatti a far storcere il naso a diversi sostenitori del Pd. "Se come mi auguro e credo vinceremo le lezioni, avremo 410-430 parlamentari - spiega Letta - Con le primarie sarà eletto quindi un terzo del parlamento italiano. E giusto però che venga soddisfatta l'esigenza di garantire la presenza dei piccoli partiti alleati, evitando la frammentazione delle liste. In secondo luogo è altrettanto legittimo che il segretario del Pd indichi i capolista della circoscrizione. In terzo luogo è giusto individuare delle personalità, come i nomi usciti in questi giorni, Da Baricco a Petrini, che sono molto positivi. L'opportunità che diamo agli elettori è una cosa clamorosa, un bagno di partecipazione e democrazia, che sarà difficile da gestire dopo, a livello di gruppi parlamentari".

Richiamo al Garante Tv. Se il vice del Pd insiste sulla necessità di giocare in attacco, in maniera molto offensiva si sta muovendo però anche Berlusconi, soprattutto con il suo "pressing mediatico". Letta è convinto però che si tratta di una situazione anomala, da fermare quanto prima. "Lo diremo con chiarezza all'autorità Garante - avverte - prima della par condicio non c'è il far west, le legge Frattini vieta espressamente che il proprietario di una tv occupi la sua emittente", dice il vicesegretario. "Quello di Berlusconi - insiste - è un tentativo disperato di salvare la cassaforte, ma non ha nessuna possibilità di incidere". Il problema vero, sottolinea Letta, più che la candidatura del Cavaliere è la crisi economica. "Lo diremo chiaramente che questi ultimi tredici mesi sono stati necessari per riparare i danni di quanto fatto prima", afferma.

Nessuna uscita dal Pd. Tornando alla candidatura di Monti, Letta esclude che questo possa portare all'uscita dei cosidetti "montiani" del partito, come Giuseppe Fioroni. "Non ci sono sirene che attraggono altrove, chi attrae ora è il Pd - assicura - non a caso i sondaggi ci danno incontinua crescita. Grazie alla sua capacità di essere largo, di porsi come pilastro della ricostruzione del Paese, Bersani è riuscito a creare un equilibrio molto ampio e ora abbiamo la fila davanti alla porta, vedo che si rifanno vive persone che avevamo perso di vista...".

Vendola, una soluzione.  La candidatura di Monti, segnalano alcune domande dei lettori, complicano il rapporto con Sel, ma Letta di mostra ottimista. "Non ho dubbio che con Vendola faremo l'agenda del futuro, lui non è problerma ma una parte della soluzione - replica - Sono fiducioso perché abbiamo preso un impegno pubblico ad applicare la regola della maggioranza per le decisioni più delicate. E' un rovesciamento radicale rispetto al passato. La coalizione metterà insieme i suoi parlamentari e sceglierà a maggioranza, vincolando tutti gli altri".

Parola d'ordine: redistribuire. Del resto il numero due del Pd assicura che il faro della futura azione di governo del centrosinstra sarà la redistribuzione dei redditi e dei sacrifici. "Gli italiani - dice - ci premiano nei sondaggi perché abbiamo dato un'indicazione chiara. I tre punti essenziali della nostra proposta sono la redistribuzione chiara dei sacrifici, politiche per il lavoro e la continuazione degli impegni europei. Senza questi ultimi nessuno compra il debito, l'interesse schizza in alto e non lo possiamo ripagare. Centrale è la riduzione delle tasse sul lavoro e del cuneo fiscale. Questa è la priorità della priorità : è inosostenibile e ha ricadute sulla precarietà e sul lavoro nero".
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