ROMA - Il 9 maggio 1978, le Brigate Rosse facevano ritrovare il corpo senza vita di Aldo Moro nel bagagliaio di una Renault 4 parcheggiata in via Caetani a Roma, emblematicamente a pochi passi da Piazza del Gesù, doveva aveva la sua sede la Democrazia Cristiana, il partito dello statista rapito e ucciso, ma anche nei pressi di via delle Botteghe Oscure, da sempre identificata con il Partito Comunista, che vi aveva i suoi uffici centrali.
Il 9 maggio di 35 anni dopo, le più alte cariche dello Stato sono tornate in via Caetani per rendere omaggio a Moro. Sul luogo del ritrovamento, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deposto una corona, alla presenza dei presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, del premier Enrico Letta, del governatore del Lazio Nicola Zingaretti, del sindaco di Roma Gianni Alemanno e del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Il presidente della Repubblica ha inoltre inviato il consigliere per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Ciancarlo Montedoro, sulla tomba di Aldo Moro a Torrita Tiberina per la deposizione di un cuscino di fiori.
Alla fine della breve cerimonia in via Caetani, Napolitano si è intrattenuto alcuni minuti a parlare con Letta senza rilasciare dichiarazioni. Il premier ha poi ricordato Aldo Moro salutando l'assemblea di Rete Imprese Italia. "Quando i miei genitori mi portarono in via Fani (teatro del rapimento Moro, con l'assassinio della scorta, ndr), avevo 12 anni e vedere cinque servitori dello Stato che persero la vita per il presidente della Dc rapito e poi assassinato mi ha fatto capire quanto la politica è alta se è di servizio".
Nel corso della mattinata, il presidente Napolitano ha consegnato le onorificenze al merito della Repubblica Italiana ai familiari delle vittime del terrorismo con una cerimonia in Senato, presenti ancora una volta i presidente di Camera e Senato e i ministri dell'Interno e della Difesa, Angelino Alfano e Mario Mauri. Le onorificenze sono andate a Manlio Milani, Dante Notaristefano, Maria Agnese Moro, Mariella Magi, Carlo Alfredo Arnoldi, Daria Bonfietti, Maria Cristina Caprioli, Antonio Celardo, Alberto Conci, Paolo Dendena, Silvia Giralucci, Giovanna Maggiani, Ilaria Moroni, Eugenio Occorsio, Benedetta Tobagi.
Osservando le inquietudini del presente, Napolitano ha rivolto un monito alla politica: la violenza va "combattuta, fermata, scongiurata prima che si trasformi in eversione e distruzione. In questo momento non possiamo essere tranquilli di fronte al riemergere di estremizzazioni violente, anche solo su piano verbale o della propaganda politica".
Durante la cerimonia a Palazzo Madama per il "giorno della memoria" dedicato alle vittime del terrorismo, il presidente del Senato Pietro Grasso ha sottolineato che "il ricordo non basta: è necessario accompagnarlo alla volontà esplicita di conoscere tutte le verità, anche quelle rimaste nascoste e di capire perché non sia stato possibile fare completa luce sulle stragi". Trovare la verità, ha continuato Grasso, è un "dovere per alcuni irrinunciabili motivi. Per dare giustizia alle famiglie che hanno subito la perdita dei propri cari. Per affermare che lo Stato è stretto attorno a loro non solo nel più sentito cordoglio, ma anche nella ricerca della verità. Per rendere consapevoli i nostri giovani che con lo spirito di unità, con il senso dello Stato, si vince sempre".
"Auspico, come più volte affermato - ha concluso Grasso - che il Parlamento, qualora approvi i disegni di legge già presentati per istituire la commissione bicamerale d'inchiesta sul fenomeno mafioso, possa estenderne le competenze anche ad altre stragi di qualsiasi estrazione rimaste irrisolte. Se le forze del male si compattano, lo Stato deve poter rispondere con altrettanta compattezza e forza per scongiurare ogni rischio di riproduzione di quei fenomeni che tanto sono costati alla democrazia e agli italiani e che tanto potrebbero costare ai nostri figli".
Da Bari è invece giunto il ricordo di Aldo Moro nelle parole che sua figlia Frida ha pronunciato durante una cerimonia commemorativa nella piazza intitolata allo statista. "Papà è ancora qui presente con noi, in questa giornata di sole. Ringrazio tutti per l'affetto che credevo spezzato, invece vedo che non è affatto così: lui adesso è salvo e ci protegge dall'alto dei cieli". Nel corso della cerimonia è stato anche ricordato che Moro, dallo scorso 16 luglio, è "servo di Dio", primo passo verso la beatificazione, la cui procedura è stata avviata su proposta delle autorità pugliesi un anno fa, in occasione del 34mo anniversario della sua morte.
