ROMA - Il regolamento per l'attuazione della par condicio nella campagna per le elezioni politiche è stato approvato all'unanimità: "Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Angelo Marcello Cardani, ha approvato oggi, all'unanimità, il regolamento per l'attuazione della par condicio nella campagna per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Il provvedimento, che introduce alcune precisazioni rispetto alla bozza del 20 dicembre a seguito della consultazione con la commissione parlamentare di vigilanza sui servizi radiotelevisivi - si legge in una nota dell'Agcom - detta norme che si applicano alle emittenti radiotelevisive private e locali, alla stampa quotidiana periodica e ai sondaggi".
La par condicio In periodo elettorale si applica anche ai casi di personalità "non direttamente partecipanti alla competizione". Lo prescrive l'articolo 7 del regolamento approvato dall'Agcom, che si aggiorna alla luce del nuovo quadro politico, nel quale personalità come il senatore a vita Mario Monti e il capo politico del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, pur non figurando nel novero di coloro che si candideranno direttamente al Parlamento, ricoprono ruoli di promozione di parte tali da dover essere inquadrati e regolamentati.
Taglia firme. Il senato ha convertito in legge, con voto a larga maggioranza per alzata di mano, il decreto legge sulle firme necessarie per la presentazione di liste elettorali da parte delle formazioni politiche non presenti in Parlamento. L'anticipazione della scadenza elettorale comporta la riduzione a un quarto (25%) delle firme necessarie rispetto alle norme di legge vigenti. Ne basteranno quindi trentamila per la presentazione di una lista elettorale di una forza oggi extraparlamentare. Una ulteriore riduzione del 60% è prevista per i partiti che - alla data di entrata in vigore del decreto - sono costituiti in gruppo parlamentare almeno in una delle Camere, come l'Udc. Unica posizione dal voto favorevole di tutti i gruppi, l'astensione annunciata dalla lega. La breve seduta è stata guidata dal presidente del Senato Renato Schifani.
Direttori e conduttori. I direttori responsabili dei programmi radiotelevisivi "nonché i loro conduttori e registi - si legge nell'articolo - sono tenuti a un comportamento corretto e imparziale nella gestione del programma così da non esercitare, neanche in forma surrettizia, influenze sulle libere scelte degli elettori. Essi devono assicurare in maniera particolarmente rigorosa condizioni oggettive di parità di trattamento, riscontrabili sui dati del monitoraggio del pluralismo e osservano ogni cautela volta a evitare che si determinino, anche indirettamente, situazioni di vantaggio o svantaggio per determinate forze politiche, considerando non solo le presenze e le posizioni dei candidati, ma anche le posizioni di contenuto politico espresse da soggetti e persone non direttamente partecipanti alla competizione elettorale".
Bersani: "Non farò dibattiti". Nel frattempo Pierluigi Bersani ha già fatto sapere che non andrà a 'Porta a porta' né a 'Unomattina' e invita la Rai a riempire lo spazio tv di cui avrebbe dovuto essere ospite, per fare servizi e inchieste. "La cosa più irritante - ha dichiarato il segretario Pd - dopo aver subito l'irritante invasione di Berlusconi in televisione, è sentirmi dire 'vabbé, ora vieni anche tu'.
"La cosa non può funzionare in questo modo. Cosa devo fare, devo andare in tv perché c'è andato Berlusconi? No, io non ci vado ma faccio una proposta: la Rai dedichi lo stesso tempo che secondo il bilancino sarebbe toccato a me, a trasmettere inchieste sulla situazione in Siria o sui dati dei Confindustria sul meridione. Alla Rai dico: il mio tempo lo utilizzi così, in questo modo, più Berlusconi va in tv, più volte si parlerà di problemi seri, con un moltiplicatore positivo. E' ora di finirla - ha concluso Bersani - con le pantomime".
Autorizzato trattamento dati primarie. Il garante per la privacy ha poi rinnovato le autorizzazioni al trattamento dei dati sensibili e giudiziari che saranno efficaci dal primo gennaio fino al 31 dicembre 2013. I provvedimenti riguardano i rapporti di lavoro, i dati sulla salute e la vita sessuale, le associazioni e le fondazioni, i liberi professionisti, le attività creditizie, assicurative, il settore turistico, l'elaborazione dei dati effettuata per conto terzi, gli investigatori privati e il trattamento dei dati di carattere giudiziario. In linea generale le autorizzazioni non recano significative modifiche rispetto a quelle in scadenza, ma vanno segnalate due novità. La prima riguarda lo svolgimento delle primarie. Il garante ha ritenuto opportuno esplicitare in via generale le indicazioni finora fornite in occasione di singole competizioni autorizzando, nell'ambito di quella riguardante gli organismi associativi e i partiti, anche il trattamento dei dati personali effettuato in occasioni delle operazioni connesse allo svolgimento delle elezioni primarie.
