ROMA - "In campagna elettorale poco spazio a problemi italiani. Pronto a confronto tv con tutti i candidati se serve a discuterne". Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Un'apertura, dopo i rifiuti dei giorni scorsi, che lo staff del leader democratico spiega essere rivolta ai "candidati principali", ovvero a Berlusconi, Monti, Grillo, Giannino e Ingroia, per un dibattito da svolgere tutti insieme. Una posizione, fanno sapere ancora dall'ufficio stampa del Pd, che esclude quindi evidentemente la possibilità che sabato sera Bersani partecipi su RaiUno a un dibattito a tre con Berlusconi e Monti, come insistenti voci non confermate avevano fatto circolare nelle ultime ore. Nel pomeriggio Bersani ha poi precisato: "Tutti i candidati hanno uguale diritto, o tutti o nessuno". "Il problema - ha aggiunto - è di qualcuno; Berlusconi è candidato premier o no? o è Alfano? Io li prendo tutti e due, facciamo tutti e due e facciamo sei più uno".
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Un paio di settimane fa era stato proprio Silvio Berlusconi a sfidare Bersani in tv. "Tutti mi chiedono di andare in tv a incrociare la spada con altri leader politici che sono tanti. Non credo si possa andare in troppi, il nostro avversario è il Pd e quindi con Bersani sarei felicissimo di poter andare in tv per far conoscere i nostri programmi in modo che gli italiani possano scegliere", aveva detto il Cavaliere.
Una proposta che aveva suscitato però una reazione tanto negativa quanto sarcastica dai vertici del Partito democratico. "Ma chi è il candidato premier del centrodestra? Ce lo dica Berlusconi. Oppure Maroni". "Il segretario farà il confronto tv solo con i candidati premier", avevano quindi precisato.
Ora, invece, la nuova disponibilità, spiegata con il desiderio di riportare finalmente i problemi degli italiani al centro di una campagna elettorale dominata sin qui dal "politichese" e da temi di scarso interesse per la gente comune. Bersani oggi ha anche chiuso all'ipotesi di un governo di grande coalizione dopo il voto. "Lasciamo stare la grande coalizione", ha tagliato corto il segretario del Pd sottolineando che "noi chiediamo agli italiani il 51% in Parlamento, perché Italia ha bisogno di una base solida. Però useremo questo 51 come un 49. Ciò cosa significa? Io posso garantire che non saremo settari, per il resto dipende anche dagli altri".
Intanto, da registrare ancora scintille tra Berlusconi e Monti, questa volta sul tema dell'Imu. "Sia le cose che ha detto la sinistra sia le cose che ha detto Monti sono chiacchiere. Perché mai gli italiani dovrebbero credere a questo signore che ha tassato tutto il tassabile e che da tecnico, fino ad un mese fa, giurava che se si toccava l'Imu l'anno successivo si sarebbe dovuto arrivare ad un'Imu doppia?", dice il leader del Pdl al Tg5
Dal Cavaliere attacchi anche all'alleanza Pd-Sel. "Nella sinistra così com'è oggi, con tutti i protagonisti della vecchia nomenclatura messi nelle liste del Pd, ci sono più comunisti adesso di quando io ebbi a scendere in politica nel 1994", afferma ancora Berlusconi intervistato dall'Agenzia Vista. "Renzi - aggiunge - è stato messo in un angolo e accontentato con un pugno di candidati".
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Un paio di settimane fa era stato proprio Silvio Berlusconi a sfidare Bersani in tv. "Tutti mi chiedono di andare in tv a incrociare la spada con altri leader politici che sono tanti. Non credo si possa andare in troppi, il nostro avversario è il Pd e quindi con Bersani sarei felicissimo di poter andare in tv per far conoscere i nostri programmi in modo che gli italiani possano scegliere", aveva detto il Cavaliere.
Una proposta che aveva suscitato però una reazione tanto negativa quanto sarcastica dai vertici del Partito democratico. "Ma chi è il candidato premier del centrodestra? Ce lo dica Berlusconi. Oppure Maroni". "Il segretario farà il confronto tv solo con i candidati premier", avevano quindi precisato.
Ora, invece, la nuova disponibilità, spiegata con il desiderio di riportare finalmente i problemi degli italiani al centro di una campagna elettorale dominata sin qui dal "politichese" e da temi di scarso interesse per la gente comune. Bersani oggi ha anche chiuso all'ipotesi di un governo di grande coalizione dopo il voto. "Lasciamo stare la grande coalizione", ha tagliato corto il segretario del Pd sottolineando che "noi chiediamo agli italiani il 51% in Parlamento, perché Italia ha bisogno di una base solida. Però useremo questo 51 come un 49. Ciò cosa significa? Io posso garantire che non saremo settari, per il resto dipende anche dagli altri".
Intanto, da registrare ancora scintille tra Berlusconi e Monti, questa volta sul tema dell'Imu. "Sia le cose che ha detto la sinistra sia le cose che ha detto Monti sono chiacchiere. Perché mai gli italiani dovrebbero credere a questo signore che ha tassato tutto il tassabile e che da tecnico, fino ad un mese fa, giurava che se si toccava l'Imu l'anno successivo si sarebbe dovuto arrivare ad un'Imu doppia?", dice il leader del Pdl al Tg5
Dal Cavaliere attacchi anche all'alleanza Pd-Sel. "Nella sinistra così com'è oggi, con tutti i protagonisti della vecchia nomenclatura messi nelle liste del Pd, ci sono più comunisti adesso di quando io ebbi a scendere in politica nel 1994", afferma ancora Berlusconi intervistato dall'Agenzia Vista. "Renzi - aggiunge - è stato messo in un angolo e accontentato con un pugno di candidati".