Politica

Scontro nella Lega, Bossi frena:
"Io segretario? Lasciate perdere"

Durante un comizio a Brugherio, ai militanti che lo acclamano come leader, risponde: "Sono tutte rogne, lasciamole ad altri". Poi, però, torna ad attaccare Maroni: "Non c'è riconoscenza, ma tutto si aggiusterà"

1 minuti di lettura
ROMA - Aveva definito Maroni un traditore. Aveva annunciato la volontà di riprendersi il partito. Dopo l'affondo, con l'intervista a Repubblica, Umberto Bossi rallenta. Durante un comizio a Brugherio, ai militanti che lo acclamavano come segretario risponde: "Lasciate perdere, sono tutte rogne, lasciamole agli altri. Io penso che la Lega si debba salvare".

Poi, però, torna a punzecchiare il governatore lombardo criticando il suo slogano: "Io non sono tanto per
'Prima il Nord', meglio Padania che è la parola chiave. Anche perchè la Padania ha dei diritti internazionali che l'Onu riconosce per l'autodeterminazione: con 'Prima il Nord' non li ha".

Bastone e carota, da parte del Senatur: "Mi pare che per la Lega il momento sia difficile e che la riconoscenza sia una virtù del giorno prima anzichè del giorno dopo. Ma sono più che certo che le cose si raddrizzeranno". Poi ha chiesto che le espulsioni nel Carroccio cessino.

Sul palco, attorno a lui, alcuni esponenti della Lega a lui vicinissimi, come l'ex assessore lombardo Monica Rizzi e il sindaco di Diano Marina, Giacomo Chiappori. Presente anche l'ex presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni. In piazza l'ex deputato Marco Desiderati, di recente espulso dal Carroccio. Non c'era invece, come annunciato ieri dagli organizzatori, il capogruppo alla Camera, Giancarlo Giorgetti.
I commenti dei lettori