Politica

Lasciateci lavorare

Il primo giorno alla Camera dei deputati: una liturgia che si ripete. Con un pensiero a 500mila persone in cassa integrazionedi LAURA BOLDRINI

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Dal neo-deputato di Sel Laura Boldrini, riceviamo e pubblichiamo
. Questo testo è pubblicato anche su Huffington Post

Entri nell'aula di Montecitorio e la prima reazione è di stupore. Per la maestosità del luogo, per il significato solenne che riveste e per il momento di inizio di una nuova legislatura, la diciassettesima.

Sugli scranni ci sono tanti volti sconosciuti, parecchi giovani e anche i politici di sempre. Oggi si comincia con la votazione del Presidente della Camera. E' un esercizio lungo: ogni parlamentare viene chiamato, i commessi gli consegnano una scheda, si entra in una cabina, si vota e poi si deposita la scheda nell'urna. Per ben 630 volte il rito si ripete, nella liturgia tipica delle istituzioni.

Nel frattempo i deputati si incontrano, si scambiano qualche impressione e poi giù con gli interrogativi che caratterizzano questo clima di grande incertezza. Che succederà? Si riuscirà a partire? Si farà il Governo?  Chi riuscirà a dipanare la matassa? Sembra paradossale che in un Parlamento per la prima volta con tanti giovani e con molte donne non si possa avere la certezza che sta per iniziare quella fase di cambiamento tanto necessaria al Paese.

Lasciateci lavorare, mi viene da pensare, bisogna dare le risposte ai bisogni stringenti delle persone. Circa 500mila lavoratori vivono nell'ansia che a maggio non ci saranno le risorse per rinnovare la cassa integrazione in deroga. Centinaia di imprese sono strangolate perché la pubblica amministrazione non paga. I Comuni rischiano la paralisi se non verranno ridiscussi i parametri del Patto di stabilità. La disoccupazione giovanile aumenta e non ci sono segni di ripresa. La politica tutta non può ignorare questo preoccupante quadro. Incluso il M5S che ha deciso di entrare nelle istituzioni per svolgere un ruolo di cambiamento.

La prima e la seconda votazione finiscono con un nulla di fatto. Spero in una nuova prospettiva.

 
 
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