Politica

Matteoli contro Frattini, Monti divide il Pdl
critiche anche da Idv e Cgil: "Solo un narciso"

Le reazioni al discorso del premier confermano la frattura nel partito. Commenti positivi da Fli. Bersani: "Ascoltiamo le sue proposte con rispetto e attenzione". Ma perde quattro parlamentari "montiani" e Ichino

3 minuti di lettura
ROMA - E' anche nel tenore delle reazioni al discorso di Mario Monti che si può misurare la spaccatura che attraversa il Pdl. "Monti è stato molto equivoco sulle sue intenzioni politiche future, molto chiaro invece sulla sua contrapposizione a Berlusconi e al Pdl. Tanto basta ed avanza. Il Pdl con Silvio Berlusconi, candidato al Parlamento e a premier, costruirà un nuovo centrodestra per evitare al Paese un governo Bersani-Vendola o altre disarticolate disavventure", attacca con durezza Altero Matteoli. Diametralmente opposto il commento di Franco Frattini. "Esprimo grande apprezzamento per l'attività ed i risultati del governo Monti: riforme che sono servite innanzitutto all'Italia. Resto certo che il premier Monti sarà sicuro protagonista della scena istituzionale anche in futuro. Sosterrò i punti dell Agenda Italia", spiega l'ex ministro degli Esteri.

Per ascoltare la voce "ufficiale" del Pdl bisognerà aspettare il pomeriggio quando Silvio Berlusconi, dopo aver ripetutamente parlato in televisione, convocherà molto probabilmente una conferenza stampa di risposta al premier. Stando alle indiscrezioni, il Cavaliere ascoltando il presidente del Consiglio sarebbe andato su tutte le furie.

Cauta, sulla scia di quanto ripetuto nei giorni scorsi, la valutazione di Pierluigi Bersani. "Serve una maggioranza politica non più "strana" ma vera e coerente, saldamente europeista e saldamente riformatrice. Quanto ai temi di merito indicati da Monti, ci stiamo lavorando da anni con proposte precise in vista di una riscossa italiana fondata su moralità e lavoro", afferma il segretario del Pd. "Ascolteremo con grande attenzione e rispetto le proposte di Monti - aggiunge - sia laddove coincideranno con le nostre, sia laddove se ne allontaneranno. Quanto alle prospettive politiche, già da domani la parola passerà agli italiani".

Ma intanto quattro parlamentari del Pd, Benedetto Adragna, Lucio D'Ubaldo, Giampaolo Fogliardi e Flavio Pertoldi, lasciano il partito per aderire all'agenda Monti. Come spiega Adragna, senatore questore, "ci auguriamo un percorso comune con il Professore". Dal punto di vista personale il senatore aggiunge: "Con la fine della legislatura cessa il mio impegno nel Pd". In serata la dichiarazione di Pietro Ichino, che si dice pronto a candidarsi nella lista Monti.

QUI IL PEZZO SULL'EFFETTO MONTI NEL PD

L'entusiasmo di Frattini è condiviso da Italiafutura. "Condividiamo dalla prima all'ultima parola di quanto detto dal presidente Monti nella conferenza stampa di fine anno, sia nei contenuti sia nella forma. E' il discorso di un grande leader politico e di uno statista internazionale", sottolinea il portavoce della formazione capeggiata da Luca Cordero di Montezemolo. 

Dopo il lungo intervento del premier resta invece fortemente negativo il giudizio dell'Idv. "Ancora una volta monti si dimostra arrogante e pilatesco. Non si impegna direttamente ma non esclude che il suo nome venga usato da altri che condividano la sua agenda e dà la propria disponibilità, se richiesto, a guidare ancora il governo. Troppo facile e troppo semplice", accusa Antonio Borghesi, presidente dell'Idv alla Camera.

Al vetriolo il giudizio della Lega. "Monti: non mi candido, ma forse sì. Ha imparato da Casini e dai democristiani più falsoni della prima Repubblica", il segretario Roberto Maroni su twitter.

Tra le voci critiche anche quella della Cgil, più volte citata in maniera negativa dal presidente del Consiglio. "Bene le risposte a Berlusconi, chiarissimo sul suo futuro non certo a sostegno dei valori della sinistra e proprio per questo non una parola sulla povertà, sugli anziani, sul welfare, sui giovani, sull'uguaglianza, sulla giustizia sociale, nessuna autocritica sulla mancata equità e sui guasti provocati dalla riforma delle pensioni. Un capolavoro esagerato di narcisismo e una incitazione all'isolamento della Cgil mentre su Melfi ha fatto finta di non vedere la verità negli occhi degli operai", dice il segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone.

Nichi Vendola sceglie di rispondere in maniera diretta all'affermazione del premier secondo cui il leader di Sel sarebbe innovatore in materia ambientale, ma conservatore suo temi del lavoro. "Ringrazio Monti per la considerazione che ha sul carattere innovativo di alcune delle posizioni che io sostengo nel dibattito pubblico. Vorrei però rassicurarlo su ciò che più lo turba: nessuno di noi si batte per una prospettiva di regresso, né intende tornare indietro. Il punto al contrario è che è urgente andare avanti: nel senso di far guadagnare diritti alla società italiana. Penso non si possa credere che i diritti siano il segno di un mondo arcaico, un reperto archeologico", conclude.

Il magistrato Antonio Ingroia, ancora incerto sulla sua candidatura nella lista Arancione, chiude all'agenda Monti: "Non convince e non può  diventare il faro del prossimo esecutivo. Quella che serve è un'agenda di sviluppo, con al centro la questione del lavoro e la giustizia sociale. Gli italiani onesti, quelli che hanno un lavoro e quelli che non lo hanno, i giovani, i precari, i pensionati hanno già pagato un prezzo troppo alto. L'Italia ha bisogno di solidarietà e legalità contro le mafie e la corruzione. Voglio unire la società civile con la politica pulita, serve dare agli italiani una speranza e una reale alternativa di governo riformista e democratico".

 
I commenti dei lettori