La seconda è relativa alla mediazione Civile. Nell'ambito delle autorizzazioni generali n. 5 (sul trattamento dei dati sensibili da parte di diverse categorie di titolari) e n. 7 (sul trattamento dei dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici) sono stati infatti contemplati anche i trattamenti di dati legati all'attività svolta dagli organismi di mediazione, già oggetto di due separate autorizzazioni ad hoc rilasciate dal garante al momento dell'entrata in vigore della nuova disciplina sulla conciliazione delle controversie civili e commerciali.
La par condicio In periodo elettorale si applica anche ai casi di personalità "non direttamente partecipanti alla competizione". Lo prescrive l'articolo 7 del regolamento approvato dall'Agcom, che si aggiorna alla luce del nuovo quadro politico, nel quale personalità come il senatore a vita Mario Monti e il capo politico del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, pur non figurando nel novero di coloro che si candideranno direttamente al Parlamento, ricoprono ruoli di promozione di parte tali da dover essere inquadrati e regolamentati.
Taglia firme. Il senato ha convertito in legge, con voto a larga maggioranza per alzata di mano, il decreto legge sulle firme necessarie per la presentazione di liste elettorali da parte delle formazioni politiche non presenti in Parlamento. L'anticipazione della scadenza elettorale comporta la riduzione a un quarto (25%) delle firme necessarie rispetto alle norme di legge vigenti. Ne basteranno quindi trentamila per la presentazione di una lista elettorale di una forza oggi extraparlamentare. Una ulteriore riduzione del 60% è prevista per i partiti che - alla data di entrata in vigore del decreto - sono costituiti in gruppo parlamentare almeno in una delle Camere, come l'Udc. Unica posizione dal voto favorevole di tutti i gruppi, l'astensione annunciata dalla lega. La breve seduta è stata guidata dal presidente del Senato Renato Schifani.
Direttori e conduttori. I direttori responsabili dei programmi radiotelevisivi "nonché i loro conduttori e registi - si legge nell'articolo - sono tenuti a un comportamento corretto e imparziale nella gestione del programma così da non esercitare, neanche in forma surrettizia, influenze sulle libere scelte degli elettori. Essi devono assicurare in maniera particolarmente rigorosa condizioni oggettive di parità di trattamento, riscontrabili sui dati del monitoraggio del pluralismo e osservano ogni cautela volta a evitare che si determinino, anche indirettamente, situazioni di vantaggio o svantaggio per determinate forze politiche, considerando non solo le presenze e le posizioni dei candidati, ma anche le posizioni di contenuto politico espresse da soggetti e persone non direttamente partecipanti alla competizione elettorale".
Bersani: "Non farò dibattiti". Nel frattempo Pierluigi Bersani ha già fatto sapere che non andrà a 'Porta a porta' né a 'Unomattina' e invita la Rai a riempire lo spazio tv di cui avrebbe dovuto essere ospite, per fare servizi e inchieste. "La cosa più irritante - ha dichiarato il segretario Pd - dopo aver subito l'irritante invasione di Berlusconi in televisione, è sentirmi dire 'vabbé, ora vieni anche tu'.
"La cosa non può funzionare in questo modo. Cosa devo fare, devo andare in tv perché c'è andato Berlusconi? No, io non ci vado ma faccio una proposta: la Rai dedichi lo stesso tempo che secondo il bilancino sarebbe toccato a me, a trasmettere inchieste sulla situazione in Siria o sui dati dei Confindustria sul meridione. Alla Rai dico: il mio tempo lo utilizzi così, in questo modo, più Berlusconi va in tv, più volte si parlerà di problemi seri, con un moltiplicatore positivo. E' ora di finirla - ha concluso Bersani - con le pantomime".
Autorizzato trattamento dati primarie. Il garante per la privacy ha poi rinnovato le autorizzazioni al trattamento dei dati sensibili e giudiziari che saranno efficaci dal primo gennaio fino al 31 dicembre 2013. I provvedimenti riguardano i rapporti di lavoro, i dati sulla salute e la vita sessuale, le associazioni e le fondazioni, i liberi professionisti, le attività creditizie, assicurative, il settore turistico, l'elaborazione dei dati effettuata per conto terzi, gli investigatori privati e il trattamento dei dati di carattere giudiziario. In linea generale le autorizzazioni non recano significative modifiche rispetto a quelle in scadenza, ma vanno segnalate due novità. La prima riguarda lo svolgimento delle primarie. Il garante ha ritenuto opportuno esplicitare in via generale le indicazioni finora fornite in occasione di singole competizioni autorizzando, nell'ambito di quella riguardante gli organismi associativi e i partiti, anche il trattamento dei dati personali effettuato in occasioni delle operazioni connesse allo svolgimento delle elezioni primarie.
La seconda è relativa alla mediazione Civile. Nell'ambito delle autorizzazioni generali n. 5 (sul trattamento dei dati sensibili da parte di diverse categorie di titolari) e n. 7 (sul trattamento dei dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici) sono stati infatti contemplati anche i trattamenti di dati legati all'attività svolta dagli organismi di mediazione, già oggetto di due separate autorizzazioni ad hoc rilasciate dal garante al momento dell'entrata in vigore della nuova disciplina sulla conciliazione delle controversie civili e commerciali.