✕

Monti apre a Bersani: "Basta equidistanza"

Il professore all'attacco delle "balle" di Berlusconi e del Pdl. Il partito del Cavaliere è considerato un avversario mentre il Pd un "competitor"
2 minuti di lettura
di ALBERTO D'ARGENIO
"VOLEVO fosse chiaro che tra Berlusconi e Bersani delle differenze ci sono, la nostra non può più essere una politica di equidistanza". Ai collaboratori che in Via Teulada lo attendono fuori dagli studi di Porta a Porta il premier spiega il senso dell'attacco al Cavaliere.

Le sparate di Berlusconi degli ultimi giorni, l'articolo scritto ieri da Brunetta sul Giornale con le "balle" di Monti sono andate oltre. "Le cose che dicono non stanno in piedi - è lo sfogo dell'ex rettore della Bocconi - abbiamo il dovere di dirlo agli italiani: il livello di guardia è stato superato". Anche perché Monti non manca di ricordare che chi ha governato più a lungo negli ultimi 20 anni è proprio Berlusconi e "nessuno crede più alle sue promesse mirabolanti".

Ma c'è un però. Che preoccupa non poco il premier e il suo staff. Uno dei suoi più stretti collaboratori la spie…
di ALBERTO D'ARGENIO
"VOLEVO fosse chiaro che tra Berlusconi e Bersani delle differenze ci sono, la nostra non può più essere una politica di equidistanza". Ai collaboratori che in Via Teulada lo attendono fuori dagli studi di Porta a Porta il premier spiega il senso dell'attacco al Cavaliere.

Le sparate di Berlusconi degli ultimi giorni, l'articolo scritto ieri da Brunetta sul Giornale con le "balle" di Monti sono andate oltre. "Le cose che dicono non stanno in piedi - è lo sfogo dell'ex rettore della Bocconi - abbiamo il dovere di dirlo agli italiani: il livello di guardia è stato superato". Anche perché Monti non manca di ricordare che chi ha governato più a lungo negli ultimi 20 anni è proprio Berlusconi e "nessuno crede più alle sue promesse mirabolanti".

Ma c'è un però. Che preoccupa non poco il premier e il suo staff. Uno dei suoi più stretti collaboratori la spiega così: "Alla volontà riformatrice di Berlusconi nessuno dà più credito, ma alla sua promessa di togliere l'Imu e alla favola che l'ha messa Monti - e non il governo del Cavaliere che l'ha promessa alla Ue - invece ci credono in molti, in tutti i ceti sociali". Dunque il senso dell'attacco di ieri è questo. "Un'operazione verità", la chiamano a Palazzo Chigi, basata sui contenuti per contrastare le "favole" berlusconiane.

Già, perché per i centristi "il Pdl è un avversario, mentre il Pd è un competitor". Una differenza non da poco. Come risulta evidente dal cambio impresso negli ultimi giorni alla strategia del premier. Monti non alza più i toni con Bersani. Non solo per marcare le differenze tra il segretario del Pd e Berlusconi, ma anche perché è convinto che "i voti li dobbiamo sottrarre soprattutto al centrodestra", spiega chi è in contatto quotidiano con lui. E su questo c'è una sorta di "gioco delle parti" con Casini concordato nel vertice di sabato scorso, al quale è invece stato lasciato il compito di attaccare le ali massimaliste del centrosinistra, da Vendola a Fassina. Nel tentativo di isolarli rispetto ai riformatori che in futuro potrebbero lavorare con i montiani.

Intanto la macchina elettorale del premier prende forma e dovrebbe essere pronta a correre a pieni giri già nei prossimi giorni. Primo, Monti non dovrebbe fare comizi. Si pensa semmai ad una manciata di "convention" di ispirazione americana dove parlare in pubblico. A Roma si ipotizza un appuntamento all'Auditorium. Formula che sarà ripetuta in altre tre o quattro città. L'offensiva mediatica si giocherà anche sui nuovi media.

Oltre a Twitter, che Monti usa da Natale, ci saranno anche Facebook e Youtube. Per questo nella squadra del Professore è arrivato il bocconiano Francesco Sacco, candidato alla Camera in Basilicata e specialista che ha già collaborato alla campagna di Renzi. Entrerà nel team di "comunicatori" guidato da Betti Olivi, portavoce di Monti, e Lelio Alfonso, ex collaboratore di Prodi passato per Rcs e ora di stanza a Italia Futura.

Uno staff che da domani avrà una nuova casa: un Media Center nuovo di zecca, il quartiere generale del comitato elettorale (gli uffici romani di Italia Futura usati fin qui sono troppo piccoli) che si troverà al terzo piano di un palazzo di Via del Corso, nel pieno centro di Roma a pochi passi da Chigi. Lì (il contratto d'affitto non è stato ancora firmato e per questo è già pronta un'alternativa a Trastevere) risiederanno gli spin doctor del Professore. Sarà il cuore pulsante della sua campagna elettorale. Sui contenuti il Professore ascolta molto anche gli alleati, come Casini e Riccardi, il suo staff di Palazzo Chigi a partire da Federico Toniato e le new entry arruolate nelle liste di Scelta Civica, da Mario Sechi, ex direttore de Il Tempo, a Ernesto Auci, ex direttore del Sole 24 Ore.

Squadra che ovviamente si dovrà coordinare con gli alleati, Udc e Fli, e che si avvarrà anche dell'aiuto di due agenzie specializzate. La Proforma, che cura anche la campagna elettorale di Vendola e che ha preparato i simboli di Scelta Civica. E la Hagakure, specializzata in nuovi media. Ma c'è spazio anche per i metodi tradizionali. I manifesti. Per ora solo con il simbolo e lo slogan "L'Italia che sale". Più avanti anche con il volto del premier. Ma i soldi per finanziare l'impresa sono pochi: per questo a giorni partirà una "trasparentissima", ci tengono a precisare i montiani, campagna per la raccolta dei fondi.