ROMA - Acceso botta e risposta in Aula fra il presidente della Camera Laura Boldrini e Renato Brunetta. Il capogruppo del Pdl ha polemizzato con la presidente durante il suo intervento alla Camera: "Visto che mi ha chiamato onorevole e sono invece presidente del gruppo, io non la chiamerò presidente", ha esordito. Poi, l'attacco sulla mancata solidarietà per le contestazioni a Brescia, che il Pdl continua a rimproverare a Boldrini: "Io c'ero a Brescia - esordisce Brunetta alzando già il tono della voce - e ho visto le bandiere e gli insulti del suo partito e i teppisti che stavano sotto le bandiere del suo partito, Sel", dice il capogruppo del Pdl rivolgendosi direttamente a Boldrini, " e le chiedo se lei usa due pesi e due misure per esprimere la solidarietà". Il Pdl aveva già chiesto nei giorni scorsi al presidente della Camera e a Nichi Vendola una netta presa di distanza dai fatti di Brescia.
All'attacco di Brunetta, Boldrini risponde con una dura presa di posizione. La presidente della Camera è "terza e
imparziale" e interviene per condannare "in modo attento e rigoroso" il sessismo, manifestando "solidarietà alle deputate del Pdl in quanto donne" per le offese ricevute a Brescia. Ma, aggiunge, "non solidarizza o condanna ogni episodio che attiene allo svolgimento di attività politiche o di partito". "Non si può pretendere questo perché così facendo - osserva mentre il settore Pdl dell'emiciclo rumoreggia - il presidente della Camera finirebbe per entrare nell'agone politico, a danno del suo ruolo di garanzia indispensabile per il funzionamento del sistema".
Boldrini aggiunge anche che questo "senza contare che il susseguirsi di dichiarazioni e comunicati tende a creare nuovi terreni di scontro". "Rispetto a questa prassi a mio avviso discutibile e sterile, mi riservo di intervenire quando sarà ritenuto strettamente necessario e non - avverte - su pressioni di parte", conclude, al termine di un breve ma acceso dibattito in Aula.
All'attacco di Brunetta, Boldrini risponde con una dura presa di posizione. La presidente della Camera è "terza e
imparziale" e interviene per condannare "in modo attento e rigoroso" il sessismo, manifestando "solidarietà alle deputate del Pdl in quanto donne" per le offese ricevute a Brescia. Ma, aggiunge, "non solidarizza o condanna ogni episodio che attiene allo svolgimento di attività politiche o di partito". "Non si può pretendere questo perché così facendo - osserva mentre il settore Pdl dell'emiciclo rumoreggia - il presidente della Camera finirebbe per entrare nell'agone politico, a danno del suo ruolo di garanzia indispensabile per il funzionamento del sistema".
Boldrini aggiunge anche che questo "senza contare che il susseguirsi di dichiarazioni e comunicati tende a creare nuovi terreni di scontro". "Rispetto a questa prassi a mio avviso discutibile e sterile, mi riservo di intervenire quando sarà ritenuto strettamente necessario e non - avverte - su pressioni di parte", conclude, al termine di un breve ma acceso dibattito in Aula.