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Bersani: "Entro luglio legge sui finanziamenti".
E attacca M5S: "Ricordano il leninismo"

Il segretario Pd a Sky Tg24 festeggia il successo dei candidati di centrosinistra alla guida del Parlamento: "Boccata d'aria fresca dalle istituzioni. Ma tutti siano tranquilli, il governo è un'altra cosa. Mi affido al capo dello Stato, ha compito difficilissimo". E ripropone l'intesa sui punti del Pd, escludendo un governo stile Monti: "Coperchio precario su pentola a pressione"
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ROMA - Pierluigi Bersani, intervistato da Maria Latella a Sky Tg24, incassa il successo della giornata di ieri, con l'elezione dei due nomi proposti dal centrosinistra - Laura Boldrini e Pietro Grasso - alla guida di Camera e Senato. "Abbiamo cercato fino all'ultimo riconoscimento reciproco. Non è stato possibile. Abbiamo fatto quel che volevamo e dovevamo fare". Ma rassicura le forze politiche: "Le istituzioni non c'entrano nulla con il governo. Tranquilli tutti, Movimento 5 Stelle, Berlusconi, Monti: ieri le istituzioni hanno preso una boccata d'aria fresca, tra Paese e istituzioni ora c'è più amicizia".

Tra le tappe del percorso politico che si apre ora - "difficilissimo", rileva - il segretario Pd ne individua una che segna un impegno preciso: "Entro luglio una legge sul finanziamento ai partiti: servono solo piccole contribuzioni dei cittadini volontari", ma "non sono disposto a riunciare al concetto di finanziam…
ROMA - Pierluigi Bersani, intervistato da Maria Latella a Sky Tg24, incassa il successo della giornata di ieri, con l'elezione dei due nomi proposti dal centrosinistra - Laura Boldrini e Pietro Grasso - alla guida di Camera e Senato. "Abbiamo cercato fino all'ultimo riconoscimento reciproco. Non è stato possibile. Abbiamo fatto quel che volevamo e dovevamo fare". Ma rassicura le forze politiche: "Le istituzioni non c'entrano nulla con il governo. Tranquilli tutti, Movimento 5 Stelle, Berlusconi, Monti: ieri le istituzioni hanno preso una boccata d'aria fresca, tra Paese e istituzioni ora c'è più amicizia".

Tra le tappe del percorso politico che si apre ora - "difficilissimo", rileva - il segretario Pd ne individua una che segna un impegno preciso: "Entro luglio una legge sul finanziamento ai partiti: servono solo piccole contribuzioni dei cittadini volontari", ma "non sono disposto a riunciare al concetto di finanziamento alla politica", sostiene il segretario del Pd. E annuncia: "Fino a quando non si fa questa norma sono disposto a sospendere l'erogazione dei rimborsi elettoriali". Ma alle critiche sulle spese per il mantenimento della macchina del partito - e in primis gli stipendi ai suoi funzionari - Bersani alza le difese: "Il Pd è un partito nazionale, abbiamo attività ovunque. Senza soldi non si fa nulla, e vale per tutti", e con un riferimento esplicito a Beppe Grillo: "Anche per montare un palco ci vogliono soldi".

Le proposte sul sito. "Superamento del finanziamento pubblico  prevedendo un sistema di piccole contribuzioni private assistite da parziali detrazioni fiscali. Riforma dei partiti che applichi l'articolo 49 della Costituzione e che ne regoli la vita interna, la formazione degli organismi dirigenti, i codici etici, la trasparenza per l'accesso alle candidature". Sono solo alcune delle proposte del Partito Democratico sul tema "Democrazia, moralità e trasparenza della vita pubblica" che fanno parte degli otto punti formulati dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, approvati dalla Direzione nazionale del partito "per dare vita ad un governo del cambiamento" e pubblicati sul sito del Pd www.partitodemocratico.it. "Tra le altre proposte - si ricorda in una nota dell'ufficio stampa del Pd - la riduzione del numero dei parlamentari (da 630 a 300 deputati, da 315 a 150 senatori); la trasformazione del Senato nel Senato delle Regioni; l'equiparazione dello stipendio dei parlamentari e degli amministratori regionali a quello di un sindaco di capoluogo di provincia; la cancellazione delle province dalla Costituzione; la promozione di unioni e consorzi tra comuni; la fissazione di un tetto all'indennità dei dirigenti pubblici e delle società pubbliche; il disboscamento delle società partecipate dai comuni". Sul sito è  possibile commentare le proposte, proporne la modifica e "contribuire con ulteriori ipotesi di intervento".

M5S. E sul Movimento 5 Stelle il segretario Pd torna poi parlando in pubblica a Brescia, commentando le dinamiche partecipative introdotte da Grillo: "Il M5S fa riunioni chiuse e poi vuole lo streaming quando va dal capo dello Stato, secondo un antico e conosciuto leninismo. Sono un cuneo... 'mi organizzo più o meno segretamente e poi approfitto di tutti gli spazi che la borghesia cogliona e capitalista mi offre': non sono grandissime novità".

Governo
. Il passaggio per la formazione del governo rimane stretto, riconosce il segretario Pd: "In questo momento non ci sono condizioni per accordi politici preventivi". L'ipotesi di un governo "tecnico" è improponibile: "Non andrebbe bene, lo escludo in premessa, che alla fine di questo percorso venisse fuori l'idea, e c'è qualcuno che lo sta suggerendo, che in qualunque modo lo chiamiamo, facciamo una specie di governo Monti senza Monti. Lasciamo stare, perché è mettere dei precari coperchi su una pentola a pressione. Serve cambiamento". La proposta di Bersani "non sarà in nome dell'ambizione o di una larga intesa, ma di una responsabilità".  "Ho sempre detto che cercherò una corresponsabilità fino all'ultimo, se non ci sarà ci caricheremo della nostra responsabilità: il cambiamento". E ribadisce la richiesta alle forze politiche di un appoggio su punti percepiti come prioritari dal Paese: moralità pubblica e lavoro.

Camera e Senato. Che la nomina dei due presidenti del Parlamento sia scaturita grazie al "sacrificio" dei maggiorenti del Pd Bersani non lo nega ma lo rivendica come un patrimonio di pratica politica proprio del partito: "Siamo di una generazione capace di queste scelte, di non metterci davanti: Finocchiaro, Franceschini, io ed altri". E sulla scorta dell'entusiasmo suscitato ieri dal discorso di Laura Boldrini al momento dell'insediamento, dopo che fra i commentatori è uscita l'ipotesi di sue future candidature a incarichi di governo, Bersani ha spiegato: "Mi ha molto colpito la sua reazione quando le abbiamo fatto la proposta: grande umiltà. E' una persona che capisce il peso degli incarichi". E con una battuta svela che i nomi di Boldrini e Grasso sarebbero stati spesi comunque nel suo eventuale governo: "Ho buttato via due ministri".

Percorso a ostacoli.
Il percorso, ora, si fa difficoltoso. Da martedì e mercoledì "il Quirinale prende in mano la situazione, mi affido al Capo dello Stato che ha un compito difficilissimo". Lo afferma Pier Luigi Bersani alla trasmissione di Latella su Sky. "E' una strada molto stretta, ma altre strade si rivelerebbero anche più strette", dice il segretario del Pd. "Tutte le soluzioni che prevedessero una compartecipazione delle forze dovrebbero essere larghissime e unanime", aggiunge Bersani.