Politica

Appello di Napolitano sulla giustizia:
"Serve rispetto per la Consulta"

Il capo dello Stato invita magistratura e politica a smorzare i toni di un confronto talvolta troppo acceso: "Occorre leale collaborazione tra le parti in un contesto di tensioni e difficili equilibri". Il 19 giugno la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sul legittimo impedimento richiesto dai difensori di Berlusconi per il processo Mediaset     

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ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a margine dell'incontro al Quirinale con i magistrati ordinari in tirocinio, ha lanciato un accorato appello rivolto ad allentare la tensione che spesso ha contraddistinto i rapporti tra toghe e politica: "Serve reciproco rispetto e leale collaborazione di riconoscimento verso il giudice delle leggi, ossia la Corte Costituzionale, chiamata ad arbitrare anche il conflitto tra poteri dello Stato. Indipendenza, imparzialità ed equilibrio nell'amministrazione della giustizia - ha proseguito - sono più che mai indispensabili in un contesto di persistenti tensioni e difficili equilibri sul piano politico e istituzionale". Proprio la Corte Costituzionale il 19 giugno sarà chiamata a pronunciarsi sul legittimo impedimento al quale si sono appellati gli avvocati difensori di Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Mediaset.

Riforma dei tribunali. Secondo il capo dello Stato rivedere la geografia degli uffici giudiziari del Paese resta una delle riforme "obiettivamente necessarie. Sarebbe inammissibile e scandaloso rimettere in discussione la revisione dei tribunali, per ciechi particolarismi anche politici". Soddisfatta della presa di posizione di Napolitano il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: "Le parole del presidente della Repubblica ci sostengono; non possono che essere di grande supporto alla battaglia forte che stiamo portando avanti".

Csm. Alla presenza dei componenti del Consiglio superiore della magistratura, il presidente della Repubblica ha poi affermato "che il Csm è un organo non di mera autodifesa, ma di autogoverno, e insieme di concorso al governo della giustizia, nel suo corretto funzionamento e nella sua necessaria apertura alla riflessione critica e alle riforme obiettivamente necessarie".

Crisi. Napolitano ha affrontato anche lo scottante tema dello sviluppo: "In una fase di grave e prolungata crisi economica e sociale, da cui appare arduo uscire con successo, occorre dare risposte efficaci al malessere di larga parte della popolazione e alla frustrazione dei giovani gettando le basi per un nuovo sviluppo più equo e sostenibile".
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