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Imu, Saccomanni cerca il tesoretto di Monti

Letta punta sulla due diligence e aspetta certezze dalle casse. E' innervosito da una "inutile cagnara" all'avvio dell'esecutivo. Berlusconi vuole dimostrare di avere lui la golden share del governo

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ROMA - "Una cagnara inutile. Faremo una due diligence sui conti pubblici e vedremo come si può intervenire sulla rata dell'Imu di dicembre". Letta vola a Berlino (dove incassa l'apertura di credito della Merkel) con la scia del primo scontro dentro la Grande coalizione.

È nervoso per questa falsa partenza. "La restituzione dell'Imu 2012 sulla prima casa non esiste. Berlusconi lo sa. Infatti nella consultazione della scorsa settimana non ne ha fatto cenno. Solo una volta, in Italia, è stata restituita un'imposta, l'Eurotassa del governo Prodi. Ma allora le condizioni di crescita erano molto diverse". Si può invece valutare - e il governo sta studiando tutte le soluzioni - la possibilità che lo stop al prelievo di giugno possa essere bissato anche alla fine dell'anno. Ma come?

La prima risposta deve venire da un controllo accurato delle finanze pubbliche, la due diligence. Mario Monti è convinto di aver lasciato un tesoretto che potrebbe tornare utile per l'intervento sulla casa. Ma Letta e Fabrizio Saccomanni vogliono vedere con i loro occhi i numeri e valutare l'eventuale consistenza di questo bonus.

Certo, la reazione trionfale del Pdl e dei giornali della destra ha messo in allarme il ministro dell'Economia. Per non parlare di Graziano Delrio, neoministro degli Affari regionali ma soprattutto presidente dell'Anci. I 2 miliardi di giugno dovevano finire nelle tasche vuote dei Comuni. Per finanziare i servizi essenziali. "La semplice sospensione dell'Imu rischia di avere effetti devastanti sulla liquidità delle amministrazioni", avverte Filippo Bubbico, uno dei saggi di Napolitano, oggi libero di esprimere la disperazione dei Comuni che Delrio può solo adombrare.

Il governo, per mettere una toppa al buco della prima rata, sta pensando a un intervento della Cassa Depositi e Prestiti. È una delle strade. Ma il centrodestra ormai ha piantato la bandierina della campagna elettorale e non vuole rimuoverla. "Lo scrive anche il Financial Times - spiega il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta -. Se si vogliono invertire le politiche di rigore, l'Italia deve cancellare e restituire l'Imu. Dico di più: la cancellazione della tassa sulla prima casa è il primo provvedimento per la crescita. Gli accordi sono chiari: o c'è questa misura o non c'è il governo".

La posizione dei falchi è tutt'altro che isolata nel Pdl. Attraverso la battaglia dell'Imu, Berlusconi vuole dimostrare di avere lui la golden share del governo. Impugna lui la pistola che inquadra la tempia del premier, deve solo decidere quando premere il grilletto. Il nervosismo di Letta perciò è comprensibile. Non è solo una questione di risorse. È, in maniera pericolosa, un'ipoteca sugli equilibri delicatissimi della maggioranza. Con un centrosinistra che sconta tutto lo scetticismo dei suoi elettori per l'alleanza col "nemico" e invece di essere aiutato a far digerire l'intesa contro natura, viene subito umiliato sul terreno delle promesse berlusconiane.

Questo rischio ha convinto ieri il ministro dei Rapporti col Parlamento Dario Franceschini a sottolineare le parole esatte pronunciare da Letta lunedì alla Camera. Ma se la destra distinguerà ogni giorno la sua posizione dalla linea ufficiale, come ha fatto negli ultimi mesi del governo Monti, il Pd non potrà reggere a lungo.
Brunetta non mollerà la presa facilmente. Nell'ultima conferenza dei capigruppo ha urlato in faccia a Paola De Micheli: "Voi mi volete fregare sull'Imu". Adesso spiega: "Gli obiettivi di bilancio vanno raggiunti, sia chiaro. Ma non con l'Imu. Del resto, questo governo ha il miglior ministro del Tesoro al mondo. Ci penserà lui a trovare i soldi, no?".

È quello che Saccomanni sta già facendo. Con l'ipotesi della Cassa depositi e prestiti. E con una riforma complessiva della tassazione sulla casa da varare prima della fine dell'anno. Il modello Roma (condiviso anche dal competitor di Alemanno Ignazio Marino) ha permesso di togliere l'Imu al 50 per cento delle famiglie. Con una serie di incentivi fiscali si potrebbe raggiungere lo stesso risultato sul 70 per cento della popolazione. Insieme con queste misure, verrebbero rivalutate le rendite catastali delle seconde e terze case.
Resta la luna di miele sporcata immediatamente da Berlusconi. Sembra la premessa di una guerriglia permanente del Pdl. E questo spaventa Enrico Letta.
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