Politica

Due per mille, detrazioni e trasparenza. 
Tagli graduali, a regime dal 2016

I punti principali del ddl che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti, approvato dal Consiglio dei Ministri. Verrà sostituito dai contributi volontari dei privati

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STOP al finanziamento pubblico, che sarà sostituito da un sistema di contributi volontari, attraverso detrazioni e 2 x mille. Le novità partiranno nel 2014 ma andranno a regime nel 2016, ma per accedere ai benefici i partiti dovranno organizzarsi secondo "requisiti minimi idonei a garantire la democrazia interna". Lo prevede il ddl sui finanziamenti ai partiti, approvato oggi dal Cdm. Ecco nel dettaglio i punti principali del provvedimento.

Contributi dei privati.
Al posto del finanziamento pubblico entrerà in funzione un nuovo sistema che si fonderà sulla contribuzione volontaria da parte dei privati e che si potrà effettuare attraverso: a) detrazioni; b) 2 x 1000.

Chi potrà accedere al nuovo sistema.
Potranno essere ammessi ad ottenere il finanziamento privato in regime fiscale agevolato i partiti politici che abbiano conseguito, nell'ultima consultazione elettorale, almeno un rappresentante eletto alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica o in un'assemblea regionale, o che abbiano presentato, nella stessa consultazione elettorale, candidati in almeno tre circoscrizioni per le elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati o in almeno tre del Senato della Repubblica  o delle assemblee regionali, o in almeno una circoscrizione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia.

Detrazioni.
Le erogazioni liberali in denaro, effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici, avranno dall'imposta lorda una detrazione pari: al 52 per cento per importi compresi fra 50 euro e 5.000 euro annui; al 26 per cento (stessa percentuale di detrazione riservata per erogazioni alle Onlus) per importi tra i 5.001 e i 20.000 euro.

2 per 1000. I partiti politici che abbiano conseguito nell'ultima consultazione elettorale almeno un rappresentante eletto alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica potranno essere ammessi alla ripartizione annuale del 2 x 1000 della propria imposta sul reddito (IRE). Una decisione che assumerà il contribuente, sempre a decorrere dall'anno finanziario 2014, in fase di dichiarazione dei redditi mediante la compilazione di una scheda recante l'elenco dei soggetti aventi diritto.

Avvio nel 2014, a regime nel 2016. Il sistema di regolamentazione della contribuzione volontaria ai partiti politici prenderà avvio nel 2014, ma andrà a regime nel 2016. Solo a giugno 2015 gli italiani saranno infatti chiamati a dichiarare i propri redditi relativi al 2014. A quel punto saranno necessari altri mesi per permettere all'Erario di stabilire l'ammontare esatto della quota del 2 x 1000 da destinare a ciascun partito politico. Fino a tale momento, e quindi in via transitoria, a tutti i partiti è riconosciuto il taglio: del 40 per cento nel primo esercizio successivo a quello dell'entrata in vigore del disegno di legge; del 50 per cento nel secondo esercizio successivo a quello dell'entrata in vigore del disegno di legge; del 60 per cento nel terzo esercizio successivo a quello dell'entrata in vigore del disegno di legge. Con il quarto esercizio finanziario successivo a quello dell'entrata in vigore del disegno di legge il finanziamento cessa.

Sedi, bollette e spazi televisivi. Un'altra fonte di aiuto per i partiti è la concessione di servizi, tra cui le sedi, le bollette telefoniche e gli spazi televisivi. "E' previsto che lo Stato possa erogare servizi invece di denari, servizi che possano favorire la partecipazione dei cittadini", spiega il ministro per le riforme Gaetano Quagliariello. Ci saranno quindi "spazi televisivi, sedi e luoghi per congressi, esenzioni su bollette telefoniche ed elettricità".

Trasparenza. Per ottenere i contributi volontari, i partiti politici dovranno organizzarsi secondo requisiti minimi idonei a garantire la democrazia interna. Dovranno anche assicurare la trasparenza e l'accesso a tutte informazioni relative al proprio funzionamento, anche mediante la realizzazione di un sito internet, completo nelle informazioni, chiaro nel linguaggio, facile nella consultazione. Su questo sito dovrà essere pubblicato il rendiconto di esercizio corredato dalla relazione sulla gestione e dalla nota integrativa, nonchè il verbale di approvazione del rendiconto di esercizio.

Il disegno di legge comprende inoltre nuove disposizioni in materia di comunicazione politica fuori dalla campagna elettorale: i partiti politici avranno diritto ad accedere a spazi televisivi messi a disposizione a titolo gratuito dalla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ai fini della trasmissione di messaggi (della durata massima di un minuto) diretti a rappresentare alla cittadinanza i propri indirizzi politici.
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