Politica

Grillo attacca stampa e televisioni.
Telecamere cacciate dai suoi comizi

"Giornalisti più spregevoli dei politici. Sto girando la Sicilia inseguito dalle tv. Siamo in guerra". Sia a Piazza Armerina che a Leonforte se la prende con gli operatori. Usigrai: "Atteggiamenti squadristi"

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ROMA - Nuovo durissimo attacco di Beppe Grillo a stampa e televisioni. Prima dal suo blog, poi nei comizi che tiene in Sicilia in vista delle elezioni amministrative. In entrambi i casi il leader del MoVimento 5 Stelle si scaglia contro tutto e tutti: i partiti, il governo, il presidente della Repubblica, l'ipotesi presidenzialista, Silvio Berlusconi che punta a "farsi eleggere presidente-duce", i giornalisti.

Nel suo intervento sul blog Grillo mette sotto accusa in primo luogo Lucia Annunziata ("in busta paga dell'Eni") che ieri ha intervistato Roberto Fico, il primo a presentarsi in tv come vuole il nuovo corso del M5S, candidato alla presidenza della commissione di Vigilanza Rai. E con lei tutta la categoria dei giornalisti e l'azienda televisiva pubblica, quella che "perde 200 milioni di euro dei nostri soldi".

Durante il comizio a  Piazza Armerina torna sull'argomento: "L'Annunziata quando era direttore del Tg3  ha ricevuto 150mila euro dall'Eni per una performance teatrale a Milano, e altri 150mila euro per la gestione del giornalino interno". Anche "Repubblica invece di fare un sondaggio su quanto guadagno io dovrebbe fare un sondaggio su quanto guadagna il suo editore". Poi prende di punta un operatore: "Fuori! Vai via. Chi sei? Per chi lavori? Questa gente deve essere isolata", lo caccia e aizza la piazza contro di lui. "Datemi una mano, coprite la telecamera alzate la bandiera" e gli attivisti rispondono: "Fuori! Fuori!". E ancora: "Siamo in guerra. Io sono stufo, hanno messo in pericolo la mia famiglia, devo reagire. Hanno pubblicato l'indirizzo di casa mia e da allora vengono da me dei pazzi depressi. Io non ci sto più al gioco di questa gente qua. Hanno detto in una trasmissione tv che un uomo si è dato fuoco per colpa mia".

La scena si ripete a Leonforte, nell'Ennese. "Sto girando la Sicilia inseguito dalle tv, dai cameraman: siete in onda su Piazza pulita. Vanno in giro con truppettine" a cercare "qualcuno che odia il MoVimento e lo mandano in onda contro 5 Stelle", afferma Grillo dal palco davanti a diverse migliaia di persone. Anche qui fa "circondare" un cameraman dai presenti perché, dice, "io ho il diritto di non essere ripreso". "Noi abbiamo un cartello e lo dobbiamo mettere davanti a quei signori davanti alla telecamera", continua mandando giù dal palco un cartello con la scritta "Informazione italiana 57esimo posto". Alla fine dice a Giancarlo Cancelleri, capogruppo del M5S all'Assemblea regionale siciliana: "Vai dal cameraman e digli che la deve smettere, che ci sta scassando la m....". "Fanno le trasmissioni per farci crollare, quello lavora per La 7 che è di Cairo che è amico di Berlusconi, quindi lavora per Berlusconi. Non ce l'abbiamo con lui, accarezzatelo, perché noi siamo contro ogni tipo di violenza".

Quindi Grillo chiede a '''Vermigli' di fare un servizio sulla tua televisione, chi l'ha comprata, anche a chi l'hanno regalata...". Attacca di nuovo Annunziata: "Ci vuole sbranare, perché sa che noi sappiamo...". E tira in ballo anche "Curzio Maltese, editorialista che non fa servizi sul suo editore, De Benedetti".

E' lunga la lista nera: c'è Vianello ora direttore RaiTre ma "reo" di aver condotto Agorà, ci sono sempre Piazza Pulita, Ballarò e tutti i giornalisti che figurano nella fondazione Vedrò. "Sono più spregevoli dei politici" soprattutto quelli che vanno a "cercare i dissidenti, cercano quelli che sono contro Grillo e montano questa pantomima. E' inconcepibile questa informazione così..", dice il leader 5 Stelle.

Le reazioni. L'ennesimo attacco ai media suscita l'immediata reazione di Vittorio di Trapani, segretario dell'Usigrai, il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico: "Abbiamo sempre combattuto intimidazioni, liste di proscrizione e aggressioni, non cambiamo posizione oggi solo perché arrivano da un ex comico. Gli insulti contro un operatore rappresentano un atto gravissimo contro la libertà di informazione. Così come le minacce e gli attacchi dei giorni scorsi contro altri colleghi della Rai". "Sul Servizio Pubblico - prosegue di Trapani - l'ex comico sconfessa subito il suo candidato alla presidenza della Commissione di Vigilanza. Chi siede nelle istituzioni e si candida a guidare organismi parlamentari prenda le distanze da questi atteggiamenti squadristi".

Dura la replica di Lucia Annunziata: "Beppe Grillo continua la sua personalissima campagna di demonizzazione dei giornalisti confondendo e sovrapponendo, non so quanto non volutamente, informazioni che non stanno insieme tra loro". "Per quanto riguarda il mio caso personale - afferma la direttrice dell'Huffington Post italiano - ha sostenuto cose non vere: che io sia stata contemporaneamente direttore del Tg3 e collaboratrice dell'Eni. Sono stata direttore del Tg3 dal 1996 al 1998, mentre la mia collaborazione con l'Eni è cominciata nel 2008 e finita nel maggio del 2012. Se non mi crede prenda pure le mie dichiarazioni dei redditi e verifichi". Quindi Annunziata ricorda che la sua collaborazione con la società petrolifera riguardò la partecipazione "alla stesura di un testo teatrale per il Piccolo di Milano andato in scena nell'anniversario della morte di Enrico Mattei" e il coordinamento del "comitato scientifico di Oil, una 'rivista clandestina sovversiva' su politica estera e petrolio, in collaborazione con due società carbonare, rivoluzionare e sconosciute come Foreign Policy e The Washington Post". Attività "ufficiale e dichiarata alle tasse" svolta in un periodo in cui non aveva "nessun incarico dirigente in nessun altro media". E dopo aver annunciato che Grillo dovrà dimostrare le sue "insinuazioni" davanti a un giudice conclude: "La triste verità è che l'unica libertà che Grillo sta dimostrando di poter rivendicare a pieno titolo è quella all'insulto e alla diffamazione. E, che gli piaccia o no, somiglia sempre di più a quei 'vecchi politici' che dice di combattere, quelli a cui non piacciono i giornalisti che dicono quello che pensano".
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