Politica

Scajola rinuncia alla candidatura:
"Non sopporto più esami di moralità"

L'ex ministro annuncia che non correrà per il Parlamento. Negli ultimi giorni frenetiche trattative per chiudere le liste Pdl: in molte regioni casi pendenti di politici coinvolti in vicende giudiziarie si sono intrecciate con le lotte di vertice. "I miei valori parlano per me: ho inanellato solo archiviazioni e mal di pancia"

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ROMA - "Per la dignità mia e della mia famiglia non sopporto più esami da parte di alcuno sulla mia moralità. Per queste ragioni ritiro la mia candidatura". Affida a un comunicato il suo "strappo" con il Pdl l'ex ministro Claudio Scajola finito nel mirino dell'operazione di "ripulitura" delle liste in vista delle prossime elezioni, in cui è caduto anche uno dei favoriti di Berlusconi, Marcello Dell'Utri. "I miei valori, la mia storia e il mio stile di vita parlano per me - continua Scajola - Con buona pace di qualunque arbitro. Per quel che concerne le mie 'vicende giudiziarie', tocca ricordare, nero su bianco, che Claudio Scajola ha inanellato solo archiviazioni, proscioglimenti e tanti mal di pancia".

Il riferimento è almeno tre procedimenti che hanno visto coinvolto l'ex ministro: la vicenda della casa vicino al Colosseo acquistata "a sua insaputa" (archiviata dalla Procura di Perugia dopo due anni di indagini), l'inchiesta condotta dal pm Woodcock su Finmeccanica e quella del porto d'Imperia (archiviata circa 10 giorni fa da parte della stessa Procura).
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