Politica

Berlusconi: "Cosentino faccia passo indietro".
E candida Minzolini

Il leader Pdl, a SkyTg24, afferma di aver chiesto un 'atto di generosità' sulla rinuncia alla candidatura a persone "perseguitate dai giudici". Alfonso Papa respinge l'invito: "Non intendo ritirarmi, il Cavaliere si assuma la responsabilità morale e storica della svolta giustizialista"

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ROMA -  "Abbiamo chiesto a Cosentino di fare un atto di generosità" e non candidarsi, "sono richieste che ci fanno stare male perché sono persone perseguitate dai giudici", "su di lui non c'è nulla", in ogni caso "è sub judice". Silvio Berlusconi, durante l'Intervista su SkyTg24 ha detto che il Pdl ha chiesto a Cosentino un passo indietro in merito alla candidatura, ma non c'è ancora una parola definitiva. La scelta, sottolinea il Cavaliere, è difficile, "perché sono persone che stimiamo, questa è la patologia della nostra democrazia. Abbiamo una magistratura frequentata da persone che troppo spesso non hanno rispetto della dignità e libertà degli uomini, il 50% degli accusati viene poi trovata innocente", ha detto il leader del Pdl. Su "Cosentino non c'è nulla, siccome ho la mia esperienza di anni a Milano con situazioni che non esistono e tendo a pensare che anche per queste persone ci sia la stessa cosa". Poi ha confermato che non saranno candidati Marco Milanese e Alfonso Papa: "Dell'Utri e Scajola non saranno candidati e probabilmente anche Milanese e Papa", ha detto.

In serata, trapela un colpo a sorpresa. L'ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini sarà candidato in Liguria in seconda posizione, dopo Silvio Berlusconi.

La dittatura dei magistrati. "Questo Paese oggi non è una piena democrazia, siamo in una dittatura dei magistrati che hanno un potere senza pari - attacca ancora una volta il Cavaliere -. Sono onnipotenti e nessuno li può tenere sotto controllo, possono fare di una persona quello che vogliono, è una cosa che noi dobbiamo eliminare. Questo vale per persone che non possono candidarsi perché hanno una accusa da parte di questi magistrati - ha concluso - che il circuito giudiziario mediatico induce a ritenere vere. Ingroia si è dichiarato rivoluzionario di sinistra e ha condotto indagine delicatissime sul rapporto Stato mafia".

Le reazioni degli esclusi. La difesa morale del Cavaliere, però, non basta ai diretti interessati. Cosentino resiste, ma non dichiara: parla invece, e chiaramente, Alfonso Papa: "Non intendo ritirare la mia candidatura. Com'è noto al Presidente Berlusconi la mia ferma volontà di portare avanti la battaglia per un sistema carcerario rispettoso della dignità umana e per una riforma organica della giustizia nasce dalla mia esperienza e dal desiderio di dare voce ai troppi che soffrono. Mi era stato chiesto di proseguire nel mio lavoro e così ho fatto - aggiunge Papa - . Se il presidente Berlusconi intenderà far prevalere una linea giustizialista, io ne prenderò atto - conclude - . Mi sembra però inderogabile la necessità che sia Silvio Berlusconi e solo lui ad assumersi una tale responsabilità di tipo politico, culturale e storico".

Il destino di Coronella.
Legato al caso Cosentino sembra il destino del senatore Gennaro Coronella che lamenta di non aver, a poche ore dalla presentazione delle liste, ricevuto alcuna comunicazione sulla sua candidatura. Coronella sottolinea di non aver mai ricevuto un avviso di garanzia pur rappresentando il collegio di Casal di Principe e dunque arriva alla conclusione che forse proprio questo fatto abbia spinto la direzione regionale Pdl a considerarlo "un politico irrilevante": "Non ho altro a cui pensare - conclude Coronella - dal momento che l'unico motivo ostativo alla mia presenza in lista è il veto posto sul mio nome dal senatore Nitto Palma e dal mio illustre concittadino, on. Nicola Cosentino".

Alfano premier. In caso di vittoria del centrodestra, "il premier sarebbe Angelino Alfano", ha ribadito intanto il Cavaliere nell'intervista a Sky. La Lega? "Dipende dai risultati. Chiedo il voto tutto sul mio partito, soltanto con una maggioranza certa è possibile fare le riforme istituzionali", ha detto il leader Pdl.

Niente appoggio a Bersani. Nel caso di un testa a testa con Bersani "non ci verrebbe chiesto un appoggio perché c'è il trio Monti-Casini-Fini che si è dichiarato ruota di scorta della sinistra", ha detto Berlusconi. "Non è in questi termini che si può porre il problema - ha aggiunto -. Per una riforma è possibile, se andasse nella direzione che riteniamo utile per il Paese". Un'ampia vittoria del leader del Pd, per Berlusconi, è impossibile: "Bersani stravince alle elezioni? È fuori dalla realtà".

Monti disdicevole
. "Monti afferma cose disdicevoli e lontane dalla realtà. Non vero che Italia era sull'orlo del baratro - ha ribadito Berlusconi -. È una mascalzonata. Al limite possiamo dire che ce l'ha portata lui, non c'è nulla che funzioni". Rispondendo poi all'invito a commentare le parole del premier uscente che ha detto che bisogna togliere l'Italia dalle mani degli incapaci, il Cavaliere ha asserito: "Si riferiva evidentemente ai ministri del suo governo". Poi ha bacchettato il professore per avere detto che all'estero gli assicurano di non avere visto da tempo esponenti del governo italiano. "Io nel Qatar non solo ci sono andato, ma sono amico dei leader del Qatar, ci tratto settimanalmente, ho venduto due giocatori al proprietario del Paris Saint Germaine", ha dichiarato.

Nuovo contratto con gli italiani. "Ci sarà un nuovo contratto con gli italiani, è ancora in itinere. Ci saranno tante novità, tra cui la modifica dell'architettura istituzionale. Se non riusciremo a farlo perché gli italiani non avranno saputo votare resteremo indietro rispetto agli altri Paesi. I contratti con gli italiani del 2001 e 2008 sono stati rispettati integralmente", ha proseguito l'ex premier, che poi ha affermato: "Se io vincessi al totocalcio e avessi trentamila euro a chi li darei tra questi quattro? A Bersani che è un politico di professione, a Ingroia che è un pm, a Monti che è un professorino o a Berlusconi che è un imprenditore vincente? Secondo i sondaggi il 99% li darebbe a me".

Intercettazioni. Non ha dubbi Silvio Berlusconi: in caso di vittoria alle elezioni le intercettazioni saranno disciplinate rigidamente: "Interverremo sul divieto assoluto di pubblicazione delle intercettazioni e sul loro utilizzo solo su reati gravi che hanno una pena edittale superiore a 8 anni", ha spiegato il leader del Pdl.

Persona buona e giusta. "Sono una persona buona, giusta, di grande esperienza nel mondo del lavoro e nella politica. Gli oppositori hanno falsificato la realtà su di me e la grande stampa ha prestato loro una mano importante", ha detto ancora Berlusconi.

Sì a confronto a quattro
. Silvio Berlusconi è pronto a confrontarsi a Sky con il candidato premier del Pd Pier Luigi Bersani, con il premier Mario Monti e con il leader di Rivoluzione Democratica Antonio Ingroia, ha detto a Latella, aggiungendo: ''È una bella situazione''.
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