Politica

Grillo: "Napolitano bis, la Repubblica è morta".
Espulso Mastrangeli, no a sanzioni per Crimi

Il leader del M5S torna ad attaccare la rielezione del presidente della Repubblica: "Ti viene lo sconforto, ma ora l'economia presenterà il conto finale". Riunione dei parlamentari per decidere sulle accuse per le partecipazioni in tv.  Berlusconi: "5S burattini guidati da squilibrato"

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ROMA - Ha scelto di farsi ospitare in varie trasmissioni televisive, in particolare nel programma di Barbara d'Urso. E ha pagato con l'espulsione dal movimento. Il senatore Marino Mastrangeli è fuori dai Cinque Stelle, almeno stando alla decisione dell'assemblea dei parlamentari. Ora la parola definitiva passa alla rete, cioè agli iscritti al movimento. La stessa assemblea ha invece respinto all'unanimità le dimissioni di Vito Crimi, una richiesta era stata avanzata dallo stesso Mastrangeli. "Io - è stata la sua difesa - mi sono sempre fatto intervistare fuori studio, lui si è seduto sul divanetto di Bruno Vespa". Mastrangeli aveva chiesto, per difendersi meglio, anche la diretta streaming: "La pretendo - ha detto - in modo che la possano vedere otto milioni di italiani, i 786mila laziali che mi hanno votato e i 50mila iscritti al M5S". La diretta streaming sul sito della Cosa si è peraltro interrotta nel momento di massima tensione, quando ancora non si era arrivati al voto: "si è verificato un errore, riprova più tardi", è la scritta apparsa sullo schermo nero.


Questo mentre il leader torna a tuonare contro il Napolitano bis. "La Repubblica, quella che si dice democratica e fondata sul lavoro, ieri è morta" e "ti viene lo sconforto", ha detto Beppe Grillo sul suo blog in un post intitolato 'Blue Sunday' con riferimento alla rielezione di Giorgio Napolitano."Pensi al sorriso raggiante di Berlusconi in Parlamento, risplendente come il sole di mezzogiorno, dopo la nomina di Napolitano, e ti domandi come è possibile tutto questo, pensi ai processi di Berlusconi, a Mps, alle telefonate di Mancino, ai saggi e alle loro indicazioni per proteggere la casta. Sai che alcuni di loro diventeranno ministri. Ti viene lo sconforto. Tutto - afferma Grillo - era stato predisposto con cura. Un governissimo, le sue 'agende' Monti e Napolitano, persino il nome del primo ministro, Enrico Letta o Giuliano Amato, e un presidente Lord protettore".

"L'Italia - prosegue il leader del M5S - ha perso e, non so perché, mi viene in mente il pianto disperato di Baresi dopo la finale persa ai rigori con il Brasile nel 1994". "Il Movimento 5 Stelle è diventato l'unica opposizione, l'unico possibile cambiamento - dice ancora Grillo - il partito unico si è mostrato nella sua vera luce. Noi o loro, ora la scelta è semplice. Coloro che oggi sono designati al comando della nazione sono i responsabili della sua distruzione. Governano da vent'anni. Per dignità dovrebbero andarsene, come avviene negli altri stati. Chi sbaglia paga. E chi persevera paga doppiamente. Entro alcuni mesi l'economia presenterà il conto finale e sarà amarissimo. Dopo, però, ci aspetta una nuova Italia".

Un atteggiamento critico, quello del M5S, emerso oggi anche in Aula quando i parlamentari del movimento si sono alzati in piedi ma non hanno applaudito il discorso di insediamento del rieletto capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Comportamento deciso nel corso di un'assemblea grillina come riferisce ai giornalisti Luigi Di Maio. "Contegno istituzionale - sottolineano alcuni deputati - ma non applauso".

Da Silvio Berlusconi sono arrivate parole molto dure nei confronti di Beppe Grillo e dei 5 Stelle. "Sono rimasto
stupito dall'incapacità totale di questi signori, un branco di burattini che prendono ordini da uno squilibrato": così li ha definiti il leader del Pdl, ammonendo: "questo renderà difficili i lavori parlamentari".

 
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