Politica

Cei: "Italia, urge un governo stabile.
Grave vanificare i sacrifici delle famiglie"

Anche i vescovi preoccupati dallo stallo politico. L'auspicio di monsignor Mariano Crociata, segretario della Conferenza episcopale italiana: "Si pervenga alla costituzione di un governo che assicuri la guida del Paese e assecondi le domande di tenuta"

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CITTA' DEL VATICANO - Mentre al Quirinale sfilano le delegazioni per le consultazioni con cui il presidente Giorgio Napolitano dovrà valutare le possibilità di dare al Paese un esecutivo sorretto da una maggioranza, lo stallo politico e l'incertezza della governabilità che tiene in sospeso l'Italia dopo le elezioni di fine febbraio preoccupano anche la Conferenza episcopale italiana.

"Il nostro giudizio riguarda l'urgenza che il Paese ha di un governo stabile. Un'urgenza che i vescovi avvertono già da mesi: abbiamo vissuto un anno e più di grande fatica per salvaguardare la stabilità del Paese" afferma monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, durante una conferenza stampa presso Radio Vaticana a conclusione del Consiglio episcopale permanente.

Rispondendo a chi gli chiedeva un commento riguardo la situazione politica italiana, il monsignore precisa che al Consiglio Permanente della Cei, svoltosi il 18 e il 19 marzo, in forma ridotta per la concomitanza con l'insediamento di Papa Francesco, "non c'è stato modo di fermarci in maniera ordinata", non essendo "oggetto di particolare trattazione".

E' comunque "indubbiamente un'esigenza che i vescovi avvertono - prosegue Crociata - proprio perché già da mesi diciamo, a partire dal cardinale presidente Angelo Bagnasco, che abbiamo vissuto un anno di grande impegno e fatica per cercare di mettere al sicuro l'economia del Paese e la tenuta del Paese dal punto di vista anche più in generale istituzionale e sociale".

"Sarebbe veramente grave - ammonisce monsignor Crociata, rivolgendosi indirettamente le forze politiche sulle responsabilità che pesano sulle loro decisioni - che i sacrifici fatti venissero così frettolosamente e superficialmente messi a rischio con conseguenze che non vogliamo pensare".

"L'auspicio - conclude il segretario generale della Cei - è che si pervenga alla costituzione di un governo, di una compagine il più possibile stabile che assicuri la guida del Paese e la risposta alle domande di tenuta dei conti, di stabilità complessiva, di rilancio dello sviluppo per rispondere ai bisogni che salgono dalle famiglie e dai gruppi più disagiati che vedono pericolosamente aggravarsi la loro situazione".
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