ROMA - Risposta ferma, ai limiti dell'irritazione, da parte del Quirinale a chi insiste per spingere il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad accettare un reincarico, seppure "a tempo". "Una regola di rispetto della persona e dell'istituzione consiglierebbe di considerare la questione chiusa. Il presidente Napolitano ha già risposto, in occasioni pubbliche e con note ufficiali, nel modo più limpido e netto", afferma il portavoce del capo dello Stato Pasquale Cascella, escludendo in maniera ancora una volta netta una possibile rielezione.
Ad auspicare una conferma del capo dello Stato era stato nuovamente il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, che nell'editoriale di stamattina chiedeva: "Napolitano resti, almeno per un po'".
Cascella, con un tweet, ribadisce la posizione del presidente con un link che rinvia al sito del Quirinale e, più precisamente, alla nota del 21 febbraio scorso dal titolo "Il Presidente Napolitano non ritiene ipotizzabile una riproposizione del suo nome per la Presidenza della Repubblica".
"Il Presidente Napolitano - si legge nella nota - ha da tempo pubblicamente indicato le ragioni istituzionali e personali per cui non ritiene sia ipotizzabile una riproposizione del suo nome per la Presidenza della Repubblica. Egli apprezza e ringrazia, nel loro significato di espressione di fiducia nei suoi confronti, dichiarazioni di varie personalità a favore di una sua eventuale ricandidatura. Ma al Parlamento in seduta comune con i rappresentanti delle Regioni spetterà eleggere un nuovo Presidente della Repubblica, e rispetto a ciò ogni ipotesi appare oggi prematura. Dal canto suo, il Presidente Napolitano non può che confermare le posizioni già espresse nel modo più limpido e netto".
De Bortoli questa mattina, pur mostrando di conoscere la riluttanza del capo dello Stato, rilanciava comunque la possibilità di una rielezione a tempo come soluzione migliore per sottrarre la presidenza della Repubblica "ai prevedibili effetti di un grande gioco d'incastro fra candidature e veti". E consigliava quindi ai partiti di fare uno "strappo", votando Napolitano suo malgrado "visto che la Costituzione non lo vieta", facendo "di necessità virtù".
Ad auspicare una conferma del capo dello Stato era stato nuovamente il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, che nell'editoriale di stamattina chiedeva: "Napolitano resti, almeno per un po'".
Cascella, con un tweet, ribadisce la posizione del presidente con un link che rinvia al sito del Quirinale e, più precisamente, alla nota del 21 febbraio scorso dal titolo "Il Presidente Napolitano non ritiene ipotizzabile una riproposizione del suo nome per la Presidenza della Repubblica".
"Il Presidente Napolitano - si legge nella nota - ha da tempo pubblicamente indicato le ragioni istituzionali e personali per cui non ritiene sia ipotizzabile una riproposizione del suo nome per la Presidenza della Repubblica. Egli apprezza e ringrazia, nel loro significato di espressione di fiducia nei suoi confronti, dichiarazioni di varie personalità a favore di una sua eventuale ricandidatura. Ma al Parlamento in seduta comune con i rappresentanti delle Regioni spetterà eleggere un nuovo Presidente della Repubblica, e rispetto a ciò ogni ipotesi appare oggi prematura. Dal canto suo, il Presidente Napolitano non può che confermare le posizioni già espresse nel modo più limpido e netto".
De Bortoli questa mattina, pur mostrando di conoscere la riluttanza del capo dello Stato, rilanciava comunque la possibilità di una rielezione a tempo come soluzione migliore per sottrarre la presidenza della Repubblica "ai prevedibili effetti di un grande gioco d'incastro fra candidature e veti". E consigliava quindi ai partiti di fare uno "strappo", votando Napolitano suo malgrado "visto che la Costituzione non lo vieta", facendo "di necessità virtù".