E' nei cinema come interprete della 'Grande Bellezza' di Sorrentino, ambientato in una Roma decadente. E quando guarda la sua città vede amici che non votano più, che non credono più. Carlo Verdone spiega: "La gente è stanca, i problemi sono sempre gli stessi, strade, periferie, ospedali. E poi è preoccupata per la propria situazione economica e sa che di soldi ce ne sono pochi". Dunque pensa: "Chi ce và, ce và. Cambia poco". Ammette: "Io sono andato a votare perché sono vecchio stampo, il mio dovere lo faccio". Ma in un seggio elettorale "metafisico". Ovvero: "il Liceo Virgilio vuoto, lunghi corridoi di nulla, un brutto segno dello sconforto che c'è". Ignazio Marino ora deve fare innanzitutto "manutenzione". Il regista cita la curva pericolosa che da due anni è ancora più pericolosa per i lavori in corso. "Ma se non riusciamo a mettere a posto una buca con un cornicione cosa ti vuoi aspettare?" esplode. Poi ammette: "Noi romani abbiamo tante colpe, perché siamo refrattari alle regole, ma siamo così perché non abbiamo avuto buoni esempi. Se vedi che il sindaco fa le cose, che ci tiene, il romano si educa, si adegua". Invece troppi anni di "diseducazione" ci sono stati. E così "la macchina in terza fila è quasi la normalità, non ci sono parcheggi, il lungotevere sarebbe un boulevard e invece è trasformato in un vicolo dai pullman". Da anni nessuno ha fatto niente di tutto questo.
E la riflessione di Verdone di allarga: "Ormai tutti sono uguali a tutti. I partiti sono liquefatti insieme, come al governo. Cos'è il Pd, cosa il Pdl?" In realtà: "Ci sarebbero delle persone per bene, ma si vanno a scontrare con una burocrazia tremenda". Spera in Renzi? "Non vedo altro all'orizzonte - commenta senza entusiasmo - Bisogna aspettare una nuova generazione, ma Renzi è già qualcosa, una faccia nuova, uno che si dà moltio da fare". Intanto lo sguardo torna su Roma: "La vedo depressa. Marino l'ho votato sperando, ma non convintissimo, non lo conosco. Mi auguro che faccia delle cose concrete perché se no questa città diventa troppo sciatta". E consiglia di leggere 'Viaggio in Italia di Montesquieu': "Tra poco - scriveva - Roma sarà tutta spogliata. Non capisco questa mentalità". Ecco, conclude Verdone: "Era tanto tempo fa, eppure Roma è ancora così".
E la riflessione di Verdone di allarga: "Ormai tutti sono uguali a tutti. I partiti sono liquefatti insieme, come al governo. Cos'è il Pd, cosa il Pdl?" In realtà: "Ci sarebbero delle persone per bene, ma si vanno a scontrare con una burocrazia tremenda". Spera in Renzi? "Non vedo altro all'orizzonte - commenta senza entusiasmo - Bisogna aspettare una nuova generazione, ma Renzi è già qualcosa, una faccia nuova, uno che si dà moltio da fare". Intanto lo sguardo torna su Roma: "La vedo depressa. Marino l'ho votato sperando, ma non convintissimo, non lo conosco. Mi auguro che faccia delle cose concrete perché se no questa città diventa troppo sciatta". E consiglia di leggere 'Viaggio in Italia di Montesquieu': "Tra poco - scriveva - Roma sarà tutta spogliata. Non capisco questa mentalità". Ecco, conclude Verdone: "Era tanto tempo fa, eppure Roma è ancora così".