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Berlusconi: "Via le tasse a chi assume.
e i contributi a carico dello Stato"

Il leader del Pdl a "Porta a Porta" rilancia la ricetta della deregulation generale: dai negozi all'edilizia, niente licenze. Sulla disoccupazione propone la formula delle "assunzioni in nero". Poi precisa: "Niente nozze gay, sono stato frainteso". "La Vezzali? Di Centa ha vinto di più"
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ROMA - "Visto che abbiamo 4 milioni di imprese, una delle cose che si può fare immediatamente è che se assumono almeno una persona in più con un contratto a tempo indeterminato, su questa persona non dovranno pagare i contributi previdenziali, che saranno a carico dello Stato, né le tasse per 3, 4 o 5 anni". Lo ha detto Silvio Berlusconi, spiegando che sarebbe come "se assumessero in nero". La nuova proposta elettorale del leader del Pdl arriva dall'ennesima serata in televisione, stavolta negli studi di "Porta a porta" dove Berlusconi ha anche annunciato che "è preponderante" in lui l'intenzione di candidarsi al Senato.

La ricetta di Berlusconi per favorire le assunzioni nasce dal dato della disoccupazione in Italia. "E' quantitativamente impressionante" ha detto Berlusconi, si tratta di una "situazione che bisogna completamente capovolgere andando nella direzione liberale" e "bisog…
ROMA - "Visto che abbiamo 4 milioni di imprese, una delle cose che si può fare immediatamente è che se assumono almeno una persona in più con un contratto a tempo indeterminato, su questa persona non dovranno pagare i contributi previdenziali, che saranno a carico dello Stato, né le tasse per 3, 4 o 5 anni". Lo ha detto Silvio Berlusconi, spiegando che sarebbe come "se assumessero in nero". La nuova proposta elettorale del leader del Pdl arriva dall'ennesima serata in televisione, stavolta negli studi di "Porta a porta" dove Berlusconi ha anche annunciato che "è preponderante" in lui l'intenzione di candidarsi al Senato.

La ricetta di Berlusconi per favorire le assunzioni nasce dal dato della disoccupazione in Italia. "E' quantitativamente impressionante" ha detto Berlusconi, si tratta di una "situazione che bisogna completamente capovolgere andando nella direzione liberale" e "bisogna arrivare con qualcosa di eccezionale". E su questa linea bisogna "togliere tutte le autorizzazioni che si devono chiedere per aprire negozi o imprese o avviare cantieri, e trasformarli in controlli successivi" ha spiegato Berlusconi.

"Chi farà queste costruzioni e aprirà i negozi sarà attento a fare le cose a regola d'arte", ha detto Berlusconi, che poi si è soffermato sul ritardo dei pagamenti alle imprese: "E' colpa dello Stato che, ad esempio, nella sanità, paga con un ritardo enorme, addirittura a 930 giorni. Chi paga più in fretta è la Lombardia, che paga le imprese a un anno. E' una spirale di ritardi che inquina la vita delle imprese che si vedono costrette a licenziare e lo Stato deve prendere atto di questa situazione".

Berlusconi è poi passato all'attacco del governo di Mario Monti, criticando anche i provvedimenti appoggiati nell'ultimo anno anche dal Pdl: "La situazione è grave. I lavoratori licenziati lo scorso anno ammontano a 600mila - ha detto - . Nell'ultimo anno di questo governo la situazione è peggiorata. La riforma Fornero ha reso più difficili le assunzioni dei lavoratori. Insomma, meno tasse su imprese e famiglie significa piu soldi per le casse dello Stato e più opportunità per i giovani e le aziende".

Il Cavaliere ha rincarato, parlando di un Monti "finto" a proposito della proposta fatta al Professore di unire i moderati. "Il Monti che abbiamo conosciuto noi era finto, faceva finta di fare il professore. Io lo volevo, non come capo dei moderati, ma come federatore dei moderati che sono la maggioranza in Italia. Su di lui mi sono ingannato".

Per questo, "a lavorare con Monti non ci penso proprio" ha concluso Berlusconi, "Monti non è da solo, ma con due compari che si chiamano Fini e Casini. Ho dovuto sopportarli, ma non sarei più in grado sapendo che opportunisti sono".

Sulle coppie di fatto, ha tenuto a fare una precisazione: "No, niente nozze gay. C'è stato un fraintendimento. Ho ricordato che abbiamo presentato un ddl a prima firma Giovanardi per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, anche quelle tra fratello e sorella, oppure parroco e perpetua".

A Porta a porta è accaduto anche che Bruno Vespa si sia ribellato a Berlusconi, cercando di impedirgli di ripetere, per l'ennesima volta, la litania dell'architettura istituzionale che va cambiata. Appena il Cavaliere è partito, Vespa lo ha stoppato dicendo: "Lei muove la bocca e la ripeto io perché la so a memoria". Ed è andata così, con Vespa a illustrare la teoria berlusconiana e il leader del Pdl che lo guardava con un sorriso tirato. Alla fine, Berlusconi ha chiesto un applauso per il conduttore.

Non è finita lì, perché appena l'ex premier ha ricominciato a dire che lui non è riuscito a portare a termine il suo programma perché non aveva la maggioranza, Vespa è sbottato: "Ma su, il 51% non glielo danno, ma siamo seri". Pronta replica del Cavaliere: "Mi basta il 40%, così ho il 55% in Parlamento e posso procedere a una riforma della Costituzione che mi permette di consegnare al premier i poteri delle altre democrazie occidentali".

A proposito delle riforme costituzionali, Berlusconi si è detto pronto a votarle anche d'intesa con il Pd. "E' qualcosa di molto difficile, ma se si mettessero a punto le riforme della costituzione, sia con un governo di centrodestra, sia di centrosinistra, e se Bersani condividesse queste riforme io darei l'assenso per votarle insieme".

Stuzzicato da Vespa sul fatto che Valentina Vezzali avrebbe preferito la lista Monti (nel 2008, nello stesso studio di 'Porta a porta' la campionessa disse a Berlusconi, sorridente: "Presidente, da lei mi farei toccare..."), Berlusconi ha detto: "Sono sicuro che se le avessi fatto la corte, avrebbe accettato una nostra offerta. La Vezzali è una ragazza molto seria, la conosco bene, sono convinto che se le avessi parlato avrebbe detto sì a noi". Poi è incorso in un errore 'sportivo' abbastanza clamoroso, aggiungendo: "Nel Pdl ci sono stati altri campioni come Manuela Di Centa, che, a dire la verità ha vinto anche più della Vezzali...".