A Bari, oltre a numerose autorità civili e militari, è intervenuto anche il sindaco Michele Emiliano che, chiudendo la cerimonia, ha ricordato che "questa piazza è dedicata anche agli uomini della scorta che persero la vita" nel rapimento di Moro. "La politica è nata per cambiare le cose - ha concluso il primo cittadino - è questo il messaggio che Moro ci ha lasciato ed è questa la sfida che noi oggi raccogliamo".
Il 9 maggio di 35 anni dopo, le più alte cariche dello Stato sono tornate in via Caetani per rendere omaggio a Moro. Sul luogo del ritrovamento, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deposto una corona, alla presenza dei presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, del premier Enrico Letta, del governatore del Lazio Nicola Zingaretti, del sindaco di Roma Gianni Alemanno e del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Il presidente della Repubblica ha inoltre inviato il consigliere per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Ciancarlo Montedoro, sulla tomba di Aldo Moro a Torrita Tiberina per la deposizione di un cuscino di fiori.
Alla fine della breve cerimonia in via Caetani, Napolitano si è intrattenuto alcuni minuti a parlare con Letta senza rilasciare dichiarazioni. Il premier ha poi ricordato Aldo Moro salutando l'assemblea di Rete Imprese Italia. "Quando i miei genitori mi portarono in via Fani (teatro del rapimento Moro, con l'assassinio della scorta, ndr), avevo 12 anni e vedere cinque servitori dello Stato che persero la vita per il presidente della Dc rapito e poi assassinato mi ha fatto capire quanto la politica è alta se è di servizio".
Nel corso della mattinata, il presidente Napolitano ha consegnato le onorificenze al merito della Repubblica Italiana ai familiari delle vittime del terrorismo con una cerimonia in Senato, presenti ancora una volta i presidente di Camera e Senato e i ministri dell'Interno e della Difesa, Angelino Alfano e Mario Mauri. Le onorificenze sono andate a Manlio Milani, Dante Notaristefano, Maria Agnese Moro, Mariella Magi, Carlo Alfredo Arnoldi, Daria Bonfietti, Maria Cristina Caprioli, Antonio Celardo, Alberto Conci, Paolo Dendena, Silvia Giralucci, Giovanna Maggiani, Ilaria Moroni, Eugenio Occorsio, Benedetta Tobagi.
Osservando le inquietudini del presente, Napolitano ha rivolto un monito alla politica: la violenza va "combattuta, fermata, scongiurata prima che si trasformi in eversione e distruzione. In questo momento non possiamo essere tranquilli di fronte al riemergere di estremizzazioni violente, anche solo su piano verbale o della propaganda politica".
Durante la cerimonia a Palazzo Madama per il "giorno della memoria" dedicato alle vittime del terrorismo, il presidente del Senato Pietro Grasso ha sottolineato che "il ricordo non basta: è necessario accompagnarlo alla volontà esplicita di conoscere tutte le verità, anche quelle rimaste nascoste e di capire perché non sia stato possibile fare completa luce sulle stragi". Trovare la verità, ha continuato Grasso, è un "dovere per alcuni irrinunciabili motivi. Per dare giustizia alle famiglie che hanno subito la perdita dei propri cari. Per affermare che lo Stato è stretto attorno a loro non solo nel più sentito cordoglio, ma anche nella ricerca della verità. Per rendere consapevoli i nostri giovani che con lo spirito di unità, con il senso dello Stato, si vince sempre".
"Auspico, come più volte affermato - ha concluso Grasso - che il Parlamento, qualora approvi i disegni di legge già presentati per istituire la commissione bicamerale d'inchiesta sul fenomeno mafioso, possa estenderne le competenze anche ad altre stragi di qualsiasi estrazione rimaste irrisolte. Se le forze del male si compattano, lo Stato deve poter rispondere con altrettanta compattezza e forza per scongiurare ogni rischio di riproduzione di quei fenomeni che tanto sono costati alla democrazia e agli italiani e che tanto potrebbero costare ai nostri figli".
Da Bari è invece giunto il ricordo di Aldo Moro nelle parole che sua figlia Frida ha pronunciato durante una cerimonia commemorativa nella piazza intitolata allo statista. "Papà è ancora qui presente con noi, in questa giornata di sole. Ringrazio tutti per l'affetto che credevo spezzato, invece vedo che non è affatto così: lui adesso è salvo e ci protegge dall'alto dei cieli". Nel corso della cerimonia è stato anche ricordato che Moro, dallo scorso 16 luglio, è "servo di Dio", primo passo verso la beatificazione, la cui procedura è stata avviata su proposta delle autorità pugliesi un anno fa, in occasione del 34mo anniversario della sua morte.
A Bari, oltre a numerose autorità civili e militari, è intervenuto anche il sindaco Michele Emiliano che, chiudendo la cerimonia, ha ricordato che "questa piazza è dedicata anche agli uomini della scorta che persero la vita" nel rapimento di Moro. "La politica è nata per cambiare le cose - ha concluso il primo cittadino - è questo il messaggio che Moro ci ha lasciato ed è questa la sfida che noi oggi raccogliamo".