Politica

Alfano su twitter: "Oggi a Brescia".
Epifani: "Così mette delle mine"

Il segretario del Pdl e ministro dell'Interno annuncia che nel pomeriggio sarà alla manifestazione anti pm del popolo azzurro. Insieme a lui anche il responsabile dei Trasporti Lupi. Il Pd: "Non accettiamo che un vicepremier partecipi". Ma Letta si limita a ribadire rispetto per i giudici. Durissimo Grillo: "Marcetta su Brescia di un condannato a quattro anni per evasione fiscale"

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ROMA - "Oggi pomeriggio a Brescia. Tutti a fianco al presidente Berlusconi e al nostro sindaco Adriano Paroli!". E' su twitter che il segretario del Pdl e ministro dell'Interno, Angelino Alfano, annuncia la sua partecipazione alla manifestazione del popolo azzurro contro i pm indetta dopo la conferma in appello della condanna del Cavaliere per i diritti televisivi.

Immediata la reazione del Pd.  "Oggi è una giornata in cui chi è a Brescia sta continuando a mettere mine. La sfida è: questo è il governo del paese o è quello degli interessi di qualcuno?", ha detto Guglielmo Epifani, candidato alla segreteria del Pd, parlando all'assemblea nazionale del partito.

"Trovo molto grave la presenza di Alfano alla manifestazione di Brescia del Pdl", rincara Rosy Bindi, presidente dimissionario del Pd. "Berlusconi ha annunciato un discorso pacato a Brescia, possiamo dirgli pacatamente che non accettiamo che un vicepremier partecipi alla manifestazione?", aggiunge Bindi.

"Non c'è bisogno di essere anti berlusconiani per condannare senza se e senza ma le manifestazioni di Brescia e Milano, è sufficiente una cultura democratica ispirata alla costituzione", le fa eco Stefano Fassina, viceministro dell'Economia, all'assemblea democratica.

Attacca anche il ministro "renziano" Delrio: "Non si fa il bene del Paese se cariche dello Stato e del nostro governo manifestano in piazza contro la giustizia. Dobbiamo essere di esempio ai giovani difendendo tutte le istituzioni e i poteri dello Stato nella loro autonomia. Al lavoro della magistratura deve andare la nostra riconoscenza e solidarietà".

Molto più tiepido invece Enrico Letta. Intervenendo anche lui all'assemblea del Pd, il presidente del Consiglio si limita a ricordare che "il rispetto dell'autonomia della magistratura" deve esserci "sempre e comunque, qualsiasi cosa accada".

Alle critiche dei democratici risponde Daniele Capezzone. "La polemica sulla presenza di Angelino Alfano a Brescia è assurda e surreale". "E' il segretario del partito, partecipa  a una manifestazione del partito, con il presidente del partito, e a sostegno del candidato sindaco del partito. Dov'è il problema? E infatti il problema non esiste. Con la medesima logica e la medesima normalità, infatti, il premier Letta e il ministro Franceschini stanno partecipando all'assemblea del Pd, com'è perfettamente logico e ragionevole che accada. Dunque, di cosa stiamo parlando?". Concetto identico a quello espresso dal ministro Trasporti Maurizio Lupi per annunciare la sua presenza a Brescia: "In politica - sostiene - non ci sono figli e figliastri, il presidente del Consiglio e già vicesegretario del Pd, continua giustamente a far vita di partito, anche noi".

E alla fine sulla polemica è tornato anche lo stesso Alfano: "Leale al Paese, leale al governo, leale al Popolo della libertà. Per qualcuno è troppo, per me è giusto", ha twittato.

In realtà Berlusconi ha chiamato a raccolta i suoi a Brescia per manifestare "contro i pm politicizzati". Fino a ieri sembrava esclusa la presenza in piazza di ministri, incerta anche la partecipazione dei sottosegretari: il Cavaliere aveva infatti assicurato "senso di responsabilità" per non creare difficoltà al governo. Poi, a sorpresa, il tweet di Alfano, che annuncia che in piazza ci sarà anche lui. 

Durissimo il commento di Grillo: "Nel pomeriggio dell'11 maggio 2013, un condannato a quattro anni di evasione fiscale in secondo grado, farà la sua marcetta su Brescia in piazza del Duomo contro la magistratura", scrive sul suo blog.

"I giudici hanno il torto di giudicarlo, per lui dovrebbero voltarsi dall'altra parte come il pdmenoelle o rimanere silenti come le statue di sale delle Istituzioni. Ma, purtroppo per Al Tappone, giudicare è il loro mestiere e i tribunali della Repubblica non sono ancora stati privatizzati". Poi, una stoccata al premier e al presidente della Repubblica: "Non un fiato da Capitan Findus Letta, non un sospiro dai vertici del pdmenoelle in nome della "pacificazione". Una parola usata per nascondere l'immondo mercimonio di un governo che rimane in piedi perché sostenuto da un condannato per i suoi fini personali".

E ancora: "Napolitano ha detto che "Bisogna fermare la violenza verbale prima che si trasformi in eversione".  A Milano con l'occupazione del Palazzo di Giustizia da parte dei nominati da Berlusconi in Parlamento l'eversione è già avvenuta. Politici contro magistratura. Non ricordo - prosegue Grillo - un sussurro da parte del capo del Csm. Forse era distratto in nome della governabilità. La "violenza verbale" è consentita se a protezione dello statista Berlusconi che, magnanimo, mantiene in vita il governo".

 
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