ROMA - "Tu sei innocente, ma userebbero te per attaccare noi, saremmo massacrati dai giornali: lo vedi che ci danno già dei camorristi?". Silvio Berlusconi tiene gli occhi bassi ma è la sentenza di condanna.
Il processo può finire qui. Nick o' mericano si alza, gira i tacchi e lascia Palazzo Grazioli, lo fa solo quando è tutto finito, quando la battaglia è persa e non può crederci nemmeno lui. Non può credere che a "tradirlo" sul traguardo sia stato proprio il Cavaliere. Non era Alfano, non era il governatore Caldoro, il suo "nemico". Lo scopre solo ai titoli di coda. Quando da quei titoli è stato cancellato a sorpresa il suo nome: Nicola Cosentino non serve più. "Una campagna cannibalesca contro di me, ma io non ho paura del carcere" si sfoga mentre rientra a Caserta.
È pomeriggio inoltrato. È il centesimo ma stavolta davvero ultimo vertice sul caso Campania, nella residenza del leader. Ed è uno psicodramma a tinte fosche. I fedelissimi del Cavaliere raccontano di un'operazione chirurgica meditata da tempo e portata a compimento solo nell'ultimo istante utile. Solo quando il deputato di Casal di Principe non avrebbe potuto più fare male, non avrebbe più potuto mettere su una sua lista in poche ore. Era già tutto previsto, ma Cosentino - sotto inchiesta per concorso esterno e sul quale pendono due ordinanze di arresto - lo realizza quando viene lasciato solo (...)
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Il processo può finire qui. Nick o' mericano si alza, gira i tacchi e lascia Palazzo Grazioli, lo fa solo quando è tutto finito, quando la battaglia è persa e non può crederci nemmeno lui. Non può credere che a "tradirlo" sul traguardo sia stato proprio il Cavaliere. Non era Alfano, non era il governatore Caldoro, il suo "nemico". Lo scopre solo ai titoli di coda. Quando da quei titoli è stato cancellato a sorpresa il suo nome: Nicola Cosentino non serve più. "Una campagna cannibalesca contro di me, ma io non ho paura del carcere" si sfoga mentre rientra a Caserta.
È pomeriggio inoltrato. È il centesimo ma stavolta davvero ultimo vertice sul caso Campania, nella residenza del leader. Ed è uno psicodramma a tinte fosche. I fedelissimi del Cavaliere raccontano di un'operazione chirurgica meditata da tempo e portata a compimento solo nell'ultimo istante utile. Solo quando il deputato di Casal di Principe non avrebbe potuto più fare male, non avrebbe più potuto mettere su una sua lista in poche ore. Era già tutto previsto, ma Cosentino - sotto inchiesta per concorso esterno e sul quale pendono due ordinanze di arresto - lo realizza quando viene lasciato solo (...)
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