ROMA - "Non è possibile che una coalizione con meno del 30% dei voti possa raddoppiare i propri seggi. L'attuale legge elettorale rischia di essere incostituzionale". Così il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello, al Tg3, inquadra "l'incarico" ricevuto dal premier Enrico Letta di "studiare una modifica del premio di maggioranza, introducendo una clausola di salvaguardia".
"A Spineto - dice ancora l'esponente del Pdl - l'intero governo ha convenuto che la legge elettorale fa parte della forma di governo. E' impossibile fare la legge elettorale senza sapere se bisogna andare a Parigi o a Londra. Solo dopo si capirà quale legge fare e su questo l'intero governo è accordo".
"Noi sappiamo - prosegue Quagliariello - che l'attuale legge elettorale è di dubbia costituzionalità perché quando fu fatta c'erano coalizioni del 45 per cento e il premio di maggioranza era limitato al massimo al 10 per cento dei seggi; oggi invece le coalizioni sono sotto il 30 e quindi la coalizione che ha vinto ha visto alla Camera raddoppiare i suoi seggi. Di fronte a questo e a quello detto da Napolitano il presidente del Consiglio mi ha dato l'incarico di sentire i partiti e i gruppi per vedere se è possibile mettere in atto la clausola di salvaguardia. Lo farò con molta solerzia".
"Ovviamente - osserva ancora - il dibattito parlamentare va avanti indipendentemente dalle dinamiche del governo. Io mi atterrò al mandato ricevuto da Letta: dalla prossima settimana comincerò i contatti con i partiti per approvare una clausola di salvaguardia che consenta di tornare alle urne in qualsiasi momento. Ma questo è sganciato dalla grande riforma".
Alla domanda se il Pdl voterà il ritorno al Mattarellum, Quagliariello ribadisce : "Io ora sono il ministro per le Riforme. Prima di scegliere la legge elettorale, bisognerà scegliere la forma di Governo. Dobbiamo decidere se andare a Parigi, Berlino o Londra".
In senso alla maggioranza è però braccio di ferro sui tempi di riforma della legge elettorale, con il grosso del Pd che spinge affinché si proceda subito, mentre il Pdl insiste sulla necessità che sistema di voto e riforme istituzionali vadano avanti di pari passo. Berlusconi in particolare teme che riformare subito il sistema di voto possa 'intaccare' i delicati equilibri dell'esecutivo e rappresentare per i democratici una sorta di 'liberi tutti' dopo l'approvazione dei provvedimenti economici. Ma un punto di caduta, a cui sta lavorando Quagliariello per 'conto' di Letta, potrebbe essere raggiunto su alcune modifiche al Porcellum da fare subito per poi rivedere l'intero sistema di voto una volta definite le riforme istituzionali.
Accantonata, invece, per ora ogni ipotesi di riforma della giustizia: lo stesso partito di via dell'Umiltà, per voce di Francesco Nitto Palma, spiega che "ora non è il momento".
"A Spineto - dice ancora l'esponente del Pdl - l'intero governo ha convenuto che la legge elettorale fa parte della forma di governo. E' impossibile fare la legge elettorale senza sapere se bisogna andare a Parigi o a Londra. Solo dopo si capirà quale legge fare e su questo l'intero governo è accordo".
"Noi sappiamo - prosegue Quagliariello - che l'attuale legge elettorale è di dubbia costituzionalità perché quando fu fatta c'erano coalizioni del 45 per cento e il premio di maggioranza era limitato al massimo al 10 per cento dei seggi; oggi invece le coalizioni sono sotto il 30 e quindi la coalizione che ha vinto ha visto alla Camera raddoppiare i suoi seggi. Di fronte a questo e a quello detto da Napolitano il presidente del Consiglio mi ha dato l'incarico di sentire i partiti e i gruppi per vedere se è possibile mettere in atto la clausola di salvaguardia. Lo farò con molta solerzia".
"Ovviamente - osserva ancora - il dibattito parlamentare va avanti indipendentemente dalle dinamiche del governo. Io mi atterrò al mandato ricevuto da Letta: dalla prossima settimana comincerò i contatti con i partiti per approvare una clausola di salvaguardia che consenta di tornare alle urne in qualsiasi momento. Ma questo è sganciato dalla grande riforma".
Alla domanda se il Pdl voterà il ritorno al Mattarellum, Quagliariello ribadisce : "Io ora sono il ministro per le Riforme. Prima di scegliere la legge elettorale, bisognerà scegliere la forma di Governo. Dobbiamo decidere se andare a Parigi, Berlino o Londra".
In senso alla maggioranza è però braccio di ferro sui tempi di riforma della legge elettorale, con il grosso del Pd che spinge affinché si proceda subito, mentre il Pdl insiste sulla necessità che sistema di voto e riforme istituzionali vadano avanti di pari passo. Berlusconi in particolare teme che riformare subito il sistema di voto possa 'intaccare' i delicati equilibri dell'esecutivo e rappresentare per i democratici una sorta di 'liberi tutti' dopo l'approvazione dei provvedimenti economici. Ma un punto di caduta, a cui sta lavorando Quagliariello per 'conto' di Letta, potrebbe essere raggiunto su alcune modifiche al Porcellum da fare subito per poi rivedere l'intero sistema di voto una volta definite le riforme istituzionali.
Accantonata, invece, per ora ogni ipotesi di riforma della giustizia: lo stesso partito di via dell'Umiltà, per voce di Francesco Nitto Palma, spiega che "ora non è il momento".