ROMA - Nessun anticipo nella convocazione delle Camere. Interviene il Quirinale, con una nota, per smentire le voci su una riunione già il 12 marzo, tre giorni prima della data prevista. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "ha preso atto che difficoltà di vario ordine non consentono una anticipazione della data di convocazione delle Camere, già fissata per venerdì 15 marzo". Il comunicato del Colle precisa che l'impossibilità di anticipare la convocazione consegna "ancora un ampio spazio per una proficua fase preparatoria delle consultazioni del Capo dello Stato per la formazione del governo". Insomma, per Napolitano - vista l'assoluta incertezza della situazione politica - è opportuno evitare accelerazioni. Lasciare lo spazio alla mediazione, agli incontri - magari informali - nel tentativo di consegnare un governo al Paese.
I tempi sono stretti, perchè il settennato di Napolitano scadrà il 15 maggio 2013 e la Costituzione stabilisce la convocazione dei parlamentari e dei delegati regionali per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica trenta giorni prima che scada il termine. Teoricamente il Parlamento potrebbe trovarsi a votare il nuovo Capo dello Stato senza ancora avera dato la fiducia al nuovo Governo.
Oggi Beppe Grillo ha chiuso la porta al governo tecnico: "Il Movimento 5 Stelle non darà la fiducia a un governo tecnico. L'unica soluzione che proponiamo è un governo del Movimento 5 Stelle". Va detto che Grillo non è neppure un parlamentare: quindi non voterà né per la Presidenza delle Camere né per il Capo dello Stato, a meno che qualche regione non lo scelga come proprio delegato.
Intanto c'è attesa per la direzione del Pd prevista per domani, in cui Pier Luigi Bersani tenterà di strappare l'approvazione all'unanimità della sua linea: provare, cioè, a formare un governo di minoranza per "stanare" i 5 Stelle e costringerli ad assumersi la responsabilità di votare un programma snello fatto di otto punti. Matteo Renzi, che oggi ha incontrato il premier uscente Mario Monti a Palazzo Chigi, ha confermato la sua partecipazione al vertice.
Il 7 marzo anche Pier Luigi Bersani sarà ricevuto da Mario Monti. L'8 marzo sarà la volta di Silvio Berlusconi. Ieri, infatti, il presidente del Consiglio aveva inviato una lettera al Cavaliere, al leader del Pd Pier Luigi Bersani e Beppe Grillo per fissare una serie di incontri in vista del Consiglio Ue del 14 marzo. Intanto il Cavaliere riceve a Villa Gernetto gli eletti del Pdl. E attacca Bersani: "Si dia una mossa. Il Pd non può continuare in questo modo, rischia di andare a sbattere e di causare danni al Paese".
I tempi sono stretti, perchè il settennato di Napolitano scadrà il 15 maggio 2013 e la Costituzione stabilisce la convocazione dei parlamentari e dei delegati regionali per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica trenta giorni prima che scada il termine. Teoricamente il Parlamento potrebbe trovarsi a votare il nuovo Capo dello Stato senza ancora avera dato la fiducia al nuovo Governo.
Oggi Beppe Grillo ha chiuso la porta al governo tecnico: "Il Movimento 5 Stelle non darà la fiducia a un governo tecnico. L'unica soluzione che proponiamo è un governo del Movimento 5 Stelle". Va detto che Grillo non è neppure un parlamentare: quindi non voterà né per la Presidenza delle Camere né per il Capo dello Stato, a meno che qualche regione non lo scelga come proprio delegato.
Intanto c'è attesa per la direzione del Pd prevista per domani, in cui Pier Luigi Bersani tenterà di strappare l'approvazione all'unanimità della sua linea: provare, cioè, a formare un governo di minoranza per "stanare" i 5 Stelle e costringerli ad assumersi la responsabilità di votare un programma snello fatto di otto punti. Matteo Renzi, che oggi ha incontrato il premier uscente Mario Monti a Palazzo Chigi, ha confermato la sua partecipazione al vertice.
Il 7 marzo anche Pier Luigi Bersani sarà ricevuto da Mario Monti. L'8 marzo sarà la volta di Silvio Berlusconi. Ieri, infatti, il presidente del Consiglio aveva inviato una lettera al Cavaliere, al leader del Pd Pier Luigi Bersani e Beppe Grillo per fissare una serie di incontri in vista del Consiglio Ue del 14 marzo. Intanto il Cavaliere riceve a Villa Gernetto gli eletti del Pdl. E attacca Bersani: "Si dia una mossa. Il Pd non può continuare in questo modo, rischia di andare a sbattere e di causare danni al Paese".