Scuola. Gli interventi per l'istruzione scolastica riguardano l'edilizia, la lotta all'abbandono scolastico e il miglioramento dei risultati della scuola. Per gli edifici scolastici è previsto un investimento straordinario di 300 milioni per il triennio 2014/2016 , finanziato dall'Inail, nell'ambito degli investimenti immobiliari previsti dal piano di impiego di propri fondi. Ma, assicura il premier Enrico Letta, il provvedimento "ha come base le 6 Raccomandazioni rivolte all'Italia dalla Commissione europea il 29 maggio 2013 nel quadro della procedura di coordinamento delle riforme economiche per la competitività", che per la scuola si traduce "nell'intensificare gli sforzi per scongiurare l'abbandono scolastico e migliorare qualità e risultati della scuola".
Università. Diversi gli interventi sul sistema universitario. Innanzitutto, lo sblocco parziale del turn-over che dal 20 per cento passa al 50 per cento dei pensionamenti. Finora, per semplificare, gli atenei virtuosi potevano assumere un nuovo dicente ogni 5 pensionati. Col decreto approvato ieri sarà possibile assumerne invece la metà: uno ogni due pensionati. "Con questo provvedimento - spiegano da Palazzo Chigi - si libereranno posti per 1500 ordinari e 1500 nuovi ricercatori in Tenure track, un percorso che a cinque anni dall'assunzione prevede una valutazione per passare ad associato. In caso negativo il ricercatore dovrà trovarsi un'altra sistemazione.
Sono previsti anche 12 milioni di euro (5 per il 2014 e 7 per l'anno successivo) per l'erogazione di "borse per la mobilità" a favore di studenti che avranno conseguito risultati scolastici eccellenti. I premi serviranno a quegli studenti - con voto di diploma pari o superiore a 95 centesimi - che intendano iscriversi per l'anno accademico 2013/2014 a corsi di laurea in regioni diverse da quella di residenza. Infine, il decreto prevede misure per "rendere più flessibile il sistema di finanziamento degli atenei e semplificare le procedure di attribuzione delle risorse. Il primo passo sarà quello di unificare in unico fondo le risorse destinate al Ffo (il Fondo di finanziamento ordinario) e quelli relativi alla programmazione triennale del sistema, ai dottorati, e agli assegni di ricerca. E, in aggiunta, è previsto di delegare all'Anvur (l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) la valutazione dei servizi delle università e degli enti di ricerca per semplificare il sistema di valutazione attualmente in vigore.
Ricerca. Per la ricerca sono previsti "interventi straordinari diretti al sostegno e allo sviluppo delle
attività di ricerca fondamentale e di ricerca industriale, mediante la concessione di contributi alla spesa, nel limite del 50 per cento della quota relativa alla contribuzione a fondo perduto, disponibili sul Fondo per la ricerca applicata (FAR). Gli interventi da finanziare riguardano soprattutto lo sviluppo di start-up innovative (quelle società che hanno come scopo lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico) e di spin-off universitari (nuove imprese che, a partire da imprese preesistenti, che perseguano idee innovative in un ambito di ricerca universitaria per dare uno sbocco sul mercato all'innovazione in questione mediante una nuova società). Ma anche "la valorizzazione di progetti di social innovation per giovani con meno di 30 anni, il potenziamento del rapporto tra il mondo della ricerca pubblica e le imprese, il potenziamento infrastrutturale delle università e degli enti pubblici di ricerca".
Università. Diversi gli interventi sul sistema universitario. Innanzitutto, lo sblocco parziale del turn-over che dal 20 per cento passa al 50 per cento dei pensionamenti. Finora, per semplificare, gli atenei virtuosi potevano assumere un nuovo dicente ogni 5 pensionati. Col decreto approvato ieri sarà possibile assumerne invece la metà: uno ogni due pensionati. "Con questo provvedimento - spiegano da Palazzo Chigi - si libereranno posti per 1500 ordinari e 1500 nuovi ricercatori in Tenure track, un percorso che a cinque anni dall'assunzione prevede una valutazione per passare ad associato. In caso negativo il ricercatore dovrà trovarsi un'altra sistemazione.
Sono previsti anche 12 milioni di euro (5 per il 2014 e 7 per l'anno successivo) per l'erogazione di "borse per la mobilità" a favore di studenti che avranno conseguito risultati scolastici eccellenti. I premi serviranno a quegli studenti - con voto di diploma pari o superiore a 95 centesimi - che intendano iscriversi per l'anno accademico 2013/2014 a corsi di laurea in regioni diverse da quella di residenza. Infine, il decreto prevede misure per "rendere più flessibile il sistema di finanziamento degli atenei e semplificare le procedure di attribuzione delle risorse. Il primo passo sarà quello di unificare in unico fondo le risorse destinate al Ffo (il Fondo di finanziamento ordinario) e quelli relativi alla programmazione triennale del sistema, ai dottorati, e agli assegni di ricerca. E, in aggiunta, è previsto di delegare all'Anvur (l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) la valutazione dei servizi delle università e degli enti di ricerca per semplificare il sistema di valutazione attualmente in vigore.
Ricerca. Per la ricerca sono previsti "interventi straordinari diretti al sostegno e allo sviluppo delle
attività di ricerca fondamentale e di ricerca industriale, mediante la concessione di contributi alla spesa, nel limite del 50 per cento della quota relativa alla contribuzione a fondo perduto, disponibili sul Fondo per la ricerca applicata (FAR). Gli interventi da finanziare riguardano soprattutto lo sviluppo di start-up innovative (quelle società che hanno come scopo lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico) e di spin-off universitari (nuove imprese che, a partire da imprese preesistenti, che perseguano idee innovative in un ambito di ricerca universitaria per dare uno sbocco sul mercato all'innovazione in questione mediante una nuova società). Ma anche "la valorizzazione di progetti di social innovation per giovani con meno di 30 anni, il potenziamento del rapporto tra il mondo della ricerca pubblica e le imprese, il potenziamento infrastrutturale delle università e degli enti pubblici di ricerca".