Politica

Pd, torna l'ipotesi Chiamparino:
"Se serve pronto a dare una mano"

In attesa del congresso autunnale nei democratici si continua a lavorare ai futuri assetti del partito. E l'ex sindaco di Torino torna in pista per la leadership. Epifani intanto sceglie di rimanere presidente della commissione Attività produttive della Camera

1 minuti di lettura
TORINO - Molto probabilmente non sarà una corsa tra Enrico Letta, Matteo Renzi e Guglielmo Epifani la lotta per la futura leadership del Pd. "Se si creeranno le condizioni per dare una mano al centrosinistra, a prescindere dal ruolo, può essere cosa su cui ragionare, ma allo stato attuale non ho obiettivi", dice Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino e presidente della Compagnia di San Paolo, sulla sua eventuale candidatura alla segreteria partito.

"Da oltre un anno a questa parte - aggiunge a margine di una conferenza stampa - sto facendo un lavoro e credo dignitosamente bene, quindi non sono alla ricerca di un posto. Per il futuro vedremo. Di sicuro per me è difficile separarmi dalla passione per la politica, che non è però soltanto quella riconducibile ai partiti".

Dopo l'elezione di sabato scorso alla segreteria dei democratici, in molti hanno sottolineato come Guglielmo Epifani difficilmente accetterà di limitarsi a fare da semplice "traghettatore", pronto a tornare nei ranghi all'indomani del congresso autunnale del partito. La mossa annunciata oggi dall'ex leader della Cgil sembra però andare contro questa possibilità. Epifani ha annunciato infatti all'Ufficio di presidenza della commissione Attività produttive della Camera la sua intenzione di restare alla guida della stessa almeno fino a ottobre.

"Il mio compito è arrivare al congresso affinché sia una fase di ripartenza - ha ribadito il neosegretario in un'intervista al Tg5 - Le polemiche ci sono sempre, vanno viste sempre nell'ottica dell'interesse generale". "Ora - ha aggiunto - dobbiamo riaprire un dibattito con i nostri elettori, i nostri votanti, gli iscritti, e poi preparare il congresso, rilegittimare tutti i gruppi dirigenti, il congresso deve parlare al Paese. Non dobbiamo dare l'idea di un partito diviso, ma di un partito che parli al Paese".
I commenti dei lettori